Un anno d’intese sull’asse Roma-Mosca

Il premier italiano Berlusconi tra il presidente russo Medvedev (a sinistra) e il premier russo Putin . Foto di Reuters/Vostock-photo

Il premier italiano Berlusconi tra il presidente russo Medvedev (a sinistra) e il premier russo Putin . Foto di Reuters/Vostock-photo

Si chiude un 2010 di rinnovata intesa sull’asse Roma-Mosca. Anche quest’anno ha visto la conferma di una collaborazione a tutto campo con incontri bilaterali e la sigla di accordi.

Tra incontri ufficiali in sedi istituzionali e quelli ufficiosi tra dacie nelle foreste di Russia o nelle piane brianzole, nel 2010 l’intesa tra Mosca e Roma, e tra Silvio Berlusconi e il suo omologo Vladimir Putin, è proseguita imperturbabile. Nonostante i mugugni della diplomazia americana, rivelati da WikiLeaks, e le critiche dell’opposizione interna italiana.


Del resto Berlusconi continua sul solco della tradizionale politica estera italiana, che vede nella Russia un partner economico e politico privilegiato. A cominciare dal governo Prodi, promotore di molti degli accordi firmati in questi anni.


Niente di nuovo quindi sull’asse Roma-Mosca: il 2010 ha visto la conferma di una collaborazione a tutto campo, dai canadair italiani che d’estate hanno soccorso i moscoviti soffocati dai fumi, all’aumento delle adozioni di minori russi da parte italiana.


Dmitri Medvedev, Putin e Berlusconi non risparmiano dichiarazioni di reciproca amicizia e in ambito internazionale l’Italia mira a essere riconosciuta come l’interlocutore privilegiato della Russia.

 

Del resto Mosca ha inaugurato in quest’ultimo anno e mezzo una politica estera caratterizzata da dialogo e apertura. È da gennaio che il ministero degli Esteri (Mid) di Sergei Lavrov miete successi: il netto riavvicinamento con gli Usa di Barack Obama, ad aprile la firma a Praga del nuovo Start, il trattato sul disarmo per finire con una ripresa delle pratiche per l’agognato accesso della Russia nell’Organizzazione mondiale del commercio. Nel vertice Ue-Russia di dicembre è stato firmato il trattato bilaterale economico tra Mosca e Bruxelles che apre una nuova fase nelle trattative: presto l’anomala assenza russa dalla più importante organizzazione economica mondiale sarà forse sanata. Sempre che Tbilisi mandi giù il rospo, e non voti contro l’ingresso russo: ma anche su questo fronte Mosca ha fatto passi avanti.


Dopo l’abisso in cui erano caduti i rapporti con la Nato a seguito della guerra con la Georgia nell’agosto 2008, oggi le relazioni sono quanto mai rosee. Il summit di Lisbona di fine novembre ha risvegliato lo spirito di Pratica di Mare - il vertice del 2002 promosso dall’Italia che inaugurò il Consiglio Nato-Russia - e Medvedev e Rasmussen si sono salutati promettendosi un partenariato strategico. Una svolta epocale. A livello bilaterale, si è mantenuto il solito fitto calendario di incontri, con decine di missioni di ministri tra capitali.

 

Quest’anno era la volta della Russia di ospitare i politici italiani: a luglio, a Mosca, Franco Frattini e Alexei Kudrin hanno presenziato al Consiglio di Cooperazione Economica, il più importante strumento per la cooperazione economica tra i due paesi, e il tradizionale vertice intergovernativo - quest’anno alla sua settima edizione - si è appena concluso a Sochi con grande soddisfazione.

 

Tra Medvedev e Berlusconi massima cordialità, segno che l’intesa tra i due Paesi non passa solo per il rapporto personale dei rispettivi primi ministri. Sette le intese firmate, quattro strettamente economiche, tre di carattere più politico: i convogli militari italiani diretti in Afghanistan passeranno sulle ferrovie di Mosca, l’accordo di Riammissione verrà attuato, e l’intesa bilaterale sulla modernizzazione significherà occasioni per le imprese italiane. Ultimo scoglio, la spinosa questione dei visti con la Russia: Roma spinge a Bruxelles perché vengano aboliti. L’ufficio consolare di Mosca è tornato a sfornare visti a pieno regime, raggiungendo i livelli del 2008 pre-crisi, quando Roma diede il benvenuto a ben 400mila cittadini russi.

 

Il prossimo anno promette di segnare il record di presenze russe in Italia. Voci ufficiose promettono che gli eserciti di tifosi che nel 2018 si rovesceranno negli stadi di Mosca per la Coppa del Mondo entreranno solo con un timbro sul passaporto. Ma per questo Farnesina e Mid devono ancora lavorare, visto che sull’argomento alcuni dei 27 membri dell’Ue hanno il freno tirato.

 

 


 Gli accordi politici siglati

1. Accordo sul transito per via ferroviaria in territorio russo di materiale e personale militare italiano diretto in Afghanistan

2. Protocollo sull’esecuzione dell’Accordo di Riammissione tra la Comunità Europea e la Federazione russa: sarà più facile espellere e rimpatriare i cittadini russi e italiani trovati illegalmente sui reciproci territori

3. Dichiarazione congiunta tra il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini e il vice-Presidente del governo russo Alexei Kudrin per la realizzazione del Partenariato bilaterale per la modernizzazione

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