Il Bolshoi torna in Italia con due storici capolavori

La prima ballerina Svetlana Zakharovadurante uno spettacolo di danza.Foto di Andrei Melagnin

La prima ballerina Svetlana Zakharovadurante uno spettacolo di danza.Foto di Andrei Melagnin

A giudicare dalla scelta stessa del repertorio, la tournée italiana del Bolshoi è senza dubbio destinata al successo: allo spettatore viene offerto il repertorio d’oro dei brani classici collaudato nel tempo.

Il cartellone si apre con “Il lago dei cigni”, che sin dalla sua prima nel 1895 continua a essere simbolo inconfondibile del balletto russo. Il secondo spettacolo che verrà presentato al pubblico italiano, “Giselle”, ha esordito ancora prima ma è ancora nei cuori degli spettatori. In entrambi gli spettacoli, la parte principale sarà interpretata dalla prima ballerina del Bolshoi Svetlana Zakharova, la prima tra le danzatrici russe ad aver ricevuto il titolo di “diva” al teatro La Scala.

Il fatto che il Bolshoi porti in Italia due capolavori storici è in perfetta sintonia con l’attuale programma della stagione del balletto che punta sui classici. Il coreografo Aleksei Ratmanski, che ha firmato un contratto con l’American Ballet Theatre, è stato sostituito da Yuri Burlaka, conoscitore delle più antiche coreografie. Yuri, restauratore più che compositore, ha di recente messo in scena l’antica piece “Esmeralda”. Tornato al teatro, ha presentato la sua versione dell’allegro balletto classico “Precauzione inutile”. A breve torneranno in cartellone il “Romeo e Giulietta” di Grigorovich e il “Petrushka”, tributo ai 100 anni delle “stagioni russe” di Sergei Diaghilev. La stagione terminerà con la miniatura “Il giovane uomo e la morte” di Roland Petit. Gli zelanti assertori delle tradizioni possono tirare un sospiro di sollievo.

La serenità però non durerà a lungo, visto che la stagione 2010-2011 si preannuncia all’insegna della sperimentazione e in contrasto con quella attuale. Sono previste le prime russe di Forsythe, Kylián, McGregor, le prime mondiali dell’ “Apocalisse” dell’avanguardista Angelin Preljocaj e il balletto “Illusioni perdute” di Leonid Desjatnikov nella coreografia di Aleksei Ratmanski.

È stato il compositore Leonid Desyatnikov a ricevere, sei mesi fa, la carica di direttore musicale del Bolshoi. Ma la sorpresa più importante è stata un’altra mossa inaspettata della direzione del teatro: sono stati invitati a collaborare contemporaneamente cinque direttori d’orchestra, i più famosi in Russia. Aleksandr Lazarev, Teodor Currentzis, Vladimir Jurovski, Kirill Petrenko e Vasili Sinajski hanno firmato contratti nei quali sono indicate le loro prime, gli spettacoli e i concerti, ma in cui si nega loro il potere di prendere decisioni sulla politica del teatro in merito a personale e repertorio. Fino a oggi ha avuto la meglio Teodor Currentzis, che ha messo in scena l’opera “Wozzeck” di Alban Berg, prima assoluta a Mosca. L’opera è ambientata in una metropoli moderna, in cui chiunque è a rischio di diventare folle. Le parti principali, però, sono state interpretate ancora una volta da solisti stranieri. La compagnia d’opera è uno dei punti dolenti del teatro e deve essere letteralmente ricostituita. L’esperienza internazionale dei teatri senza organico fisso non ha alcuna applicazione pratica nel caso del Bolshoi. Il futuro di questo istituto culturale è legato al “teatro di repertorio” con stelle e personalità di rilievo. Oggi, finalmente, lo hanno riconosciuto e hanno aperto l’iscrizione al Programma lirico giovanile, che diventerà una specie di fucina per futuri ballerini del teatro. In marzo è stato messo in scena un altro spettacolo atipico per il Bolshoi: per la prima volta è stato presentato “Il pipistrello”, operetta di Strauss. Il programma dei prossimi mesi, invece, comprende il “Don Giovanni” di Mozart e “Il gallo d’oro” di Rimskij-Korsakov.

La tournée

“Il lago dei cigni”:
- Bari, 14-19 maggio
- Parma, 21-23

“Giselle”:
- Modena, 25-26 maggio



Vladimir Vasilev compie settant’anni

Gli spettatori italiani vedranno il balletto “Giselle” messo in scena dal leggendario ballerino e coreografo Vladimir Vasilev che questo mese ha festeggiato il suo settantesimo compleanno. Per cinquant’anni la sua vita è stata legata alla grande ballerina Ekaterina Maximova, venuta a mancare l’anno scorso. Il famoso balletto “Anjuta”, frutto di una loro collaborazione e messo in scena da Vasilev nel 1986 fu premiato in Italia come miglior spettacolo di danza.

L’Italia costituisce di per sé un paese e un’atmosfera di particolare rilevanza per Vasilev. In Italia il maestro ha lavorato per lungo tempo e attualmente intende mettere in scena un balletto ispirato a eventi reali che ebbero luogo a Napoli alla fine del XVI secolo.


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