Due paesi, due culture e un Anno insieme

L’Anno sarà aperto intorno al 20 gennaio a Romacon una mostra dell’artista russo Aleksandr Dejneka.Foto di Sergei Savostianov, RG

L’Anno sarà aperto intorno al 20 gennaio a Romacon una mostra dell’artista russo Aleksandr Dejneka.Foto di Sergei Savostianov, RG

I programmi dell’Anno della cultura e della lingua russa in Italia e dell’Anno della cultura e della lingua italiana in Russia prevedono più di 300 iniziative. Si aprirà con la pittura e si chiuderà con il balletto.

L’Anno della cultura e della lingua russa in Italia e della cultura e della lingua italiana in Russia si avvicina. Russia Oggi ha intervistato il primo segretario dell’ufficio per l’Italia del Ministero degli Esteri russo, Maria Vedrinskaja, che ha dichiarato che l’organizzazione degli eventi procede a ritmo serrato.

Come vanno i preparativi per l’Anno della cultura e della lingua russa in Italia e quello della cultura e della lingua italiana in Russia?

Nella prima metà di quest’anno siamo riusciti a concordare il programma generale delle due manifestazioni. Il programma conta già più di trecento iniziative, ma non è escluso che il loro numero aumenti, perché continuano ad arrivare nuove proposte da diverse organizzazioni. È già confermato che per l’apertura, prevista intorno al 20 gennaio a Roma, sarà organizzata una mostra dell’artista russo Aleksandr Dejneka. Di recente alla Galleria Tretjakovskij si è tenuta un’esposizione delle sue opere che è stata visitata da una delegazione guidata dall’ex ministro italiano dei Beni culturali Giuliano Urbani. Gli ospiti ne sono rimasti profondamente colpiti.

È stata loro l’idea di portare a Roma per l’inaugurazione proprio questa mostra?

No, è stata una nostra proposta, ma è stata accolta con gioia. Il fatto è che in Italia non era mai stato portato niente di simile. Dejneka è stato attivo negli anni Venti. In Italia gli artisti di quel periodo sono molto apprezzati, ma prima d’ora nel paese non c’era mai stata occasione di incontrare l’arte sovietica. Sarà davvero molto interessante, ne siamo convinti tanto noi quanto la nostra controparte italiana. Molto probabilmente la mostra sarà allestita in uno dei principali spazi espositivi nel centro di Roma.

E la chiusura delle iniziative è già stata pianificata?

Alla fine del 2011 arriverà a Mosca la Compagnia della Scala di Milano. Sarà una tournée piuttosto lunga, che partirà a novembre con l’orchestra e l’opera, e finirà a dicembre con il balletto. La decisione di concludere l’Anno della cultura italiana e russa con il balletto non è casuale. Sarà un evento assai spettacolare, di quelli che si ricordano, e si terrà al teatro Bolshoj. A proposito, sarà la prima esibizione di una compagnia straniera dopo il restauro del teatro.

Oltre all’apertura e alla chiusura delle celebrazioni, quali eventi ci saranno?

Il Museo Pushkin sta preparando delle mostre molto interessanti. Irina Antonova, direttore del Museo d’Arti Figurative Pushkin, è stata più volte in Italia, ed è riuscita a trovare un accordo per far arrivare in Russia alcuni quadri di pittori italiani che difficilmente escono dal paese. Le trattative sono ancora in corso, ma è deciso che si terrà una mostra del Caravaggio sulla base dell’esposizione che si può visitare attualmente a Roma, al Palazzo del Quirinale. Anche questa è un’iniziativa interessante, perché in Russia le opere di questo artista sono praticamente assenti. Oltre al Caravaggio, si sta valutando la possibilità di organizzare una mostra di Sandro Botticelli. In Italia arriveranno invece le opere degli impressionisti, provenienti dal nostro Museo Pushkin. Questa corrente gode sempre di grande successo in Italia, e suscita reazioni molto positive.

Ci saranno teatri russi in visita in Italia?

Sì, certamente! Un’enorme quantità di teatri andranno in Italia. Sarebbe più facile elencare quelli che non ci andranno. Al momento stiamo organizzando la tournée del teatro Taganka di Mosca. Grande attenzione sarà rivolta anche allo studio della lingua. Stiamo elaborando dei programmi linguistici ad hoc. La cosa più importante è che nell’ambito di questa iniziativa in Italia verrà aperto un Centro di scienza e cultura russa; il Centro inizierà la sua attività all’inizio del 2011.

Quali sono le motivazioni di questa iniziativa?

Dopo la fine dell’era sovietica non abbiamo più avuto un nostro centro di cultura in Italia: c’era stato fino alla caduta dell’URSS. Negli anni Novanta non fu rinnovato il contratto di locazione dell’immobile, e da allora non abbiamo più avuto un centro del genere. Siamo giunti alla conclusione che due potenze culturali come la Russia e l’Italia devono avere le proprie rappresentanze culturali, tanto più che in Russia la rappresentanza dell’Istituto italiano di cultura esiste ormai da molti anni. Finalmente, nel 2011 si realizzerà questo progetto. Uno dei principali obiettivi del Centro sarà quello di favorire lo studio della lingua russa.

In Italia c’è richiesta per lo studio del russo?

Certo che sì. Ed è dovuta soprattutto alla fortissima crescita degli scambi commerciali negli ultimi anni. Per consentire l’incremento delle relazioni commerciali c’è bisogno di persone che mantengano i rapporti tra Russia e Italia, e che conoscano bene le due lingue. Per questo all’Ambasciata russa in Italia sono giunte moltissime lettere con la richiesta di organizzare l’insegnamento della lingua russa. Fino ad ora non era stato possibile, ma dal 2011 lo sarà.

Quali risultati prevedete di raggiungere nel corso dell’anno 2011?

L’obiettivo più importante sarà fare in modo che, quando l’Anno della cultura e della lingua russa e italiana sarà concluso, la nostra collaborazione culturale continui a un livello nuovo.


Mostra dell’artista russo Aleksandr Dejneka a Mosca, marzo 2010. Foto di Sergei Savostianov, RG

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