I club russi schiacciati dai debiti

Da sinistra a destra, i giocatori russiAndrei Arshavin, Roman Pavlyuchenkoe Pavel Pogrebnyak che hanno reinventatoil calcio russo prima di esserevenduti a Club stranieri

Da sinistra a destra, i giocatori russiAndrei Arshavin, Roman Pavlyuchenkoe Pavel Pogrebnyak che hanno reinventatoil calcio russo prima di esserevenduti a Club stranieri

La maggior parte delle squadre vive semplicemente di sponsorizzazioni e di finanziameti di governi regionali o grandi aziende. Ma non bastano più.

Di questi tempi 16 milioni di dollari basterebbero appena a comperare la gamba sinistra di un attaccante decente del Manchester United o della Juventus. Ma questa è anche la somma che è andata al Cska di Mosca per essere arrivato alle semifinali della Champions League della Uefa. E ciò significa anche che il Cska ha incassato una cifra pari al bilancio annuale complessivo medio di una squadra di calcio russa. Se la cosa vi sorprende, sarà utile sottolineare la natura altalenante delle finanze delle squadre di calcio russe negli ultimi anni. La maggior parte vive semplicemente di sponsorizzazioni ed è finanziata o da governi regionali o da grandi aziende come Gazprom o Lukoil. Fonti di guadagno fondamentali in Occidente – come diritti televisivi, abbonamenti stagionali, contratti di licenza per la riproduzione delle magliette originali – forniscono scarsi fondi in Russia.

Alcuni anni fa le squadre di calcio russe erano così sommerse da finanziamenti e sponsorizzazioni che si diedero a una vera e propria corsa agli acquisti per comperare i migliori giocatori presenti in Europa o in Sudamerica a colpi di decine di milioni di dollari. La maggior parte degli analisti, in realtà, le aveva messe in guardia dallo spendere il doppio rispetto a quello che potevano sperare di guadagnare col rischio di finire in un vicolo cieco. Ebbene, gli analisti avevano visto giusto: adesso il calcio russo è costretto a ripensare da capo a quali possano essere prospettive finanziarie più realistiche.

Al primo manifestarsi della stretta finanziaria globale, lo stipendio annuale di 2-3 milioni di euro di cui potevano godere i migliori giocatori superava di gran lunga gli introiti effettivi perfino delle squadre più importanti. Tuttavia la prima stagione “critica” del 2009 non ha visto alcun serio tentativo di cambiare radicalmente il loro modus operandi. La maggior parte delle squadre ha semplicemente tagliato il bilancio del 10 per cento, mentre altre si sono addirittura rifiutate di ridimensionare le spese.

Il Tomsk, l’unica squadra siberiana che gioca in prima serie, è riuscito addirittura a scialacquare il suo intero bilancio annuale nei primi quattro mesi dell’anno e ha vacillato per qualche tempo sull’orlo della bancarotta totale. Fortunatamente ha ricevuto aiuti dal governo. Il premier Vladmir Putin ha ricevuto una lettera contenente una richiesta di aiuto e ha subito convocato i pezzi grossi del mondo degli affari e «caldamente suggerito» di cercare di aiutare la squadra in difficoltà che si è subito ritrovata il supporto di ben sette sponsor.

Analoghe operazioni di salvataggio hanno aiutato un’altra famosa squadra di Samara a tenersi a galla questa primavera. Non molto tempo fa il Krilya Sovetov (Ali sovietiche) godeva della reputazione di squadra in grado di richiamare enormi folle di tifosi in Europa Orientale (fino a 30mila), ma poi i boss della squadra hanno iniziato a sottoscrivere prestiti a iosa e, prima che iniziasse la stagione 2009, l’indebitamento era già di 80 milioni di dollari. Malgrado le vibrate proteste dei tifosi e l’attenzione dei media, la squadra del Samara era in procinto di andare in rovina e dire addio ai suoi sogni di gloria, almeno finché non è subentrato nuovamente Putin, che ha persuaso gli sponsor locali ad aprire i loro portafogli. Per ripagare i suoi enormi debiti la squadra ha dovuto inoltre ridurre il bilancio di due terzi.

Quando all’orizzonte si è delineata ancora un’altra vittima della crisi, la squadra del Moskva, le autorità hanno deciso di non farsi coinvolgere. Un mese prima dell’inizio della stagione calcistica 2010, Norilsk Nickel, sponsor assoluto e di fatto proprietario della squadra che aveva un enorme successo, ha ritirato il proprio supporto. Per ragioni tuttora poco chiare, ha semplicemente sciolto la squadra senza tentare di venderla ad altri investitori. Per la prima volta nella storia del calcio russo una squadra di alto livello ha abbandonato il campionato nazionale all’ultimo momento. Il suo posto è stato preso dall’Alania di Vladikavkaz, ma la drammatica uscita di scena del Moskva ha sbigottito tifosi ed esperti inducendoli a credere che nel mondo del calcio era necessario un cambiamento radicale. «Il 2010 potrebbe dimostrarsi un punto di evoluzione positivo: la precedente stagione non poteva riflettere a così breve distanza la crisi globale. In effetti il 2010 è stato il primo anno in cui i bilanci stagionali hanno riflettuto il vero potenziale del mercato del calcio» dicono gli analisti di “Finance”, rivista russa di economia.

Da vari segnali è evidente che è imminente un controllo dettagliato sulla realtà dei fatti. La recessione ha rimesso al passo lo smodato appetito delle squadre di calcio. Nessuna di esse è diventata più ricca l’anno scorso e nessuna sta più cercando nuovi record di bonifici da svariati milioni di euro. L’inverno scorso nessun contratto ha superato gli 8 milioni di dollari, segno evidente che i manager hanno imparato a tener conto di ogni singolo rublo che spendono. Anche queste ristrettezze sono però basate su supposizioni irrealistiche. Lo Zenit di San Pietroburgo è la squadra russa più ricca e spende 100 milioni di dollari l’anno. L’80 per cento dei suoi finanziamenti è fornito dal suo proprietario, il colosso Gazprom, e solo il 20 per cento delle spese dallo Zenit. Su scala inferiore, la squadra Lokomotiv, sponsorizzata dalle Ferrovie Russe, guadagna poco più di 30 milioni di dollari, ossia poco meno della metà del suo bilancio totale, il che non è male per gli standard russi. Lokomotiv ha il vantaggio di possedere uno stadio moderno che gli assicura introiti considerevoli grazie alle tribune d’onore.

La maggior parte delle squadre di calcio, tuttavia, Zenit e Lokomotiv inclusi, non rende noti i propri bilanci. L’anno scorso la Dinamo con sede a Mosca ha diffuso un rapporto sul suo bilancio da 64,7 milioni di dollari, ma poiché nessun’altra squadra ne ha seguito l’esempio, quest’anno non si è più presa la pena di farlo. Nella stagione 2010 soltanto il Cska ha reso noti i propri dati finanziari, probabilmente perché poteva vantare una forte eccedenza. Essendosi accaparrata parecchi contratti di sponsorizzazione, la squadra si aspetta di incassare 168mila dollari, una goccia nel mare rispetto al bilancio complessivo di 64,3 milioni. Per molte squadre, invece questo tipo di performance - insieme alle redditizie presenze in Champions League - resta confinato al mondo dei sogni.



Lo Zenit di Spalletti vince la Coppa Russia

Luciano Spalletti ha conquistato il primo trofeo alla guida dello Zenit: l’ex tecnico giallorosso ha portato in bacheca la seconda Coppa di Russia nella storia del club (il primo risaliva al ’99). Luciano Spalletti era stato accolto al suo arrivo in Russia con una certa diffidenza. Erano in molti a temere che dopo l’aggressivo calcio d’attacco del precedente allenatore dello Zenit, Dick Advocaat, il club pietroburghese si sarebbe concentrato sulla difesa; cosa che non sarebbe stata molto gradita ai tifosi. Spalletti, invece, non ha rivoluzionato il gioco della squadra e ha ottenuto da subito risultati brillanti. Già dopo la meritata vittoria contro il Cska di Mosca, i commentatori calcistici russi avevano affermato: «Spalletti non solo è riuscito a rafforzare la difesa dello Zenit, ma anche a entrare in sintonia con la linea di gioco della squadra» e «il campione di calcio italiano, già ai tempi della Roma, aveva avuto la brillante idea di valorizzare al meglio l’intero organico e non il singolo giocatore, ottenendo risultati efficaci». Luciano sembra soddisfatto del suo lavoro, mentre i tifosi dello Zenit sono conquistati dal suo stile impeccabile e dalla sua amabilità. Le vere sfide inizieranno in autunno con l’apertura della stagione calcistica europea, quando anche nel campionato russo si giocheranno i match decisivi e Spalletti verrà inevitabilmente messo a confronto con il suo predecessore Dick Advocaat, grazie al quale la squadra pietroburghese si era aggiudicata la vittoria nel campionato russo e aveva ottenuto la Coppa e la Supercoppa Uefa.




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