Incendi in Russia: l’elenco dei danni

Fofo di Vostock Photo

Fofo di Vostock Photo

Il supercaldo potrebbe arrecare guasti record al Paese.

Le temperature folli degli mesi estivi in Russia hanno prodotto anche altri record. Gli analisti di alcune banche e compagnie finanziarie hanno cercato di stimare l’ammontare dei danni arrecati all’economia russa dall’ondata di caldo anomalo e prolungato che si è abbattuta sulla Russia e dagli incendi. I risultati sono sconvolgenti: 15 miliardi di dollari (450 miliardi di rubli, circa 11 miliardi d’euro), pari all’1% del Pil del 2010. Ma qual è in merito l’opinione del governo?

Per il momento non è ancora stata fatta un’esatta stima dei danni provocati da questa catastrofe. Nessuna cifra realmente attendibile è stata finora fornita a Profil dai ministeri e dagli enti governativi della Federazione Russa. S’ignora quanti siano i boschi distrutti dagli incendi e quali misure verranno adottate dalle autorità federali e regionali per il recupero delle riserve boschive ed a quanto ammonteranno i costi.

Per ora sembra che ci si sia mossi nella direzione più ragionevole e opportuna: si è fatta un’esatta stima del numero di case distrutte dagli incendi, si è realizzato un piano di costruzione dei nuovi alloggi, si sono predisposti gli elenchi di assegnazione e si è iniziato a distribuire gli indennizzi alle vittime del fuoco. Dai dati forniti dal ministero dello Sviluppo regionale, erano stati sottoposti a ristrutturazione 1945 alloggi per una superficie totale di 111.195 metri quadri per 3567 occupanti. Non è chiaro quali saranno i costi di tali alloggi dato che i prezzi nell’edilizia variano da regione a regione. Il prezzo medio di una casa si aggira sui 2-3 milioni di rubli (50-75mila euro). Inoltre i cittadini hanno il diritto di rifiutare la casa in costruzione e ottenere in cambio un indennizzo in denaro di 3 milioni di rubli (75mila euro). Secondo i numeri resi noti all’assemblea del presidium del governo, 1247 famiglie avrebbero acconsentito ad accettare alloggi di nuova costruzione, 93 avrebbero richiesto alloggi vecchi da ristrutturare, mentre 331 avrebbero ricevuto un indennizzo e 153 sarebbero ancora in attesa di prendere una decisione.

Oltre ai nuovi alloggi alle vittime del fuoco vengono assegnati anche degli indennizzi: una somma forfettaria di 10mila rubli (250 euro) per spese, per così dire, di ordinaria amministrazione, 100mila rubli (2500 euro) come indennizzo per le proprietà perdute (e una somma uguale viene aggiunta dalle regioni). Secondo i dati diffusi dal ministero della Salute e dello Sviluppo sociale tali indennizzi sarebbero stati corrisposti a più dell’80% dei cittadini.

È prevista inoltre un’indennità forfettaria alle famiglie dei cittadini vittime degli incendi pari a 1 milione di rubli (25mila euro) a vittima (nel caso in cui la vittima sia deceduta). E, finora, i morti sono calcolati su una cinquantina.

Per gli indennizzi sopra menzionati il governo federale ha assegnato, con decreto del 30 luglio, 5 miliardi di rubli (125 milioni d’euro) alle amministrazioni locali di 14 regioni. Nel sito del governo non risultano pubblicati altri decreti riguardanti stanziamenti di denaro pubblico relativi agli incendi. È probabile che siano previsti stanziamenti straordinari dato che i 5 miliardi assegnati per gli indennizzi e per la costruzione di nuovi alloggi potrebbero risultare insufficienti. In totale insieme ai fondi regionali stanziati per gli indennizzi (valutabili intorno ai 3,5 miliardi di rubli – 87,5 milioni d’euro) sono stati promessi ai cittadini bonus in denaro per l’ammontare di 8,5 miliardi di rubli (212,5 milioni d’euro).

Ai corrispondenti di Profil è stato spiegato, al ministero dello Sviluppo regionale e al ministero della Salute e dello Sviluppo sociale, che il denaro stanziato dal governo viene trasferito direttamente alle regioni, saltando i ministeri e che le modalità di assegnazione degli indennizzi vengono decise in loco.

300 milioni di rubli (7,5 milioni d’euro) sono stati inoltre assegnati dal primo ministro Vladimir Putin alla regione di Mosca “per la prevenzione e l’estinzione degli incendi nelle torbiere”. Semplificando: per l’allagamento delle torbiere. Altri 90 milioni di rubli (2,25 milioni d’euro) saranno stanziati per l’Agenzia federale delle riserve dello Stato per ricostituire le forniture di carburante. Nel medesimo decreto del governo si prevede anche da parte del ministero delle Emergenze l’assegnazione all’Agenzia federale delle riserve dello Stato di 4 mila tonnellate di TS-1 per aviogetti.

In definitiva l’ammontare delle spese di ordinaria amministrazione sarebbe nell’ordine di 9 miliardi di rubli (225 milioni d’euro). Non è ancora chiaro quanto denaro sarà necessario per la ricostruzione di scuole, ospedali, strade e altre infrastrutture nei 147 centri abitati colpiti dagli incendi. Una stima esatta sarà possibile solo dopo che saranno stati liquidati gli incendi. Ma è evidente che le regioni non potranno moderarsi nelle loro richieste e che chiederanno altri miliardi di rubli ai quali andranno sicuramente aggiunte le spese sostenute per le operazioni eseguite per il recupero dei boschi.

Un capitolo a parte è quello riguardante le spese del ministero delle Emergenze. Le richieste degli operatori del ministero sono davvero ingenti. A detta di Sergei Shojgu, a capo del dicastero, solo nell’anno in corso sarebbero stati stanziati circa 8,2 miliardi di rubli (205 milioni d’euro) per dotare le sezioni del ministero di nuove attrezzature tecniche. Entro il 2011-2013 il Ministero delle Emergenze intenderebbe ricevere 54 miliardi di rubli (1,35 miliardi d’euro) e per quest’obiettivo sta mettendo a punto un progetto straordinario. Per tutte queste risorse attingerà presumibilmente al bilancio federale.

Così i 9 miliardi (225 milioni d’euro) che oggi vengono stanziati dal bilancio federale e da quelli regionali non costituiscono che l’inizio di un ingente programma di spesa il cui ammontare potrebbe essere nell’ordine di decine di miliardi di rubli.

La cifra di 15 miliardi di dollari (circa 11 miliardi d’euro) diffusa da alcuni media, teniamo a ribadirlo, include oltre ai danni causati dagli incendi anche quelli provocati dalla siccità. Secondo le stime del ministero dell’Agricoltura, a causa dell’ultima siccità, il raccolto di grano diminuirà nel 2010 di 60-65 mila tonnellate, mentre, in base ai dati del ministero dello Sviluppo economico, il temporaneo divieto di esportazione del grano provocherà nell’economia russa un danno pari a 3 miliardi di dollari (2,3 miliardi d’euro), che si ripercuoterà sulla ripresa dell’inflazione alimentare con un indice valutabile dal 3 al 7%.

Gli analisti della FBK prevedono inoltre a breve termine un calo della produttività industriale, con tutte le premesse per poter parlare nel prossimo trimestre di quest’anno di una vera stagnazione.

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