Operazione Overland

Da due settimane i veicoli automatici alimentati a energia solare progettati dal VisLab dell'università di Parma per la tredicesima edizione della spedizione italiana Overland si aggirano per le strade russe. Dopo aver attraversato Rostov-sul-Don, Voronezh e Mosca, faranno tappa anche a Nizhnij Novgorod, Saratov per procedere verso Samara, Kazan e Novosibirsk e concludere il loro viaggio da 13mila chilometri in Cina.

Foto dal sito vislab.it



Da due settimane per le strade russe si aggirano auto insolite: macchine robotizzate alimentate a energia solare e — quel che è più straordinario — senza conducente al volante. Si tratta delle automobili della tredicesima spedizione italiana Overland, realizzate dall’istituto di ricerca VisLab dell’Università di Parma. Partite da Milano il 20 luglio, le auto lasceranno la Russia il 24 settembre per proseguire verso la Cina. Dopo aver percorso la Via della Seta per 13mila chilometri, arriveranno il 10 ottobre a Shanghai in occasione dell’Esposizione mondiale dove verranno esposte nel padiglione italiano per una sorta di passaggio del testimone dalla Cina a Milano che ospiterà l’edizione 2015.

La carovana è composta da quattro veicoli elettrici, due Overland e quattro camper. Uno dei due veicoli elettrici fa da apripista con guida manuale o automatica e l’altro segue in modo automatico. I due veicoli, naturalmente, non viaggiano da solo: a telecomandarli sono gli ingegneri del VisLab grazie a una videocamera incorporata che trasmette le immagini a un computer collegata a tre processori. Uno di essi segnala gli ostacoli.

E a Mosca le due auto ne hanno incontrati davvero tanti prima di arrivare il 18 agosto al Centro Espositivo Panrusso (Vvc) a causa del “traffico davvero estremo, una situazione caotica”: strade a due corsie con macchine disposte su sei file, per dirne una. “I sensori delle automobili automatiche seguono le linee tracciate sulla strada, i moscoviti no: abbiamo imparato - dice il professor Alberto Broggi, coordinatore di Vislab - che se tutti rispettano le regole del traffico, tutto funziona e si convive sulla stessa strada. Altrimenti è davvero un problema”. Problema che è stato risolto riportando i comandi in manuale.

Se alla frontiera la dogana russa ha impiegato 22 ore a verificare la proprietà dei veicoli, che sono di Piaggio, la polizia stradale russa (la Gibdd) sinora invece non ha mai effettuato controlli benché le auto non avessero conducente. Curiose invece le reazioni della gente. “Alcuni si fermavano stupiti, altri invece non hanno battuto ciglio”, sorridono gli ingegneri Matteo Panciroli e Stefano Debattisti.

Lasciata Mosca, la spedizione - che ha già attraversato Rostov-sul-Don e da Voronezh - farà tappa a Nizhnij Novgorod, a Saratov sul fiume Volga per poi procedere verso Samara, Kazan e Novosibirsk. Grazie a sofisticate apparecchiature, i veicoli stanno registrando in tempo reale la concentrazione di anidride carbonica presente nell’atmosfera su un apposito profilo di Twitter, @Greenhaviour, dove chiunque può seguire la spedizione. I dati russi non sono confortanti: complici gli incendi boschivi di quest’estate, nella regione di Voronezh la concentrazione di CO2 registrata è stata di circa 900 parti per milione contro le 400-500 delle altre regioni.

All’interno delle auto lo spazio non è molto dal momento che il sedile posteriore è occupato da un pannello sul quale si accendono delle spie rosse a seconda delle opzioni selezionate, mentre il bagagliaio, sotto uno speciale pannello protettivo, ospita una tale quantità di fili elettrici di vari colori da far spavento. E se succede un corto circuito? “Fino a Mosca ha fatto molto caldo lungo tutto il tragitto, ma abbiamo intenzione di testare il sistema anche in altre condizioni meteo, ad esempio con l’umidità o il gelo. È per questo che attraversiamo tutta la Russia”, dice Matteo.

L’automobile viaggia in media a 44-45 chilometri orari. Potrebbe toccare i 70-80, ma viaggiare a questa velocità non è ancora sicuro. Inoltre, la squadra di VisLab deve ricaricare le auto più volte, in diversi punti del percorso. Per fortuna, durante tutto il viaggio i partecipanti sono stati accompagnati dal tempo soleggiato. “Qualche difficoltà ce le hanno date solo le strade di campagna. E poi, un paio di volte ci sono capitate delle buche nell’asfalto grosse così”, dice Matteo mimando con le mani una profondità di circa mezzo metro.

Beppe Tenti sostiene invece che le strade russe non sono poi così dissestate. Del resto la Russia la conosce bene: da alpinista conquistò la vetta Komsomolec sui monti del Kirghizistan, mentre da padre fondatore del progetto Overland ha attraversato persino la Chukotka a 60 gradi sotto zero. “Le vostre strade sono molto buone, a eccezione di un breve tratto di 15 chilometri nelle vicinanze di Irkutsk. Nella zona del Bajkal, dove abbiamo fatto una spedizione nel 2007, le strade sono ottime. Da lì poi abbiamo attraversato la Mongolia, e là sì che le strade erano davvero brutte” dice l’instancabile Tenti, 74 anni per l’anagrafe, ma - ci tiene a precisare - 52 secondo i medici. Ha attraversato il paese in lungo e in largo così tante volte da rivendicare di conoscere la Russia infinitamente meglio dei suoi stessi abitanti, ma è ancora così affascinato dalle bellezze naturali russe che probabilmente questa non sarà l’ultima missione Overland ad attraversare il Paese.


Da Milano a Shangai su auto senza pilota (servizio di TG3)

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