Una ventata di freschezza sulle passerelle moscovite

Dai tubini di Loginov ai cosmonauti di Chernitsov: le creazioni degli astri nascenti russi entusiasmano i critici e vestono star come Angelina Jolie e Misha Barton.

Anche i giovani talenti iniziano a far parlar di sé. Foto di ITAR-TASS, RIA Novosti


Oggigiorno lanciare una nuova griffe in Russia richiede una certa dose di follia: oltre a talento artistico e visione, ci vuole infatti grande professionalità, dedizione assoluta e capacità di autopromuoversi. Anche quando possiedono questi indispensabili requisiti, i giovani stilisti russi raramente raggiungono significativi volumi di vendite, soprattutto in patria. E se vogliono farsi apprezzare dai loro connazionali, devono prima di tutto affermarsi all’estero.

I giovani talenti che si affacciano sul mondo della moda devono inoltre fare i conti con varie difficoltà: dall’assenza di sostegno statale alla totale mancanza di infrastrutture (che si traduce, ad esempio, nella carenza di tessuti e accessori di qualità o in problemi di distribuzione). Le loro battaglie quotidiane si riflettono sul costo delle loro creazioni che spesso è, già all’origine, più costoso di quanto ci si aspetterebbe. E non potendo contare su agevolazioni o copertura mediatica, finiscono il più delle volte per essere estromessi dal mercato.

Tuttavia, malgrado le numerose difficoltà, negli ultimi anni a Mosca e nelle regioni limitrofe sono state inaugurate diverse boutique. Contemporaneamente, alcuni dei più originali talenti nazionali - come Alexander Terekhov, Dmitry Loginov, Vika Gazinskaya, Max Chernitsov e Leonid Alexeev (video qui sotto) - hanno iniziato a far parlare di sé sia sulla stampa che sul “red carpet”. E non solo in Russia.




L’anno scorso i capi disegnati dal giovane moscovita Alexander Terekhov (video qui sotto) sono stati “raccomandati” da Style.com oltre ad apparire addosso ad Angelina Jolie e Misha Barton. Attualmente lo stilista, il cui marchio produce quattro collezioni l’anno, sta concentrando la propria attenzione sul mercato russo e nei Paesi della Cis.




Dopo essersi affermato a un concorso per giovani stilisti a Krasnoyarsk, sua città natale, Dmitri Loginov (video qui sotto) si è trasferito a Mosca agli inizi del nuovo millennio. Ha poi vinto un viaggio a Londra e si è aggiudicato uno stage presso la rivista L’Officiel Russia. Eppure, malgrado i primi successi, per molto tempo si è dovuto accontentare di un modesto stipendio. Sino a quando pochi anni fa ha presentato la sua prima collezione maschile sotto il marchio Arsenicum, molto apprezzata per i suoi abiti dal taglio impeccabile. Godfrey Deeny, di Fashion Wire Daily lo ha definito «l’astro nascente della moda russa». Quest’anno, nel corso dell’Aurora Fashion Week (che si tiene a San Pietroburgo), Loginov ha presentato la sua prima collezione femminile ispirata a un’interpretazione classica e fantasiosa del “little black dress”.




Vika Gazinskaya (video qui sotto) è molto nota in patria sia come stilista che come “fashionista”. La scorsa estate, in occasione della Settimana dell’alta moda di Parigi, i suoi capi sono stati esposti da Colette, a rue Saint-Honoré, scatenando la curiosità dei media. Vika confeziona quasi tutti i suoi capi almeno in parte a mano e impiega esclusivamente tessuti e accessori di ottima qualità.




Oltre ad essere uno dei più straordinari stilisti russi, Max Chernitsov (video qui sotto) è un ribelle, un intellettuale (si è laureato in Filologia presso l’Università di Magnitogorsk) e teorico della moda russa contemporanea. Le sue trovate stravaganti, come quella dei sensuali attentatori suicidi (con tanto di dinamite finta) e dei cosmonauti, gli hanno fatto guadagnare il soprannome di “il jolly della moda russa” hanno fatto molto scalpore.




I numeri :

16% - la percentuale di russi che possono permettersi di comperare articoli d’abbigliamento costosi

8% - l’aumento degli stipendi registrato nel primo trimestre 2010 rispetto al trimestre precedente

12 anni - 
che la Khromchenko e la Doletskaya hanno lavorato come direttrici dell’edizione russa di L’Officiel e Vogue (leggere l'articolo correlato)

68$ - il prezzo medio di una T-shirt disegnata da un giovane designer russo: troppo caro per molti russi



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