Dopo Luzhkov per la capitale si apre una nuova era

Crédits photo : RIA Novosti

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L’ex primo cittadino e padrone di Mosca è stato silurato a fine settembre. Con la nomina dell’erede, Sergei Sobyanin, ci si interroga sugli effetti nel campo degli investimenti.

«Juri Luzhkov non gode più della mia fiducia». Così il presidente Dmitri Medvedev a fine settembre ha destituito Juri Luzhkov (nella foto), sindaco e padrone di Mosca per oltre 18 anni e ultimo superstite dell’era Eltsin. Era stato accusato di diversi misfatti, dalla demolizione illegale di edifici storici all’assegnazione di appalti alla moglie Elena Baturina, capo di un impero edile e unica donna a figurare tra i miliardari russi. A far traboccare il vaso la sua vacanza estiva in Austria mentre la capitale era assediata dai roghi e soffocata da una nube di cenere. Eppure i moscoviti rimpiangono le sue politiche sociali ed economiche degli Anni Novanta. Ora per Mosca si apre l’epoca di Sergei Sobyanin, capo di gabinetto del premier Vladimir Putin, designato il 15 ottobre da Medvedev: «È all’altezza di questo incarico complesso e di grande responsabilità».

Gli anni Novanta

«Con Luzhkov, mentre il Paese era alla fame, le nostre pensioni erano le più alte della nazione. Teneva le strade pulite e la case calde d’inverno», ricorda degli Anni’90 Sergei Danilov, piccolo imprenditore residente a Mosca. Del resto nella capitale le testimonianze dell’operato di Luzhkov sono visibili ovunque: dai 135 chilometri d’autostrada a 12 corsie (in epoca sovietica un’angusta via priva di illuminazione) alla cattedrale del Cristo Salvatore, restaurata 69 anni dopo che i bolscevichi la fecero saltare in aria per costruire una piscina pubblica. Luzhkov doveva la sua popolarità anche a una serie di politiche sociali ed economiche attuate in un’epoca in cui Mosca andava trasformandosi da grigia città comunista a fiorente cantiere edile nonché capitale finanziaria. Ma la sua reputazione iniziò ad appannarsi quando il centro storico fu raso al suolo per dare vita a dubbie iniziative edili e il traffico giunse a sfiorare la paralisi proprio quando il numero delle automobili cresceva.

L’erede è un uomo di Putin

Mentre gli esperti discutevano sul dopo Luzhkov («Il suo successore non riduca pensioni e indennità sociali», si augurava Andrei Ryabov del Carnegie Center di Mosca; un analista indipendente, invece, prevedeva «nuove possibilità per l’economia, soprattutto nel settore delle costruzioni, e per gli investitori stranieri»), il 15 ottobre Dmitri Medvedev ha designato per la poltrona di sindaco di Mosca il capo di gabinetto del premier Vladimir Putin, Sergei Sobyanin. «È all’altezza di questo incarico complesso e di grande responsabilità», ha sottolineato il presidente. La stampa russa, d’altronde, dava da giorni Sobyanin come favorito, perché una figura considerata forte come la sua sarebbe essenziale per una vittoria di Russia Unita in vista delle elezioni parlamentari del 2011 e delle presidenziali del 2012.

Nella foto : la Moscow City Tower, il grattacielo più alto d’Europa, uno dei progetti più controversi di Luzhkov. Foto di Photoxpress


Guerra alla neve

Nel 2009 Luzhkov ebbe l’idea di bombardare le nuvole con ioduro d’argento e azoto liquido per prevenire la neve. Già nel 2001 voleva usare dei laser per rimuovere il ghiaccio dai tetti: prima di scoprire che ci voleva un’ora per rimuovere appena una lastra di ghiaccio aveva speso 500mila dollari. Nel 2004 decise di mettere sotto vetro alcune vie della capitale ma non trovò gli investitori.



Foto di Mosca dal sito 28-300.ru

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