Vittoria dei verdi: salva la foresta di Khimki

La foresta di Khimki è un ecosistema unico nell'area moscovita,l'autostrada Mosca - San Pieroburgo l’avrebbe tagliato in due.Foto di ITAR-TASS

La foresta di Khimki è un ecosistema unico nell'area moscovita,l'autostrada Mosca - San Pieroburgo l’avrebbe tagliato in due.Foto di ITAR-TASS

Salvi i 144 ettari di alberi alle porte della capitale: il presidente Medvedev ha bloccato il contestato progetto della super autostrada Mosca-San Pietroburgo.

È attraverso Internet che il capo del Cremlino ha messo fine al braccio di ferro sul progetto dell’autostrada russa che avrebbe dovuto attraversare la foresta di Khimki, alle porte di Mosca, per collegare la capitale a San Pietroburgo. “La costruzione di questo tratto autostradale è stata oggetto di una decisione governativa e di deliberazioni giudiziarie. Tuttavia i nostri cittadini, i rappresentanti di Russia Unita (il partito al governo, ndr) e di movimenti di opposizione, oltre a diverse associazioni ed esperti, ritengono che il progetto necessiti di un ulteriore riesame”, ha detto il presidente Dmitri Medvedev dal suo video-blog sul sito del Cremlino.

Al centro della polemica che dura dal 2007 uno dei polmoni verdi della capitale russa: 144 ettari di alberi condannati a essere abbattuti per fare spazio a un'autostrada a opera del colosso francese di ingegneria civile Vinci. In questi tre anni le tensioni a livello locale e federale si erano inasprite al punto che, nel marzo del 2009, gli ambientalisti avevano presentato il caso alla Corte europea dei diritti dell'uomo.

Il gesto di Medvedev è stato un vero colpo di scena in un momento in cui lo scontro era entrato in una fase particolarmente tesa: a fine luglio gli attivisti che occupavano il parco erano stati allontanati dall'Omon, l’unità antisommossa del ministero degli Interni russi, mentre Yevgenia Chirikova, leader della protesta, aveva dichiarato di aver subito minacce di morte.

La situazione è cambiata con gli incendi di luglio e agosto che hanno visto la capitale russa lambita dalle fiamme e soffocata da una nube di fumo: le foreste, vittime delle fiamme, sono così diventate l’emblema di un’ecologia troppo spesso sacrificata all’altare degli interessi economici. Per quanto lodevole, la decisione del capo di stato russo resta però un’inversione di marcia dettata dalla volontà di rabbonire la popolazione scontenta della gestione della crisi estiva. Sebbene l’iniziativa di Medvedev rappresenti un primo passo nella giusta direzione, è bene dunque che gli ambientalisti di Khimki non cantino vittoria troppo presto.



Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta