Caviale nero torna l'export verso l'Europa

Foto Itar-Tass

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Per tutelare gli storioni, specie a rischio di estinzione, la fine del blocco riguarda solo il prodotto allevato. Anche così è però impossibile soddisfare la domanda.

Il caviale nero torna a far rotta verso le tavole europee. Dopo nove anni, le autorità russe hanno abolito il divieto all’export che durava dal 2002. Una misura dettata dalla necessità di tutelare gli storioni dal rischio di estinzione. Un’eventualità che non è stata del tutto scongiurata, tanto che la fine del blocco riguarda esclusivamente il prodotto allevato. Di fatto va registrato il cambio di rotta, che farà felice i tanti consumatori che storicamente tornavano dalle vacanze a Mosca o San Pietroburgo con un carico del gustoso alimento.

"Dall’avvio del blocco il turista europeo si è trovato in una situazione paradossale: poteva acquistare in Russia il prodotto, ma se lo portava con sé in patria scattava l’accusa di contrabbando", spiega a Russia Oggi un addetto al servizio di vigilanza della dogana in servizio all’aeroporto Sheremetevo di Mosca. E per il contrabbando si rischiano fino a sei anni di carcere. Misure così severe sono una conseguenza della lotta contro il bracconaggio di storioni ingaggiata nel Mar Caspio e nel Mar d’Azov, un tempo le principali fonti di caviale nero del mercato mondiale. Dopo la dissoluzione dell’Urss, il mercato del caviale è stato monopolizzato dai bracconieri col risultato che, secondo le stime ufficiali di Wwf Russia, dalla fine degli Anni ’80 al 2010, il numero degli storioni si è ridotto di 40 volte e la specie rischia l'estinzione.

Ora in Russia è stata autorizzata la vendita di caviale nero prodotto da storioni d’allevamento e il numero delle aziende ittiche del settore appare in crescita. Purtroppo anche così è impossibile soddisfare la domanda: il mercato al dettaglio è invaso dal caviale illegale di storione selvatico, benché già da qualche anno questo si trovi più raramente. "Fino ad alcuni anni fa la Russia produceva quasi 15 tonnellate di caviale nero all’anno, ma ne venivano vendute quasi 300 - spiega Roman Andreev, analista della società di ricerche di mercato Alemar - e i profitti illegali arrivavano a un miliardo".

Nel 2002 è stato decretato in Russia il divieto assoluto di esportazione del caviale nero e l’anno successivo è stata vietata la pesca industriale dello storione. Restava aperto il canale della vendita legalizzata di caviale di contrabbando, dato che tutto il caviale requisito poteva essere legalmente venduto al dettaglio. Ma ormai anche questa scappatoia non esiste più dal 2007, da quando il governo ha decretato che tutto il caviale requisito ai pescatori di frodo deve essere distrutto.

Nel 2009 nel Mar Caspio la pesca agli storioni è stata proibita anche per “ragioni ambientali” col risultato, ci ha spiegato Andreev, che la vendita di caviale illegale è diminuita di 150 tonnellate e a rifornire il mercato sono ora soltanto le aziende ittiche che producono caviale da storione d’allevamento. E i produttori tengono a sottolineare che il sapore non è diverso da quello del caviale prodotto da storioni selvatici. "Nel nostro Paese sono comparse aziende che producono caviale derivato da storioni di allevamento e la quantità prodotta è sufficiente anche per l’esportazione verso i paesi della Ue", confida il responsabile dell’Agenzia federale per la pesca, Andrei Krajnij. Uno storione ha bisogno di sette anni per crescere e il funzionario dell’Agenzia si aspetta che nel medio periodo le aziende ittiche incrementeranno le loro vendite nel mercato interno ed estero.

Secondo le previsioni di Andreev, attualmente sono tre le aziende del settore che lavorano a pieno ritmo: si tratta di realtà attive da 20 anni. Andreev però prevede che nei prossimi anni raddoppieranno.

Negli ultimi anni il mercato mondiale è stato invaso dal caviale iraniano, ma di recente anche questa variante ha cominciato a scarseggiare nei negozi europei. Secondo l’accordo sottoscritto dagli Stati bagnati dal Mar Caspio - Russia, Turkmenistan, Kazakhstan, Azerbaigian e Iran - per poter esportare il caviale ogni Paese necessita del consenso degli altri quattro.

La Russia, che intende combattere lo sterminio degli storioni, è contraria e cerca di aumentare i propri allevamenti ittici per riconquistare le posizioni perdute. Il caviale russo prodotto da acquacoltura costa all'incirca 800 euro al chilogrammo, molto meno di quello allevato in un Paese europeo.

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