Il 2011 inizia all’insegna della solidarietà

Foto di Vladimir Filonov /MT

Foto di Vladimir Filonov /MT

Le aziende russe hanno scelto la beneficenza al posto dei regali di fine anno ai dipendenti.

Le aziende russe si sono lasciate alle spalle l’immagine del compratore a spasso per le boutique di Mosca a scegliere i regali per soci e dipendenti e hanno preferito fare donazioni di beneficenza. Quale migliore occasione, allora, del Capodanno, durante il quale in Russia ci si scambia i regali: così almeno 382 imprese hanno donato soldi in beneficenza invece di distribuire i soliti gadget, calendari, penne e bottiglie di vino col marchio dell’azienda.

 

E’ veramente grandioso che stiamo facendo qualcosa di positivo per la Russia invece di continuare a supportare l’economia cinese e i suoi coniglietti di plastica”, ha detto un direttore d’azienda che ha preferito restare anonimo. Il concetto di “fare beneficenza invece che regali” è alla base del progetto mondiale lanciato nel 2005 dalla britannica Charities Aid Foundation. In Russia, grazie a questo sistema sono stati raccolti e devoluti a nobili cause più di 217 milioni di rubli (7 milioni di dollari).

 

Tra i grossi nomi dell’economia russa coinvolti nell’iniziativa, ricordiamo PricewaterhouseCoopers, Troika Dialog, Alfa Bank, Renova Group e Interfax Group. “Invece dei soliti regali scelti a caso, clienti e colleghi riceveranno un biglietto o un piccolo oggetto prodotto per beneficenza”, ha detto Ekaterina Shapochka, coordinatrice del progetto presso la PricewaterhouseCoopers.

 

Alcune compagnie, poi, si astengono del tutto dal fare regali. Un portavoce della Lukoil di Mosca ha dichiarato che in azienda “il concetto di regalo” non esiste. “Non ci sono né fiori né bottiglie, semplicemente non facciamo regali”, ha sottolineato. Anche se poi ha ammesso che, in effetti, la compagnia organizza serate a teatro durante il periodo festivo per i propri dipendenti.

 

Tuttavia, sia la beneficenza che la frugalità, da parte delle aziende, restano piuttosto un’eccezione che una norma. Tra le ditte che hanno deciso di fare i regali c’è il gigante statale del petrolio Rosneft, che ha due categorie di regali: una per i manager e i clienti di alto livello e una per i clienti minori, per i dipendenti e i rappresentanti dei media.

Il portavoce della Rosneft non ha svelato quali sono stati i doni di lusso, ma ha confermato che quelli di categoria inferiore sono oggetti di vario tipo col marchio aziendale, dai soliti calendari, block notes e agende fino a fermacarte in vetro a forma di goccia di petrolio contenenti un campione di greggio della Rosneft o sfere di vetro con piccoli Babbo Natale su piattaforme petrolifere in miniatura, sotto la neve.

 

Il portavoce della Uralsib ha reso noto che l’azienda ha distribuito, come ogni anno, lunari col proprio marchio con in aggiunta, stavolta, una piccola porcellana prodotta da una ditta associata. I pacchi regalo distribuiti ai soci dalla Rostelecom includono, invece, un paio di calde manopole in pelle e una guida agli sport invernali, come ha spiegato uno degli amministratori.

 

Alcune ditte cercano, inoltre, di caricare i propri regali di Natale di significati complessi, che rischiano però di restare oscuri per chi li riceve. “I nostri clienti e collaboratori hanno ricevuto una bottiglia di vino biologico, fatto con uve provenienti da una riserva naturale e bacche di ginepro con qualità curative”, ha detto il direttore generale di Skylink, Gulnara Khasianova. “Ogni dipendente di Skylink riceverà un vasetto di miele raro, raccolto durante la fioritura degli aceri, e del tè nero con timo.” Tutto questo come parte del programma di “promozione della sicurezza nel campo della telefonia mobile - ha spiegato -: abbiamo deciso di fare dei regali di fine anno all’insegna della natura”.

 

Anche i rappresentanti diplomatici si sono sbizzarriti con i pacchi dono, anche se i destinatari sulla lista dell’ambasciata tedesca sono rimasti forse perplessi davanti agli auguri natalizi teutonici. Oltre all’ovvia bottiglia di champagne, infatti, c’era anche un secchiello blu con la scritta “Germania senza ingorghi”. Come ha spiegato al Moscow Times Viktor Richter, portavoce dell’iniziativa, il secchio dovrebbe servire a promuovere il sito Germania-online.ru, un portale di informazioni sulla Germania in lingua russa.

Quello che però il portavoce non ha spiegato è il motivo per cui la scritta sul secchio sia stata stampata alla rovescia, in modo che bisogna capovolgerlo per leggere. Non sa, forse, che i promotori di iniziative di protesta usano dei secchi blu capovolti fissati sul tettuccio delle auto o infilati in testa, come parodia delle sirene blu lampeggianti, dette “migalki”? Il lampeggiante acceso dà il diritto di precedenza assoluta e viene spesso usato da ufficiali e funzionari russi per evitare gli ingorghi stradali.

 

Richter ha specificato che, in realtà, il secchio “dovrebbe essere usato per tenere in fresco lo champagne”, anche se ha ammesso che il regalo è “aperto alle interpretazioni”. Negli anni passati, l’ambasciata tedesca aveva distribuito “Lebkuchens”, tradizionali biscotti di panpepato tedeschi. Dall’ambasciata francese, invece, sono arrivati per le Feste libri francesi di pregio o bottiglie di cognac, armagnac o calvados. Natalja Grishina, portavoce dell’ambasciata americana, si è dimostrata invece riluttante a parlare dei regali destinati ai soci russi. “Credo che sia una questione privata” ha commentato.

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