Medvedev, il bilancio delle giornate romane

Foto: Vostock Photo/Reuters

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Il Presidente della Federazione ricorda i temi al centro dei colloqui, in vista del prossimo G20 in Francia. E punta sullo sviluppo della cultura e della lingua russe in Italia

Egregi colleghi e rappresentanti dei mezzi di informazione di massa. Nel corso della sua breve introduzione, il Presidente vi ha detto quasi tutto riguardo ai problemi di cui ci siamo occupati ultimamente, e lo ha fatto in modo assolutamente preciso e dettagliato, cosa che facilita di certo il mio compito.

Comunque, sono pronto a parlarvi ancora, e lo faccio con grande piacere, dell'andamento delle nostre trattative e delle posizioni che sono state rispettivamente espresse da entrambe le parti. Di cosa si è parlato col Presidente Napolitano: abbiamo convenuto sul fatto che le relazioni tra Italia e Russia sono sicuramente molto importanti e hanno anche una valenza strategica, per far sì che i Paesi europei, sia come Unione Europea nel complesso che presi singolarmente, riescano a creare fondamenta stabili nei rapporti con la Russia.

Sono proprio gli imprenditori italiani che si recano più spesso di altri nel nostro Paese. E il volume dei nostri scambi commerciali è aumentato in modo sostanziale nel coro dell'anno passato, cosa che non abbiamo mancato di rimarcare a vicenda, e che testimonia innanzitutto il fatto che i paesi europei stanno uscendo dalla crisi economica, e in secondo luogo, il fatto che viene mantenuto l'interesse reciproco per lo sviluppo di affari in comune.

Più tardi verranno firmati tre importanti documenti, e col Presidente ci siamo trovati d'accordo nel constatare che questi tre documenti, oltre a riflettere tutta la varietà della collaborazione tra Russia e Italia, mettono a fuoco e raggruppano quelli che sono gli indirizzi principali di questa collaborazione. Di quali documenti si tratta? Cercherò di darvi un'anticipazione.

Innanzitutto, c'è la nostra collaborazione nel campo della sicurezza, e il documento che la sancisce è quello che riguarda il transito militare dall'Afghanistan e verso l'Afghanistan. Si tratta senza dubbio di una questione molto importante, in ambito della quale la Russia collabora con tutti i Paesi stranieri impegnati in Afghanistan, nel numero dei quali è entrata ora anche l'Italia.

In secondo luogo, c'è la nostra collaborazione in ambito energetico, che è alla base dello sviluppo per la collaborazione anche in altri campi. Da questo punto di vista le cose vanno piuttosto bene. Saremmo felici di continuare a sviluppare i nostri rapporti nel commercio di gas e di altre risorse energetiche, o nell'ambito nell'energia atomica, ma questo resta comunque uno dei simboli della nostra collaborazione.

E infine, c'è la nostra collaborazione in campo finanziario, che potrebbe rivelarsi di particolare importanza in un periodo nel quale i Paesi stanno cercando di uscire da una fase di sviluppo segnata dalla crisi. Il signor Presidente ha appena detto che quelli appena trascorsi sono stati anni molto difficili per l'Unione Europea. Questa è sicuramente una giusta osservazione, che vale non solo per l'Europa, ma anche per altri. Siamo contenti che l'Unione Europea abbia trovato la forza per migliorare i propri approcci, consolidare la propria posizione e aiutare quei Paesi che si sono trovati in situazioni particolarmente complesse a mantenere l'euro come moneta unica.

Mi sono trovato spesso a riflettere su questa tematica, e credo che la presenza dell'euro come valuta di riserva mondiale abbia aiutato anche i Paesi che non lo utilizzano come moneta di scambio a superare le conseguenze della crisi. E' inoltre una componente molto importante nella lotta contro i problemi della finanza a livello globale. Ci siamo così scambiati le nostre opinioni sulla fase di sviluppo post-crisi.

In effetti, ci siamo soffermati su quello che bisognerebbe fare perché il summit del G20, che avrà luogo in Francia, si concluda con successo e perché le decisioni che verranno prese durante il summit possano trasformarsi in azioni concrete. Abbiamo parlato anche della sicurezza mondiale e della catena di eventi, che ancora non si è conclusa, che sta interessando i Paesi del Medio Oriente e dell'Africa. Si tratta sicuramente di processi molto complicati.

Partiamo comunque dal presupposto che tutti i conflitti, tutti gli avvenimenti che si stanno concentrando in quell'area, verranno risolti restando nell'ambito delle legislazioni interne ai Paesi, nell'osservanza delle singole Costituzioni e delle libertà e diritti fondamentali che sono poste alla base dei sistemi di diritto dei vari Stati che stanno attraversando questo momento difficile.

Abbiamo poi parlato delle strategie di lavoro su uno degli indirizzi più piacevoli della nostra collaborazione, quello che si esprime nelle iniziative dell'Anno della cultura e della lingua russa in Italia e della cultura e lingua italiana in Russia. Si tratta di sicuro di un evento eccezionale, con oltre 500 appuntamenti in programma. Parte di essi è già iniziata e molti altri si svolgeranno nel corso dell'anno. Spero che molti italiani avranno la possibilità di partecipare alle mostre e ai concerti organizzati dalla Russia in Italia e, sicuramente, molti cittadini russi avranno occasione di prendere parte agli appuntamenti organizzati in Russia dalla controparte italiana. In ogni caso, si tratta di una tematica veramente positiva e gratificante.

Vorrei portare la vostra attenzione sul fatto che ci siamo occupati non solo di questioni riguardanti la cultura, ma anche di quanto concerne lo sviluppo della lingua. Ho controllato i dati di cui disponiamo i quali attestano che sono circa 30 mila le persone che studiano il russo in Italia. E 40 mila quelle che studiano l'italiano in Russia. Forse non sono tante, ma non sono neanche così poche. Mi piace credere che alla conclusione di questi anni di interscambio, la quantità di persone che si interessano alla lingua russa e italiana sarà ancora maggiore.

L'ultimo argomento, di cui ha parlato anche il signor Presidente, riguarda l'anniversario dell'Unità d'Italia. Sono molto riconoscente al Presidente per avermi invitato a partecipare ai festeggiamenti di questo 150esimo anniversario. Credo che sarà un'occasione molto gradevole. In ogni caso, a giudicare dalle espressioni del team dei giornalisti che ha accompagnato il Presidente della Federazione Russa, i nostri connazionali dimostrano sempre un grande interesse verso questo genere di ricorrenze. E certamente questa ricorrenza susciterà l'interesse di tutti coloro che amano e apprezzano l'Italia. E nel nostro Paese ce ne sono veramente tanti.

Vorrei ringraziare ancora una volta il Presidente per questo invito. Grazie!

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