Slavisti a raccolta a Roma

L’occasione è stata la presentazione di due volumi di letteratura russa scritti da due studiosi italiani. L’accoglienza degli esperti? “Se ne sentiva la necessità”.

Appassionati e studiosi di slavistica a raccolta a Roma, presso l’Università degli Studi Roma Tre. Nel consueto incontro del Circolo slavistico sono stati presentati due novità nel campo degli studi della letteratura russa, “Storia della letteratura russa da Pietro il Grande alla Rivoluzione d’ottobre” (Carocci, 2010) di Guido Carpi, docente di Letteratura russa e storia della cultura russa all’Università di Pisa, e “Letteratura russa contemporanea. La scrittura come resistenza” (Laterza, 2010) di Mario Caramitti, ricercatore di filologia slava dell’Università Tor Vergata di Roma.

Le due opere sono state accolte con particolare favore nell’ambiente legato alla letteratura russa, in quanto, come ha spiegato Cesare De Michelis, docente di Letteratura russa all’Università Tor Vergata di Roma, “si sentiva la necessità di una nuova e recente letteratura russa scritta da italiani”. “Inoltre - ha continuato - queste due letterature hanno un valore particolare in quanto non sono opere collettive ma frutto di un lavoro individuale”.

“Ho voluto dare a questa letteratura – ha spiegato Guido Carpi - un taglio sociologico di tipo marxista, dove marxista è solo un modo per capire e non un metodo da applicare”. Chiamato da De Michelis a motivare la periodizzazione della sua opera, Carpi ha chiarito così le sue posizioni: “Ho scelto di iniziare dal periodo di Pietro il Grande, ossia quando è iniziato uno spazio letterario organizzato, sicuramente composto da autori molto diversi, ma con lo stesso mondo culturale”. “La scelta di terminare il libro con la Rivoluzione d’Ottobre – ha concluso – è dovuta al fatto che, dopo il 1917, la letteratura si troverà a vivere in un contesto molto diverso da quello precedente”.

Inizia, invece, dal 1968 la “Letteratura russa contemporanea” di Mario Caramitti. Perché? “E’ un anno molto importante per tutto il mondo – ha spiegato Gabriele Pedulà, curatore della collana “I penultimi” di Laterza –, ma in Italia sappiamo poco degli ultimi 40 anni della letteratura russa”.

“Partendo da questo presupposto – ha aggiunto Caramitti - ho cercato di fornire delle schede facilmente fruibili per spiegare i diversi autori e le opere degli ultimi quarant’anni”.

Proprio sulla struttura dei volumi per schede è partita la discussione moderata da Nicoletta Marcialis, docente di Filologia slava a Tor Vergata e Krassimir Stantchev, coordinatore del Circolo slavistico nonché docente di Filologia slava. La Marcialis ha messo in risalto l’utilità di queste schede per i lettori che si avvicinano alla letteratura russa da neofiti e per gli studenti che devono formarsi in questa disciplina.


Il Circolo slavistico

Il Circolo slavistico è stato inaugurato il 21 dicembre 1998 ed è nato dall’esigenza degli slavisti delle università di Roma e del Lazio di avere uno spazio per riunirsi, confrontarsi, proporre nuove pubblicazioni e incontrare gli ospiti stranieri. Ai primi venti membri fondatori, se ne sono velocemente aggiunti molti altri provenienti da tutti gli atenei italiani, oltre, naturalmente, a studenti e dottorandi di slavistica e di lingua e letteratura russa. La riunioni del Circolo slavistico, che hanno cadenza mensile, si svolgono nella Sala Ignazio Ambrogio del Dipartimento di Letterature Comparate dell’Università degli Studi Roma Tre. Dal 2003, inoltre, il Circolo slavistico è diventato l’organizzatore, insieme al Pontificio Istituto Orientale di Roma, delle giornate di studi cirillometodiani che si svolgono nel mese di maggio.

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