Arbitrato sul gas russo

Foto: Itar-Tass

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E’ finita al Tribunale di Stoccolma la querelle tra l'italiana Edison e la Promgas, struttura affiliata a Gazprom.

Per la prima volta gli utilizzatori europei di gas russo si sono rivolti a un tribunale con la richiesta di indurre il loro fornitore di energia a ridurre i prezzi del gas a livelli di mercato nei contratti a lungo termine. L'italiana Edison ha fatto causa alla Promgas, affiliata di Gazprom, dato aver calcolato che i costi del gas per il periodo 2011-2013 manderanno in perdita il bilancio della compagnia. Secondo le stime degli esperti, il valore della domanda è di circa 1-1,5 miliardi di dollari all'anno.
Fino a questo momento Gazprom era riuscita a regolamentare le richieste dei consumatori europei fuori da un’aula di tribunale.

Per la prima volta gli utilizzatori europei di gas russo si sono rivolti a un tribunale con la richiesta di indurre il loro fornitore di energia a ridurre i prezzi del gas a livelli di mercato nei contratti a lungo termine

Durante l'audioconferenza rivolta ad analisti e investitori per esporre i risultati dell'attività della Edison Spa nel terzo trimestre del 2010, l’amministratore delegato Umberto Quadrino ha annunciato di aver sporto denuncia al Tribunale arbitrale di Stoccolma contro la società Promgas, fornitrice di gas russo. Alla base della decisione ci sarebbero i danni subiti dalla ditta italiana per aver acquistato gas russo con contratti a lungo termine a prezzi decisamente più alti rispetto a quelli esistenti sul mercato. Rivendicazioni analoghe sono state avanzate da altre società europee fornitrici di energia, le quali però non si sono ancora rivolte alla giustizia, sperando forse di riuscire a trovare un accordo con Gazprom.

La data della prima udienza è ancora da stabilire. “Abbiamo già scelto chi dovrà rappresentarci in tribunale, e loro hanno già un rappresentante. Adesso ci occuperemo di raccogliere i documenti necessari per arrivare a una conclusione del processo verso la fine del 2011”, ha spiegato il numero uno della Edison. Lo scopo è di convincere i giudici che il gas russo è costato alla compagnia molto di più rispetto a quanto è quotato in Borsa. La Edison calcola di avere già subito danni per un valore di 37 milioni di euro nel corso del terzo trimestre. “Abbiamo condotto le trattative durante l'estate, sono stato a Mosca ad agosto, - ha detto Quadrino -. Abbiamo ottenuto una proposta abbastanza favorevole per quanto riguarda quest'anno, ma l'offerta per il 2011 è assolutamente inammissibile. Se dovessimo accettarla ci ritroveremmo col bilancio in perdita per tre anni. Non possiamo pianificare perdite per il futuro”. Il rappresentante di un'altra azienda energetica europea ha aggiunto che dal primo ottobre è iniziata una nuova annata per il gas in UE, e diverse società non sono riuscite a vendere le proprie risorse ai consumatori dato che molti di essi hanno cambiato i contratti passando all'acquisto di gas direttamente in Borsa.

L’ufficio stampa di Gazprom-Export ha confermato di essere al corrente della denuncia. “Siamo stati informati dell'iniziativa presa dalla Edison. Il ricorso al tribunale arbitrale è una pratica prevista dal contratto”, ha commentato Gazprom. Il fornitore del contratto di vendita per 2 miliardi di metri cubi di gas all'anno fino al 2022, però, non è Gazprom Export, bensì Promgas. Qui si sono rifiutati di commentare la situazione in assenza del direttore generale della compagnia, Rostislav Kaznatsev.

La Edison dovrebbe capire che è meglio mantenere relazioni amichevoli con Gazprom

Valeri Nesterov del “Trojka Dialog” dice: “Nell'inverno 2012/2013 il prezzo spot e i prezzi per contratti a lungo termine arriveranno quasi a coincidere. Già adesso si sta evidenziando un rafforzamento del mercato e una diminuzione delle riserve di gas. I contratti a lungo termine, con prezzi a crescita abbastanza contenuta fino al 2015, conserveranno il proprio ruolo come base dei rifornimenti europei”. L'analista ritiene che in tale situazione non abbia senso passare a un altro sistema di prezzi. “I procedimenti giudiziari sono una pratica normale, - aggiunge -. Ma la Edison dovrebbe capire che è meglio mantenere relazioni amichevoli con Gazprom. Fino ad oggi, soltanto la Bulgaria e la Slovacchia hanno chiamato in causa Gazprom al Tribunale internazionale senza però arrivare all'esame giudiziario. I consumatori sanno che facendo causa a un grosso fornitore possono forse ottenere una vittoria tattica, ma perdono sul piano strategico”.

Edison però non sembra preoccuparsi di questi rischi. La compagnia acquista gas in Russia, Algeria, Qatar e dall'Eni. “Abbiamo deciso di intraprendere un provvedimento giudiziario contro la Russia, mentre con gli altri partner portiamo avanti trattative commerciali - ha spiegato Umberto Quadrino -. Abbiamo avuto un ottimo incontro col Qatar e dovremmo raggiungere un accordo entro la fine di gennaio. Se non ci riusciremo, andremo in giudizio. Con l'Algeria dovremmo concludere le trattative a fine febbraio. Se no, potremmo ancora prendere in considerazione le vie giudiziarie”. Le trattative con Eni sono ancora in corso. Entro la fine dell'anno si dovrebbe trovare una soluzione commerciale, se no Edison è pronta “a sporgere denuncia anche contro l'Eni”.

La posizione di Gazprom in Italia si è già notevolmente indebolita. Il gas fornito dalla Russia costituisce il 40% della quantità totale dei consumi (il 54% dell'energia elettrica viene ottenuta dal gas). Nei primi sei mesi dell'anno, l'Italia ha importato 39 miliardi di metri cubi di gas. Le importazioni totali sono cresciute del 14%, ma il gas venduto al Belpaese dalla Russia è stato il 41% in meno rispetto al primo semestre del 2009 corrispondente a 4,8 miliardi di metri cubi. Di conseguenza, la porzione russa nel volume totale delle importazioni italiane è passata dal 24% al 12%.

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