Il Mar Caspio, nuova provincia del gas

Il Caspio ha tutte le carte in regola per diventare la nuova provincia del gas e una nuova riserva di idrocarburi per diversi Paesi. Il suo sottosuolo desta l’interesse non solo della Russia, ma anche dell’Azerbaijan, del Turkmenistan, del Kazakistan e dell’Iran. Questi Paesi mirano a esportarne il prima possibile le risorse petrolifere verso i mercati dell’Europa, della Cina e dell’India.

La costruzione di una piattaforma nel settore Juri Korchagin nel Mar Caspio. Foto dal sito lukoil.ru



Quest’anno il gigante del petrolio e gas russo Lukoil ha iniziato le estrazioni di petrolio dal giacimento scoperto nel 2000 nel settore russo del Mar Caspio intitolato a Juri Korchagin. Si tratta del giacimento più grande per quantità di risorse tra quelli scoperti in Russia negli ultimi 25 anni. Per metterlo in funzione Lukoil ha investito oltre 34 miliardi di rubli (870 milioni di euro) negli ultimi cinque anni. «Le trivellazioni nella zona settentrionale del Mar Caspio sono state un vero successo. Siamo di fronte alla scoperta di una nuova considerevole sottoprovincia del petrolio e del gas nel settore russo del Mar Caspio, sebbene fino a pochi anni fa alcuni esperti si dicessero dubbiosi», ha commentato il presidente di Lukoil Vagit Alekperov. Entro la fine di quest’anno dal giacimento è prevista l’estrazione di 343 migliaia di tonnellate di greggio.

La Russia non è l’unico Paese interessato allo sfruttamento dei giacimenti del Mar Caspio. Anche Azerbaijan, Turkmenistan, Kazakistan puntano a partecipare ai progetti di costruzione di nuovi oleodotti e gasdotti per poter esportare gas e petrolio verso Europa e Asia. In particolare, l’Azerbaijan vorrebbe riversare metà del suo gas nel gasdotto Nabucco che dovrebbe trasportare il gas del Turkmenistan e dell’Azerbaijan verso i Paesi dell’Ue, innanzitutto Austria e Germania. Il Turkmenistan invece ha avviato la realizzazione del gasdotto Est-Ovest, che collegherà i suoi giacimenti con le rive del Caspio da dove il gas sarà poi trasportato verso l’Europa. Il Kazakistan, infine, aumentando i trasporti su navi cisterne, spera di controllare il 50% del trasporto merci nella regione del Caspio. Ha perciò intenzione di portare il volume delle estrazioni dai suoi due giacimenti di petrolio dagli attuali 7 milioni di tonnellate a 11 milioni nel 2014.

Grazie alla scoperta di nuovi giacimenti nella regione settentrionale del Caspio, l’ultimo decennio è stato assai proficuo anche per la russa Lukoil. Dal 1999 al 2005, nelle acque del Caspio settentrionale la Lukoil ha aperto sei grossi giacimenti di gas e petrolio. «Inizialmente le risorse presenti nelle zone del Caspio su cui la compagnia detiene la licenza erano state stimate in 2 miliardi di tonnellate di carburante convenzionale. Invece, in totale, le risorse estratte dal settore russo ammontano a circa 4,5 miliardi di tonnellate di carburante convenzionale: un dato paragonabile alle risorse delle acque dell’Azerbaijan e due volte superiore a quelle delle acque del Turkmenistan», spiega Alekperov.



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