Dalla Russia con amore...

Storie di studenti italiani a Mosca.

Le relazioni tra l’Italia e la Federazione Russa crescono anche sui banchi di scuola. Ogni anno migliaia di studenti italiani si recano in Russia per studiare la lingua russa o seguire dei corsi specialistici, grazie anche a una vivace tradizione di scambi tra i due Paesi. Tradizione che verrà sicuramente rilanciata nel corso del 2011 che lo scorso 3 novembre è stato dichiarato “Anno della Cultura e della Lingua italiana in Russia e della Cultura e della Lingua russa in Italia”. Due studenti italiani hanno raccontato a Russia Oggi la loro esperienza di studio in Russia.


“La lingua è stato uno shock!”
Cinzia Lazzarini Comparin

 Ho studiato in Russia nell’estate del 2008 all’Istituto Pushkin di Mosca. Ho deciso di andare a seguire un corso estivo di lingua russa dopo due anni di studio alla facoltà di Lingue dell’Università di Venezia. Anche se è durata solo un mese, è stata un’esperienza molto intensa.

Seguivo sei ore di lezione al giorno dalle 9 del mattino alle 15 del pomeriggio. I primi giorni sono stati difficili: il docente come è ovvio parlava solo in russo e per me è stato uno shock! Ma solo all’inizio: i professori alternavano le lezioni di grammatica a lezioni di cultura generale integrandole con attività di gioco per non annoiarci e non appesantire le nostre giornate di studio.

Ora sono innamorata sia della lingua russa che della Russia tanto che il prossimo anno proverò il test d’ammissione all’Istituto Pushkin. Speriamo bene!



“Tornerò, nonostante la burocrazia”Matteo Benussi

 Ho scelto la Russia per vari motivi: interesse personale per l’Est europeo, necessità di studio e di ricerca, semplice curiosità e perché a volte non sei tu a scegliere i luoghi ma sono loro a scegliere te. Anche se Mosca non è la Russia, non credo si possa comprendere la Russia senza Mosca.

Qui studio all’Università statale di Mosca (Mgu). L’ho scelta un po’ per caso l’alternativa era l’Istituto Pushkin che però non ha risposto alle mie mail) e un po’ perché è un posto leggendario. Quando si arriva, le dimensioni degli edifici, gli immancabili problemi logistici, la burocrazia e l’aspetto decadente dei dormitori spaventano, ma l’ambiente è così stimolante che ci si sente a casa dopo un paio di settimane. Sono determinato a tornare. Vorrei venire d’inverno, credo sia tutto diverso.

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