Le sorprese e le delusioni degli italiani in Premier Liga

Foto di PhotoXPress

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L'arrivo di Rosina nello Zenit era stato circondato da grandi aspettative, ma finora il fantasista prelevato dal Torino ha deluso.

I calciatori italiani in terra russa non hanno avuto la stessa fortuna di mister Spalletti che, primo allenatore di una squadra russa con passaporto italiano, ha fatto “l’en plein” di titoli facendo vincere per la prima volta allo Zenit sia il campionato sia la Coppa nazionale.

I primi “emigranti” tricolore arrivarono in Russia per merito di Igor Shalimov, che negli Anni ’90 aveva trascorso alcune proficue stagioni da giocatore con il Foggia, l’Inter, l’Udinese, il Bologna e il Napoli. Tornato in Russia a fine carriera, l’ex-centrocampista si spese per costruire ponti con il nostro calcio, sin da quando nel 2003 fu nominato allenatore dell’Uralan, squadra della città di Elista, da poco promossa nella Premier Liga (l’equivalente della nostra Serie A). Dal Siena e dal Vicenza si trasferirono nelle steppe della Calmucchia Dario Passoni e Alessandro Dal Canto.

L’opinione pubblica locale accolse questi giocatori poco conosciuti con prudenza e con un po’ di scetticismo. Eppure i nuovi arrivati si dimostrarono calciatori di tutto rispetto per il campionato russo. A fine stagione però l’Uralan retrocesse, Shalimov fu licenziato e i suoi pupilli italiani tornarono in patria. E per qualche stagione nessun club si decise più a richiamare italiani in Russia.

Né le mosse successive riportarono in auge i calciatori italiani, come dimostrano le esperienze negative di Francesco Ruopolo e Ivan Pelizzoli con la Lokomotiv Mosca. Pellizolli, ad esempio, era arrivato nella capitale della Federazione accolto da grandi aspettative, come confermato dalla capacità di strappare uno stipendio da un milione di euro. Il Lokomotiv, che aveva avuto problemi con i portieri, contava su un giocatore dal nome russo, Ivan appunto. Nonostante l’impegno tuttavia Pelizzoli non è riuscito ad affermarsi come titolare fisso della squadra, e dopo il recupero da un grave infortunio, ha deciso di tornare a casa. «Di Mosca mi resteranno sempre dei bellissimi ricordi, ma dal punto di vista sportivo la mia esperienza nel Lokomotiv non è stata un successo», è il bilancio fatto dallo stesso Pelizzoli sulla sua trasferta russa.

La svolta è arrivata nell’estate del 2009, quando lo Zenit di San Pietroburgo, che l’anno prima aveva vinto la coppa Uefa, ha acquistato per cinque milioni e mezzo di euro dal Torino Alessandro Rosina. Stando alle indiscrezioni, il suo stipendio sarebbe di circa due milioni di euro all’anno. Dal giocatore ci si aspettava dunque una resa commisurata. Rosina ha segnato già nella prima partita con la nuova squadra e ha concluso molto bene la stagione 2009.Molti credevano che con l’arrivo in squadra dell’allenatore Luciano Spalletti il centrocampista avrebbe dato il meglio di sé. Invece è successo esattamente il contrario.

Lo Zenit ha acquistato diversi giocatori di classe, e Rosina ha giocato titolare assai di rado. Per molti analisti, Rosina è stato la delusione della stagione 2010. Lui però per ora si dice contento della sua vita a San Pietroburgo. «Della Russia mi piace praticamente tutto. Vorrei soltanto giocare un po’ di più. Per il resto, il periodo che sto trascorrendo all’estero è il più bello della mia vita», ha dichiarato di recente. L’ultimo trasferimento di un giocatore italiano in Russia è stato il passaggio di Salvatore Bocchetti dal Genoa al Rubin di Kazan, avvenuto in estate per 9,5 milioni di euro.

È probabile però che il difensore non rimarrà a Kazan ancora per molto: se continuerà a giocare così bene, soprattutto nella Champions League, il Rubin farà molta fatica a trattenere il giocatore che secondo le indiscrezioni più recenti sarebbe corteggiatissimo dalla Juventus.

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