Ritratto dell'automobilista russo

Foto di RIA Novosti

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Siete a Mosca, vi trovate tra uomini e non sapete su cosa conversare? Il consiglio di un indigeno è: parlate di auto, andrete sul sicuro.

«Guardi quei due impiegati. Stanno discutendo di cosa sia meglio: una Bmw X5 oppure un’Audi Q7? Ma di sicuro tutti e due hanno una Ford Focus comprata a rate», dice il mio interlocutore in un business centre di Mosca. È un caso tipico in Russia, soprattutto tra i giovani, per i quali comprare un’auto straniera è un modo per affermare il proprio status e il successo nella carriera.

Le auto straniere hanno cominciato ad avere una vasta diffusione in Russia solo all’inizio degli Anni ‘90. Secondo i dati dell’agenzia Аvtostat, dal 1991 al 1994 il numero di auto di produzione straniera quintuplicò. Nel solo 1992 ne furono importate quasi 125mila. Eppure le auto straniere restavano relativamente poche e chi le possedeva era oggetto dell’invidia altrui. Ma il tempo vola.

Già tra la fine degli Anni ‘90 e i primi anni del nuovo secolo, in Russia nacquero i primi stabilimenti di produzione di automobili e dalle catene di montaggio cominciarono a uscire le prime auto coreane, americane, tedesche e giapponesi prodotte in Russia. Si affermò l’idea che dopo aver provato una macchina “straniera”, seppure prodotta in Russia, non si poteva più tornare alle auto russe.

Le statistiche lo confermano: quelli che “cambiano mezzo” irreversibilmente sono ogni anno di più. Dal 2001 al 2003 il mercato della auto straniere è aumentato di 2,7 volte; nei successivi 3 anni di altre 5 volte, raggiungendo la cifra di 1 milione di auto l’anno. Più di due terzi delle auto nuove vendute nel 2009 (il 72,2%) sono “straniere”.

Tutto ciò non vuol dire che l’automobile sia diventata accessibile a tutti. Questa folle crescita del mercato è dovuta ai finanziamenti. Per esempio, secondo i dati della Avtostat, nell’estate del 2008 quasi una macchina su due è stata comprata grazie a un finanziamento. Poi è scoppiata la crisi e le vendite di auto si sono praticamente dimezzate. «E allora? — direbbe un europeo, stringendosi nelle spalle — È lo stesso anche da noi».

Il fatto è che in Russia le auto sono molto più costose che in Europa: i dazi di importazione per le auto straniere incidono per il 40% sul prezzo della macchina. E il tasso di interesse per i finanziamenti non è del 5-8% annuo, bensì del 15% o addirittura del 20%. L’acquisto di un’auto con un finanziamento di tre anni è un duro colpo per il portafoglio. Fai in tempo a stancarti della macchina, ne vorresti una nuova, ma ci sono ancora le rate da pagare.

D’altronde non ci siamo ancora abituati alle macchine di qualità, non siamo ancora stanchi di giocarci. Per i giovani manager è una sorta di euforia: poter finalmente comprare ciò che solo ieri non ci si poteva permettere. Il benessere è arrivato da poco. Non si pensa ancora che i soldi è meglio risparmiarli — per il futuro, per gli eredi. Inoltre, anche se in calo, il livello dell’inflazione rimane ancora piuttosto alto e non tutte le banche sono solide, anzi. Si ha voglia di spendere i soldi per cose esotiche e rare e avere un’auto propria in qualche modo dà un senso di libertà e uno status agli occhi di amici e amiche.

I produttori di auto captano questo stato d’animo favorevole. Le pubblicità delle macchine in Russia promuovono la velocità, il dinamismo, uno stile di guida sportivo e altri valori “giovani”. E non si dice da nessuna parte che la guida sportiva possono averla solo gli sportivi. Le auto nei filmati sfrecciano impazzite, sfoggiando tecnologie d’avanguardia, motori di grossa cilindrata o le loro qualità di fuoristrada.

Queste réclame non sono per chi compra auto sportive di lusso: è la gente comune che deve voltarsi a guardare questi giocattoli di lusso. Solo così il proprietario del bolide sentirà di aver fatto un buon acquisto. E anche le persone con un reddito medio o basso avranno il loro “vantaggio”: sapranno qual è la macchina migliore e, seppure virtualmente, sentiranno di partecipano anch’essi a uno stile di vita agiato.

In Russia sono ancora diffuse le cosiddette “gare ai semafori”: le macchine, appena scatta il verde, ingaggiano una sorta di gara dai loro posti. E qui persino le economiche auto “Zhiguli” (Lada - NdR) possono superare, anche se per poco, una potente e costosa macchina straniera. È la stessa pubblicità a promuovere queste dinamiche. Della sicurezza, invece, nelle pubblicità si parla solo di sfuggita. E solo di rado nei filmati si accenna al rispetto dell’ambiente: un valore effimero e dubbio, dal quale i russi non sono attratti. Il sistema start and stop (che spegne temporaneamente il motore quando si preme il pedale del freno, per evitare inutili emissioni di gas quando l’auto è ferma nel traffico o al semaforo) viene visto piuttosto come una seccatura, un intralcio. Perché l’auto ci mette troppo a riaccendersi, forse due secondi. Non solo al semaforo non superi nessuno, ma fai anche innervosire il fiume impaziente delle auto moscovite che ti stanno dietro: se sei lento, chi ti segue suona il clacson irritato. Inoltre, accendere e spegnere spesso il motore ne aumenta l’usura, anche se in minima misura. Ma una macchina comprata con i propri soldi è più cara di qualsiasi ecologia.

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