Per i sei cosmonauti un anno e mezzo di dieta “made in Italy”

Foto dal sito mars500imbp.ru

Foto dal sito mars500imbp.ru

L’Italia sta partecipando all’esperimento iniziato 25 giorni fa curando l’alimentazione dei volontari, ma anche coordinando molteplici ricerche. I prodotti per il benessere del corpo usati dall’equipaggio sono stati forniti da un gruppo bolognese

Il cibo italiano vola verso Marte. Alla missione Mars 500 che simula il viaggio dalla Terra al Pianeta rosso, giunta oggi al suo venticinquesimo giorno, stavolta infatti si mangiano prodotti “made in Italy”.

Durante una precedente simulazione durata appena 105 giorni, i volontari «mangiarono malissimo, per questo si è pensato al coinvolgimento dell’Italia», ha raccontato Enrico Roda, direttore del reparto di Gastroenterologia del Sant’Orsola di Bologna, spiegando che stress e isolamento avevano anche provocato «un rallentamento dei tempi di svuotamento gastrico» e del «transito intestinale».

Stavolta diverse aziende italiane, dalla Colussi alla Granarolo e alla Valsoia, hanno invece lavorato perché i cosmonauti mangino cibi non solo sani, ma anche ad alto contenuto energetico e, soprattutto, che non scadano visto che l’isolamento stavolta durerà 520 giorni.

Sul modulo marziale però non è solo il cibo a essere italiano. Il gruppo bolognese Coswell ha fornito prodotti per il benessere e la cura del corpo targati Istituto Erboristico L’Angelica, Vitermine e Sekura Medical, mentre ad avere progettato alcuni dei molteplici esperimenti a cui si stanno sottoponendo i sei volontari sono stati ricercatori dell’Alma Mater di Bologna, dell’Università degli Studi di Milano, del Centro Extreme di Pisa e dell’Università della Tuscia.


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