La "Golden Boat" è andata agli italiani

La squadra dell’Università di Pavia ha vinto per la terza volta la regata internazionale di Mosca.

Nell’ambito dei festeggiamenti per il Giorno della città, che si sono tenuti lo scorso week-end, sul lungofiume della Moscova si è svolta la quarta edizione di uno spettacolo appassionante – la regata internazionale di Mosca "Coppa della capitale". Per impossessarsi del primo premio di questa gara – la coppa "Golden Boat" – si sono sfidate le migliori squadre di canottaggio provenienti da università di tutto il mondo, tra cui l’Università degli studi di Pavia. La regata ha fatto una bella sorpresa ai tifosi italiani: la squadra pavese ha superato con un distacco notevole quella polacca e quella estone, nuove di questa gara, che sono arrivate rispettivamente al secondo e terzo posto. Alla competizione universitaria hanno partecipato anche equipaggi di inglesi, tedeschi, irlandesi, croati, bielorussi, ucraini e, naturalmente, i padroni di casa russi.



Capostipiti del canottaggio sono considerati gli inglesi: già all’inizio del 19 secolo per iniziativa di due amici, gli studenti Charles Merivale e Charles Wordsworth, fu organizzata la prima sfida tra università sul Tamigi – gareggiarono le squadre delle università di Cambridge e Oxford. A Mosca invece già per il terzo anno consecutivo la migliore è stata la squadra dell’Università di Pavia, i cui rappresentanti sono considerati i più forti in Italia in questo tipo di sport. A che cosa è dovuto questo primato? Il capo della delegazione dei canottieri italiani (e contemporaneamente dottorando in economia) Federico Ucci dice che l’Università di Pavia, in quasi ottant’anni di canottaggio, ha sfornato un’enorme quantità di campioni olimpici e di vincitori di campionati mondiali. Tra questi, i campioni olimpici Piero Poli (1988) e Simone Raineri (2000); e i campioni del mondo Daniele Gilardoni (nove titoli consecutivi dal 1999 al 2008), Stefano Basalini (quattro titoli), Laura Schiavone, e molti altri.

«L’Università di Pavia è l’unica in Italia ad avere un college riservato al canottaggio. E pertanto ha stipulato un accordo con la Federazione Italiana Canottaggio. La nostra università annovera tra gli studenti di varie materie i migliori canottieri italiani – spiega Ucci, – nella nostra squadra infatti ci sono economisti, giuristi, ingegneri, medici. Mio padre, che è stato anche lui nella squadra di Pavia, ha studiato medicina. Piero Poli, che vinse le Olimpiadi, oggi è un ortopedico tra i più stimati in Italia. Il recordman Gilardoni era uno studente di scienze politiche. Abbiamo anche degli accordi di scambio con gli studenti russi, anche se purtroppo per ora riguardano solo l’istruzione presso la scuola di canottaggio dell’Università e non prevedono uno scambio accademico parallelo».

Alla regata di Mosca hanno partecipato anche le squadre, formate di recente, delle università di Mosca e di San Pietroburgo – prima d’ora la Russia era stata rappresentata nelle gare di livello internazionale dall’Università russa di Sport, Cultura Fisica e Turismo. Per l’Mgu (Università statale di Mosca) e la Spbgu (Università statale di San Pietroburgo) era stata prevista una gara a parte, nel corso della quale i moscoviti – che erano nettamente in vantaggio – all’improvviso hanno… perso di vista gli avversari. Si è poi capito che una forte ondata sul fiume Moscova aveva travolto l’imbarcazione, e i pietroburghesi erano affondati. Questa volta quindi i partecipanti della regata hanno dovuto battersi non solo contro gli avversari, ma anche contro il maltempo – l’inizio di settembre a Mosca è stato caratterizzato da vento e pioggia. Alla nostra domanda: «Le è piaciuta la Moscova, e che impressione ha avuto della città?» Federico si è mostrato perplesso: «Il fiume Moscova è inquinato? Beh, questo non ci preoccupa più di tanto, la particolarità più importante è che sul vostro fiume transitano molti altri mezzi di trasporto. Spero che non ci daranno fastidio durante le gare. Anche al maltempo siamo preparati: grandine, neve, pioggia – per noi fa lo stesso», – ha assicurato il mio interlocutore prima dell’inizio della gara.

Secondo le dichiarazioni degli stessi atleti pavesi, quest’anno non speravano di conquistare la vittoria. Considerando che metà della formazione pavese è stata rinnovata, e che alcuni dei famosi canottieri in questo periodo si stanno allenando nella nazionale, per il campionato del mondo che si terrà a novembre in Nuova Zelanda, la lotta per il primo posto si prospettava non facile. «L’anno scorso siamo rimasti alla pari con Cambridge per tutta la regata, ma poi siamo riusciti a passare in testa. Credo che molto sia dipeso dal fatto che un loro forte vogatore, Tom James, era appena tornato dalle olimpiadi ed era un po’ stanco. Oltre a Cambridge, anche i russi sono una squadra piuttosto forte, sono arrivati secondi nella gara di tre ani fa, quando noi non c’eravamo, e anche l’anno scorso hanno dato buona prova di sé», – ha detto Ucci prima dello start. In realtà poi sia la squadra di Cambridge che quella russa sono finite in coda alle dieci partecipanti e non sono risultate tra le migliori.

Subito prima della regata alla squadra italiana è stata consegnata una copia della coppa, mentre la "Golden Boat" da loro conquistata gli anni scorsi per un giorno è tornata ad essere di nessuno. Secondo le regole della gara, la coppa è assegnata temporaneamente, ma la squadra che la vince per tre volte consecutive la ottiene per sempre. È proprio ciò che hanno fatto gli atleti pavesi, e adesso l’Università di Pavia può esporre nel museo cittadino ben due coppe moscovite – l’originale e la copia.

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