Riflettori accesi sulla tenuta di Tolstoj

Foto Itar-Tass

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L’occasione per visitare Jasnaja Poljana è da cogliere al volo: qui, nell’ambito dell’Anno di interscambio 2011, un’importante mostra vedrà protagonisti lo scrittore russo e Giacomo Leopardi.

Geni della letteratura a confronto. Eh sì, perché tra gli eventi dell’Anno culturale 2011 della Russia in Italia e dell’Italia in Russia sarà allestita una mostra su Leopardi e Tolstoj che si sposterà da Recanati alla tenuta dello scrittore russo di Jasnaja Poljana. Così, in questi giorni, Galina Alekseeva, responsabile della sezione scientifica del Museo Tolstoj ha raggiunto Recanati, per prendere accordi con la regione Marche e la famiglia Leopardi in merito a questa mostra che riunirà il genio russo e il genio italiano.

 

Nasce spontaneo il paragone fra i due luoghi in cui vissero gli scrittori: Recanati, a una decina di chilometri dal mar Adriatico, che Leopardi chiama “villaggio” in una delle sue liriche più famose, nella casa avita con una ricchissima biblioteca, all’ombra di una famiglia oppressiva, dominata dal padre Monaldo, e la proprietà di Jasnaja Poljana, dove Tolstoj visse a lungo, a sud di Mosca, nella provincia di Tula.

 

La tenuta di Jasnaja Poljana appartiene allo Stato, ma il discendente conte Vladimir Tolstoj, che vi risiede, la amministra. Di fronte all’ingresso della proprietà è stato costruito un piccolo ristorante di legno, accanto un chiosco di souvenir. Oltre i due piloni che costeggiano l’ingresso, si trova all’improvviso un enorme stagno a sinistra, e uno a destra, poco più avanti, dove di solito nuotava la moglie di Tolstoj, Sofíja Andreevna, e dove stava per annegare Cesare Lombroso, quando fu ospite dei Tolstoj. Un viale suggestivo di betulle conduce alla casa nella quale Tolstoj abitava con la sua famiglia: lo si capisce quando si vede la storica balaustra coi pupazzi infantili e animali da cortile intagliati nel legno dipinto di bianco. Nella sala conferenze, a sinistra della villa, circolano cani e gatti. E fuori ci sono i contadini al lavoro, le oche, i cavalli, e tanti meli, che Tolstoj piantò importandoli dalla Val di Non.

 

Fra le tante iniziative culturali a Jasnaja Poljana c’è l’appuntamento annuale con il Seminario sulla traduzione, che riunisce i traduttori internazionali delle opere di Tolstoj, organizzato da Selma Ancira, una entusiasta traduttrice di origine messicana, che vive a Barcellona. Vladimir Tolstoj presenzia al convegno, che di solito si svolge d’estate, a fine agosto, e riceve con commozione in dono le traduzioni di Tolstoj che gli ospiti gli offrono. Al seminario partecipano spesso anche i discendenti della famiglia Pasternak, a suggellare un’amicizia che dura dai tempi in cui Tolstoj, ormai maturo, conobbe il giovane pittore e illustratore Leonid Pasternak, padre del poeta, e gli propose d’illustrare il suo romanzo Resurrezione. Leonid appuntò in quegli anni memorie, che costituiscono una testimonianza unica sullo scrittore.

 

I traduttori sono ospitati in un piccolo albergo all’interno della proprietà e mangiano in un ristorante poco distante, protetto da un tendone bianco, sul quale sono state impresse a grandi caratteri le prime pagine di una vecchia edizione di Guerra e pace. Le storiche bibliotecarie dai capelli rossi ricordano ancora il segretario di Tolstoj, che amava cantare romanze e le corteggiava. Le guide della casa-museo conoscono tutto: oggetti, opere, aneddoti, indovinelli di casa Tolstoj e fanno sì che fino a oggi rintocchi la pendola, col suo magico, fine rintocco metallico. Il fascino di Jasnaja Poljana è intatto.

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