Brillanti prospettive per i giovani autori russi

Una raccolta di racconti presenta ai lettori occidentali la nuova generazione di scrittori russi emancipata dai fantasmi del passato sovietico.

Il profumo del coriandolo fresco e la corsa precipitosa del pollame, il calore opprimente di un bazar e le montagnole di sabbia per progetti edilizi che non saranno mai portati a termine. Le ragazze indossano l’hijab, gli uomini le pistole e vanno in giro su automobili straniere. Siamo a Makhachkala, capitale della repubblica russa caucasica del Dagestan, scenario di Salam, Dalgat (Ciao, Dalgat), uno dei racconti brevi della raccolta Squaring the Circle (La quadratura del cerchio), pubblicata dalla casa editrice russa Glas, che introduce al pubblico anglofono gli scrittori russi nati ai tempi della perestrojka o subito dopo. «Scrittori che non devono combattere con i fantasmi del passato sovietico», spiega Natasha Perova, direttrice di Glas.

Il racconto offre uno spaccato della generazione di giovani daghestani che vivono sul filo del rasoio in una regione devastata dalla violenza dove la sopravvivenza dipende quasi sempre dall’abilità di sottrarsi al destino peggiore: criminali, delinquenti, polizia, prostitute o l’Imam e i suoi seguaci che istigano alla jihad violenta. Il racconto, scritto da Alisa Ganieva, 25 anni, nata a Makhachkala, ha vinto nel 2009 il “Debut Prize”, il premio letterario russo dedicato ai giovani esordienti. L’autrice ha firmato il suo racconto con lo pseudonimo di Gulla Khirachev: Gulla è un antico nome di lingua avar che significa “proiettile” e Khirachev è il cognome di un giovane uomo. «Dopo aver svelato la mia identità alcuni si sono offesi - racconta Ganieva, che ora vive a Mosca - hanno creduto che io li avessi ingannati. La maggior parte dei miei concittadini ha criticato il mio racconto, accusandomi di lavare i panni sporchi in pubblico».

Il Debut Prize

La raccolta Squaring the Circle comprende storie scritte da 12 giovani scrittori russi di talento. Il titolo appare forse una scelta bizzarra per comprenderli tutti, a meno di non considerarlo in senso ironico. La forza espressiva di questa raccolta sta tutta nella diversità dei testi. «Il Debut Prize è l’unico dedicato ai giovani», spiega Perova, accanita sostenitrice e patrocinatrice dei romanzi russi. Fino a 50mila scrittori concorrono al Premio finanziato da un’associazione benefica medica.

Quest’anno i vincitori sono stati presentati anche al pubblico straniero, poiché la raccolta è stata tradotta in inglese e cinese e verrà tradotta anche in italiano, francese, tedesco, spagnolo e giapponese entro il 2011.

L’idea che questi scrittori siano emancipati dai fantasmi sovietici è vera soltanto in parte. La loro scrittura è fresca sì e ben riflette lo scombussolamento sociale di questo momento storico, ma non è mai leggera o inconsapevole.

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