Medvedev ai diplomatici russi: “imperativo modernizzare”

Foto di Vostock Photo

Foto di Vostock Photo

Il presidente Medvedev ha in mente profondi cambiamenti di politica estera. L’obiettivo principale è diventato superare l’arretratezza tecnologica del Paese stringendo alleanze strategiche con Italia, l’intera Unione Europea e gli Usa.

Primo: modernizzare l’economia e la produzione, nonché porre le basi per un’economia di innovazione. Secondo: rafforzare le istituzioni della democrazia e della società civile russa. Terzo: combattere la criminalità organizzata. Sono i traguardi prefissati da Dmitri Medvedev per superare l’arretratezza tecnologica del Paese e ribaditi dal presidente russo agli ambasciatori e ai rappresentati permanenti della Federazione Russa presso le organizzazioni internazionali nel corso di un incontro che si è tenuto questo mese. “Dobbiamo utilizzare più efficacemente i nostri strumenti di politica estera per la risoluzione dei problemi interni, in vista della modernizzazione del Paese, della sua economia, della sfera sociale e in parte anche del sistema politico”, ha detto Medvedev invitando i diplomatici a lasciare da parte i vecchi stereotipi e a concentrare i propri sforzi sul raggiungimento dei tre traguardi da lui elencati (come si legge nella trascrizione dell’intervento del Presidente, disponibile online.

Medvedev ha esortato i diplomatici a continuare sulla strada del consolidamento dei contatti multilaterali e dello stimolo di nuovi investimenti e a padroneggiare tutti i filoni principali della modernizzazione — dalla biomedicina alle telecomunicazioni — come i collaboratori del ministero dello Sviluppo economico e di altre istituzioni russe del settore.

Un programma di trasformazione della diplomazia a tutto tondo, insomma, che però affonda le sue radici in un terreno fertile: i diplomatici russi hanno già iniziato a intraprendere le iniziative necessarie affinché il corpo diplomatico partecipi attivamente alla risoluzione della questione della modernizzazione. Tanto che, come scrive il quotidiano russo “Nezavisimaya Gazeta”, il ministro degli Esteri della Federazione russa Sergei Lavrov ha introdotto nelle ambasciate russe una nuova figura: quella del responsabile per la scienza e le nuove tecnologie.

“In vista della modernizzazione — ha aggiunto — abbiamo bisogno di alleanze speciali con i nostri partner internazionali principali, soprattutto con nazioni come Italia, Germania, Francia, l’intera Unione Europea e gli Stati Uniti d’America”. Per Medvedev la cooperazione con gli Stati dell’area del Pacifico e con gli altri membri del gruppo Bric (Brasile, India e Cina) è diventata ancor più prioritaria di quella, pur importante, con i Paesi della Comunità degli Stati indipendenti (Csi, sorta dallo smantellamento dell’Urss), precedentemente ritenuti partner strategici.

Secondo il Presidente Medvedev è necessario modernizzare le istituzioni democratiche e civili attraverso riforme globali. Non è solo la Russia — ha poi insistito il Presidente — a dover elaborare nuovi standard per la democrazia moderna e coinvolgere in questo processo tutti i Paesi, ma tutta la comunità mondiale. “L’integrazione dei principi democratici nella politica interna da parte del maggior numero di nazioni possibile risponde agli interessi della democrazia russa”, ha dichiarato il Presidente, sottolineando che tali standard “non possono essere imposti unilateralmente”.

Sulla lotta alla criminalità organizzata, ha inoltre aggiunto che il terrorismo, il traffico di stupefacenti e l’immigrazione illegale costituiscono per definizione problemi internazionali che di solito sono favoriti dalla corruzione o associati ad essa. “Per questo motivo — ha sottolineato — riguardano tutti i Paesi e, conseguentemente, le nostre istituzioni che si occupano di politica estera”.

Fonti: l’agenzia di stampa Rosbalt e i quotidiani Nezavisimaya Gazeta e Kommersant


Stralci del discorso di Dmitri Medvedev:

Sui principi della diplomazia russa:
“I principi della nostra politica estera rimangono immutati: dobbiamo lavorare in modo pragmatico; guardare in più direzioni, partendo dalla multivettorialità della vita moderna; lavorare apertamente, rifiutando i conflitti, e qualche volta semplicemente togliere le bende che possono oscurare la vista di qualsiasi Paese e, forse, anche del nostro; rifiutare gli stereotipi in qualsiasi caso”.

Sul ruolo della diplomazia nella modernizzazione dell’economia:
“I nostri diplomatici devono conoscere tutte direzioni di base da noi intraprese come conoscono il Padre Nostro. Non è un dovere esclusivo dei collaboratori del Ministero dello Sviluppo Economico o di altre istituzioni economiche”.

Sulle alleanze per la modernizzazione:
“Abbiamo bisogno di speciali alleanze con i nostri partner internazionali in vista della modernizzazione. Con chi? Prima di tutto con Paes, come la Germania, la Francia, l’Italia, l’intera Unione Europea e gli Stati Uniti d’America”.

Sul rafforzamento delle istituzioni democratiche russe e della società civile:
“Gli standard democratici […] devono essere elaborati tenendo conto dell’opinione di tutte le nazioni interessate, compreso quelle in cui la democrazia si è affermata solo in tempi recenti. Gli standard così collegialmente elaborati potranno quindi essere seguiti senza riserve né costrizioni”.

Sulla lotta alla criminalità organizzata:
“Il terrorismo, il narcotraffico e l’immigrazione clandestina rappresentano per definizione problemi internazionali. Problemi che, purtroppo, sono normalmente favoriti dalla corruzione o associati a essa, cosa che accade purtroppo anche nel nostro Paese. Tali problemi sono di conseguenza questioni di competenza di tutti i Paesi e, conseguentemente, anche delle nostre istituzioni impegnate in politica estera: il nostro ministero degli Esteri e i suoi rappresentanti”.

Sul viaggio negli Usa:
“La mia recente visita negli Stati Uniti ha mostrato che la collaborazione nella sfera dell’innovazione può essere assolutamente concreta, e non una semplice appendice di un qualunque summit o una semplice idea astratta”.

Sulla collaborazione con i Paesi dell’area del Pacifico:
“Nella vasta area compresa tra l’Asia e l’Oceano Pacifico sono localizzate risorse inesauribili come capitali per gli investimenti e potenziale tecnico-scientifico, risorse di importanza fondamentale al fine di garantire una vita normale ai cittadini del nostro Estremo Oriente e della Siberia Orientale, per condurre la nostra economia sul sentiero dell’innovazione”.

Sulla Comunità degli Stati indipendenti:
“Davanti a noi abbiamo la sfida costituita dalla necessità di formare vaste aree innovative complementari, che dovranno inoltre essere combinate a quelle europee. Non è necessario contrapporre il nostro lavoro con i paesi della Csi a quei processi in corso nell’area europea, americana e del Pacifico”.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta