Missione "Expedition 26"

Foto di Reuters/Vostock-photo

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Cinque mesi di permanenza nello spazio, più di cento esperimenti scientifici e due passeggiate spaziali. Questo, in estrema sintesi, è ciò che aspetta i componenti della missione “Expedition 26”, partiti il 15 dicembre 2010 dal cosmodromo russo di Baikonur, in Kazakistan, a bordo della navicella spaziale Sojuz Tma 20 e diretti verso la stazione spaziale internazionale.

Partenza all’1.09, ora di Astana (20.09, ora italiana): dal centro di comando del cosmodromo kazako viene dato il segnale di accensione ai quattro potentissimi razzi laterali Sojuz Fg e al quinto vettore centrale “A”, che hanno portato, con una potenza di spinta complessiva di 3.300 tonnellate, i circa 7.150 chili dell'astronave verso lo spazio.

 

In poco più di cinque minuti i razzi, spinti dalle unità propulsive Rd-107A e Rd-108A e capaci di raggiungere singolarmente una potenza massima di 2950 metri per secondo, hanno esaurito il combustibile sganciandosi dalla navicella e lasciando posto al terzo motore che ha spinto l'astronave per poco meno di quattro minuti, portando in orbita il comandante e cosmonauta russo Dmitry Kondratyev, l'astronauta italiano dell'Esa Paolo Nespoli (nello spazio per la missione magISStra) e l'astronauta americana Cady Coleman, entrambi ingegneri di volo. Il comando missione, a quel punto, è passato ai controllori del centro alle porte di Mosca che seguiranno il viaggio della Tma 20 fino alla stazione orbitante.

 

L'attracco alla Iss, abitata in questo momento dal comandante americano Scott Kelly e dagli ingegneri di volo russi Alexander Kaleri e Oleg Skripochka, è previsto entro in due giorni entro il 17 dicembre, periodo nel quale la Sojuz orbiterà attorno alla terra, prima, e poi attorno alla stazione internazionale.

 

I 41 esperimenti scientifici della missione russa

 

Uragan (uragano), Vsplesk (schizzo), Molnija Gamma (fulmine), Vzaimodeistvie (cooperazione) e Zhenshen' 2 (ginseng). Questi sono solo alcuni dei nomi “in codice” dei quarantuno esperimenti scientifici che verranno condotti a bordo della Iss dal personale russo durante la permanenza a bordo della stazione orbitante. Tra i più interessanti, per quanto riguarda le scienze della terra, spiccano Uragan e Vsplesk: il primo si occuperà della verifica sperimentale di un sistema spaziale per la previsione di disastri naturali, mentre il secondo riguarderà il monitoraggio dei terremoti andando a caccia delle correnti di particelle ad alta energia.

 

Un ruolo di primo piano sarà ricoperto dal campo medico e biomedico. L'esperimento Vzaimodeistvie, ad esempio, monitorerà le capacità di adattamento dell'uomo alla vita spaziale soprattutto nelle missioni di lunga durata, anche in previsione dei futuri viaggi interplanetari. Previste ricerche anche sulla circolazione sanguigna, sul funzionamento del cuore sotto stress e sull'intero apparato respiratorio. Esperimenti, questi ultimi, che avranno ricadute pratiche nella vita quotidiana di ogni uomo così come l'esperimento denominato Ginseng 2 e che ha come obiettivo quello di sondare la possibilità di far aumentare l'attività biologica della pianta.

 

I cosmonauti saranno anche a lavoro nei campi della radiometria, con lo studio degli oceani e dell'atmosfera, e della fisica, con l'osservazione dei flussi di neutroni veloci e termici.

 

Le passeggiate spaziali

 

A farla da padrone saranno anche le due attesissime passeggiate spaziali ritenute, dagli addetti ai lavori, di grande importanza sia dal punto di vista scientifico che per il futuro della stazione internazionale (Iss).

 

Le Eva (sigla inglese e che sta per “attività extra veicolari”) saranno due e vedranno come protagonisti i cosmonauti russi Oleg Skripochka e Dmitrj Kondratyev che, a metà gennaio e metà febbraio, indosseranno il tutone arancione “Orlan-M” per le sei ore complessive di passeggiata stellare. Le operazioni in esterna avverranno in concomitanza con l'arrivo dello shuttle americano Sts-134, a bordo del quale viaggerà anche l'italiano Roberto Vittori, facendo sì che per la prima volta nella storia due italiani si troveranno contemporaneamente a bordo della Iss per circa 12 giorni.

 

Nello specifico, la prima uscita avrà tra gli obiettivi quelli di riposizionare la telecamera del modulo di ricerca Rassvet 1, di installare un nuovo sistema laser per le comunicazioni e dare via all'esperimento Biorisk, che osserva gli effetti dei batteri mircobiotici e dei funghi sui materiali utilizzati in ambito aerospaziale. La seconda camminata tra le stelle, la ventottesima dalla messa in orbita della stazione, prevede l'installazione di un'antenna radio e l'avvio dell'esperimento Molniya-Gamma che misurerà l'intensità delle radiazioni durante le tempeste terrestri.

 

La missione, che nel frattempo sarà divenuta “Expedition 27” e che avrà visto Kondratyev subentrare a Kelly come comandante della Iss, terminerà a marzo 2011. Una curiosità per gli appassionati riguarda lo stemma della missione in cui, oltre ai nomi di astronauti e cosmonauti, sono presenti due stelle che rappresentano proprio le Sojuz impegnate nei viaggi di trasporto.

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