Medvedev impari dagli errori di Obama

Foto di Reuters/ Vostock Photo

Foto di Reuters/ Vostock Photo

Con grande dispiacere del Cremlino, il presidente degli Usa Barack Obama ha riportato un'amara sconfitta alle elezioni di metà mandato.

Mosca guarda con una certa preoccupazione alla rivincita ottenuta dai repubblicani al Congresso americano nelle elezioni di mid-term e a ciò che questo potrebbe significare per il "riassetto" dei rapporti tra Usa e Russia. Preoccupazione che non riguarda solo la politica estera. Anche la politica interna del presidente Dmitri Medvedev potrebbe subire delle ripercussioni negative se tale riassetto non andasse a buon fine.

Il notevole potenziamento dei rapporti tra Usa e Russia realizzato durante il governo Obama ha rappresentato finora un vanto politico per Medvedev, che nella prima parte del suo mandato ha ottenuto ben pochi altri successi sia in politica interna che internazionale. L'intesa con Obama ha rafforzato l’immagine di Medvedev, facendolo apparire agli occhi della classe dirigente russa come un presidente in piena regola e possibile candidato per un secondo mandato.

Ma in questo momento Medvedev rischia di cadere dell’errore tipico dei governanti russi: quello di cercare di trasformare la stima ottenuta all’estero in una legittimazione della politica interna, pensando di compensare così i fallimenti registrati all'interno del proprio Paese.

Ora Medvedev dovrebbe trarre degli insegnamenti dalla sconfitta di Obama, specialmente nel mettere a fuoco le priorità del Paese. Obama ha scambiato la pazienza degli elettori per un largo consenso. Si è concentrato su obiettivi a lungo termine, realizzando una complessa riforma della sanità e del sistema finanziario, mentre il popolo americano, provato dalla recessione, si aspettava che il presidente provvedesse rapidamente ad aumentare i posti di lavoro.

Medvedev sembra comportarsi allo stesso modo rispetto alla questione di Skolkovo, investendo su una modernizzazione in cui la maggior parte dei russi non si sente coinvolta. Di recente ha espresso l’intenzione di perseguire una modernizzazione politica, che se realizzata ancor prima che una modernizzazione economica abbia un riscontro effettivo sulla vita dei cittadini, potrebbe portare a galla un grave errore di valutazione.

Un altro errore da cui imparare riguarda l'immagine politica. Obama è apparso come un presidente distaccato e concentrato su se stesso, incapace di ascoltare i problemi degli elettori. Un funzionario della Casa Bianca mi ha rivelato di recente che “Obama è visto come il presidente di un'élite di intellettuali, lontano dalla maggioranza dei cittadini". E Medvedev sembra fare lo stesso errore, dimostrandosi un presidente intellettuale e distaccato, circondato da assistenti arroganti che sfoggiano i loro iPad convinti che le loro politiche faranno bene alla gente. Prima o poi. In questo modo la sua immagine è sempre più quella del leader di un'élite di intellettuali e liberali che hanno poco a che fare col resto del popolo.

La fortuna di Medvedev è quella di non doversi confrontare con le elezioni di metà mandato. Ha tempo per imparare dagli errori di Obama fino al 2012.

Vladimir Frolov è presidente del Leff Group, una compagnia che si occupa di pubbliche relazioni e dei rapporti col governo.


L’articolo originale è stato pubblicato sul Moscow Times

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta