Non importa quanti siamo, ma quanto bene viviamo

Alcuni osservatori non si stancano di ripetere che la Russia sta andando incontro a una “crisi demografica” che svigorirà in modo significativo il prestigio internazionale del Paese.

È indubbio che la Russia ha una grande abbondanza di risorse naturali: ha un territorio sconfinato, acqua in abbondanza, foreste a perdita d’occhio, un’attività agricola in piena espansione, petrolio e gas, una popolazione istruita e bombe atomiche.

Sotto le direttive del presidente Dmitri Medvedev, lo Stato ha portato avanti alcuni provvedimenti miranti a invertire le tendenze demografiche. Un più severo codice della strada è stato messo a punto per ridurre l’alta mortalità sulle strade russe e nello stesso modo si stanno affrontando il problema legato all’abuso di alcool e gli investimenti nella sanità.

L’anno scorso la popolazione russa in effetti è aumentata, trend che alcuni studiosi paradossalmente continuano a trascurare. L’aspettativa di vita per gli uomini è salita di circa due anni dal 2005, secondo l’agenzia statale russa delle statistiche. Dal 2007 lo Stato distribuisce alle madri bonus pari a circa 12mila dollari per ogni nuovo nato dopo il primo figlio.

Oltre a pagare i cittadini perché mettano al mondo più figli, sarebbe opportuno, in ogni caso, che il governo concentrasse le proprie energie per migliorare la produttività della forza lavoro russa. Gli economisti collocano la Russia in fondo alla scala della produttività, rispetto all’Unione europea. Il governo dovrebbe darsi queste tre priorità:

- Allacciare rapporti con la diaspora all’estero. I russi che vivono in altri Paesi hanno competenze cruciali. Il fatto è che potrebbero essere catturati in strada e trascinati nei ranghi dell’esercito. Lo Stato dovrebbe pertanto emendare l’attuale legislazione riguardante la coscrizione e la residenza e attirare persone competenti che hanno la doppia cittadinanza.

- Migliorare il sistema delle adozioni così che gli oltre 730.000 orfani russi possano diventare adulti e membri produttivi della loro società. La maggior parte di loro invece cade vittima di droga, violenza, suicidi.

- Occuparsi dell’istruzione e dell’integrazione dei disabili. L’economia “dell’innovazione” caldeggiata da Medvedev non si basa solo sulle industrie e sulle concentrazioni industriali. Molti posti di lavoro nei settori della ricerca e dello sviluppo, e in molte start-up nell’hi-tech, potrebbero essere affidati tramite telelavoro.

La spinta alla modernizzazione è la migliore occasione possibile per passare definitivamente a parlare di qualità, e non più di quantità, in relazione alla questione demografica russa.

Artem Zagorodnov è il caporedattore de i supplementi anglofoni dei progetti internazionali della Rossiyskaya Gazeta

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