Quando un Papa andrà a Mosca?

Il Papa  Benedetto XVI e il Patriarca Kirill.Foto di: Vostock Photo

Il Papa Benedetto XVI e il Patriarca Kirill.Foto di: Vostock Photo

Ratzinger ha qualche chance in più dei suoi predecessori per rimuovere l’antico niet dеl Patriarcato di Mosca.

Il Papa Benedetto XVI e il Patriarca Kirill.
Foto di: Vostock Photo
  I difficili rapporti tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa hanno sinora impedito a tutti i papi di mettere piede in Russia. Sinora. Nemmeno Karol Wojtyla riuscì ad esaudire questo desiderio pur contando su ambasciatori di primissima fascia e su un carisma ineguagliato. Sia Mikhail Gorbaciov che Vladimir Putin, qualche anno dopo dichiararono che avrebbero volentieri accolto il Papa e si sarebbero dati da fare per convincere Alessio II, Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie. Ma niet era e niet è rimasto anche se sono cambiati i leader: Benedetto XVI e Kirill. Dunque perché questo viaggio non “sa da fare”?


I problemi dottrinali sono sempre sul tavolo e non possono essere ignorati, ma da soli non bastano a giustificare il niet. Il Papa Polacco sembrava invincibile e forse si era anche convinto di esserlo come è spesso capitato ai grandi imperatori. L’”esercito” cattolico è composto da 1 miliardo 200 milioni di soldati ed è guidato da un solo comandante, i soldati ortodossi sono 250 milioni, poco coesi, con tanti capi, Chiese diverse ed autonome. Per esempio non è detto che il Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie possa comandare sulle Chiese Ortodosse russe all'estero.

Paolo VI fu il più convinto fautore dell’incontro tra le due Chiese e incaricò il Cardinale Martini di tenere vivi i rapporti con gli ortodossi. L’Arcivescovado di Milano non di rado è stato al centro di incontri segreti tra esponenti politici internazionali. Il predecessore di Martini, l’Arcivescovo Giovanni Colombo, su sollecitazione del Pci e più precisamente dell’on. Gianni Cervetti, si adoperò per salvare la vita al segretario del Pci cileno Luis Corvalan condannato a morte da Pinochet. Il Vaticano attivò il cardinale di Santiago Silva Enriques. Una volta libero, Corvalan si recò a Milano per ringraziare l’Arcivescovo Colombo.

L’arte della diplomazia e del compromesso sono spesso a fin di bene. Gli uomini di Chiesa sono versati nell’esercizio di questa nobile arte che non fu sempre fu onorata specialmente nei primi anni di pontificato da Karol Wojtyla. Anzi pose più che un intralcio sulla via dei negoziati da tempo aperti.

Sorretto dalla politica economica e militare aggressiva di Ronald Reagan, Wojtyla nominò alcuni vescovi clandestini (per giunta polacchi che da quelle parti non sono troppo amati), violando tacite intese sia con il Governo russo che con la Chiesa Ortodossa e sostenne apertamente i cattolici uniati, poco meno di tre milioni di cittadini russi. A Mosca furono trasformati in luoghi di culto alcuni uffici e incrementata l’attività di proselitismo, sino allora limitata alla distribuzione clandestina di pubblicazioni della Jaka Book, fomentando un pericoloso estremismo religioso al quale certamente anche oggi non si sottraggono tanti ieratici pòpe (prete russo della Chiesa Ortodossa orientale - ndr).

L’attentato del 1981 fu attribuito ai poveri servizi segreti bulgari mentre il Segretario dello Stato del Vaticano, il prudentissimo Agostino Casaroli puntò subito il dito in direzione del Cremlino. C’è chi suggerì la tesi che l’attentato fosse opera di una scheggia impazzita del Kgb. Si era alle soglie del crollo dell’Unione Sovietica.

Certamente il drammatico evento non mise di buon umore il Vaticano, né il titolare del soglio di San Pietro. I rapporti Russia-Vaticano tornarono buoni dal 1989 in occasione delle visita in Vaticano di Gorbaciov. Correva il mese di maggio dell’anno duemila, quando un’autorevole fonte politico-ortodossa mi diede per imminente la visita del Papa a Mosca. Uno scoop giornalistico mondiale. Ebbi l’umiltà di ascoltare la voce della prudenza di un amico con quarant’anni di Russia sulle spalle, ivi compresi gli accordi Fiat – Russia siglati da Andrei Gromiko e Gianni Agnelli. Evitai una figuraccia planetaria e un sicuro licenziamento.

Segnali di apertura

Ora è in scena il Papa Tedesco, teologo finissimo, una cultura sterminata, doti eccelse ma non sufficienti per farne un leader e un protagonista della scena mondiale com’era stato il suo illustre predecessore. Al “sacro soglio” Ratzinger è stato sospinto da uomini sapienti che sono numerosi nel Conclave ma anche fuori nella vita civile, tant’è che il neonato quotidiano “Il riformista”, lo pronosticò Papa il giorno stesso dei funerali di Wojtyla.

La Chiesa Russa di Bari, inaugurata dopo la prima guerra mondiale e ristrutturata di recente, continua ad essere un ponte con le civiltà dell’est Europa e del bacino orientale del Mediterraneo

I mussulmani avanzano in Europa: cattolici e ortodossi sono naturali alleati. Sul piano politico l’intesa sta nelle cose. Putin e Berlusconi non si sono risparmiati. Nel 2007 avevano dato il placet a un primo accordo tra il Comune di Bari e il Patriarcato di Mosca. Nel 2009 il Governo italiano ha restituito ai russi la Chiesa ortodossa di Bari dedicata a San Nicola (nella foto): il Presidente Giorgio Napolitano ha riconsegnato a Dmitri Medvedev le chiavi d’argento alla presenza del vescovo russo Mark e del Cardinale De Giorgi. “E’ il simbolo dell’amicizia fra i nostri paesi, e i nostri popoli, il simbolo dello storico dialogo tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa russa. E’ il simbolo del più generale impegno comune teso a rafforzare la cultura della pace, della comprensione reciproca e dell’avvicinamento delle tradizioni culturali e spirituali”, commentò Giorgio Napolitano al termine della cerimonia. Nel giugno di quest’anno Putin ha incontrato Berlusconi in Italia assicurando un finanziamento di 7,2 milioni di euro destinati alla ristrutturazione della Chiesa di San Gregorio Magno dell’Aquila, semidistrutta dal terremoto.

La strada è aperta, o meglio, Ratzinger ha qualche chance in più dei suoi predecessori per rimuovere l’antico niet, anche se il Papa tedesco a volte riserva sorprese. Facciamo un esempio, ma si potrebbero aggiungere altri. Con il controverso discorso di Ratisbona, inaugurò polemicamente il suo pontificato, un intervento era assai poco amichevole verso i fedeli di Allah e non solo dei fondamentalisti. Fu attribuito a un errore, a cattivi consiglieri, quando è noto che Benedetto XVI è un erudito e conosce assai bene il Corano nelle sue molteplici interpretazioni. Pochi mesi dopo proclamò la superiorità della Chiesa di Roma su tutte le altre Chiese cristiane, con le reazioni che si possono immaginare da parte soprattutto degli ortodossi. L’uomo è un po’ fatto così.

Come osservava Confucio “La strada è a zig zag ma la prospettiva è luminosa”.

Armando Sala è giornalista, ha pubblicato il volume “Mosca: le chiese riemerse”

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