Norilsk, viaggio nella città proibita

16 dicembre 2016 Lucia Bellinello, RBTH
Questa terra gelida ed estrema, ancora oggi chiusa agli stranieri, è la porta d’accesso per la selvaggia penisola del Taymir e l’Artico russo. Un luogo eccezionale e per questo affascinante, quasi del tutto inaccessibile


Il centro di Norilsk. Fonte: ufficio stampaIl centro di Norilsk. Fonte: ufficio stampa

Si arriva a Norilsk, la città proibita, dopo quattro ore di volo da Mosca. Il comandante annuncia l’atterraggio: “Il tempo fuori è buono. Il termometro segna -28 gradi”. Tutto intorno, solo distese di ghiaccio e neve fino a dove può arrivare lo sguardo. Sulla pista d’atterraggio fitte nuvole di condensa rotolano a pochi metri d’altezza. Fuori regna la notte polare e il sole farà capolino sulla linea dell’orizzonte solamente per una manciata di ore al giorno.

Norilsk, centro industriale dell’Artico, tra le città più inquinate, più settentrionali e più fredde al mondo, chiusa agli stranieri per l’enorme ricchezza del sottosuolo e la preziosità degli elementi estratti, è la porta d’accesso alla penisola del Taymir, tappa obbligatoria per i viaggiatori più audaci diretti nell’estremo nord. 

La città

Costruita dai prigionieri dei gulag negli anni delle grandi purghe staliniane, Norilsk è una città estrema. Estrema per la posizione geografica, per le condizioni climatiche, per l’assenza di normali vie di comunicazione con l'esterno. Ed è proprio questo suo essere estrema che la rende sotto certi aspetti terribilmente affasciante. Ecco che allora Norilsk, cumulo di palazzoni sovietici colorati con tinte brillanti per rendere meno cupo il paesaggio circostante, diventa una tappa obbligatoria per chi si spinge alla scoperta dell’Artico russo. 

Situata sopra il 69esimo parallelo non lontano dal Polo Nord, Norilsk è sorta sopra un perenne strato di permafrost che rende difficile la costruzione di edifici e infrastrutture: non esistono infatti strade né ferrovie collegate al resto del Paese. Le uniche vie d’accesso alla città sono aeree e fluviali, con navi che in estate risalgono il fiume Enisej. Buona parte della popolazione lavora nel complesso industriale Norilsk Nickel, che sfrutta l’enorme deposito di elementi chimici del sottosuolo

I luoghi da vedere

Il primo uomo a raggiungere questo territorio desolato, all’inizio del Novecento, fu il geologo russo Nikolaj Urvantsev. Dopo lunghi studi, Urvantsev riuscì a realizzare una dettagliata mappa geologica del territorio circostante e in questa zona, nell’estate del 1921, costruì la prima casa di Norilsk, oggi sede di un museo (in via Leninskij Prospekt 14A). 

Circondata da bassi edifici nel cuore della città, questa casetta in legno racconta ai visitatori come si affrontava il freddo polare in un’epoca in cui non esistevano riscaldamento né elettricità, come si trascorrevano le ore di riposo e come venivano portate avanti le ricerche degli studiosi. 

A due passi da lì si trova il principale museo cittadino (in via Leninskij Prospekt 14) che custodisce le tradizioni e la storia delle popolazioni indigene del Taymir, oltre alle particolarità della flora e della fauna locali. Una piccola sala è dedicata anche alla tragedia dei gulag. 

Una volta qui, non si può perdere l’occasione di ammirare il teatro più a nord del mondo: quello del Mayakovskij è infatti il palcoscenico più settentrionale del Pianeta ed è considerato dagli abitanti del posto l’anima culturale della città. Alla fine degli anni Trenta del Novecento a Norrilag, il campo di lavoro di Norilsk, iniziò a esibirsi la prima compagnia teatrale della zona.

Uno scorcio della città Lucia Bellinello / Rbth

Uno scorcio della città

Uno scorcio della città Lucia Bellinello / Rbth

Uno scorcio della città

Uno scorcio della città Lucia Bellinello / Rbth

Uno scorcio della città

Uno scorcio della città Lucia Bellinello / Rbth

Uno scorcio della città

Uno scorcio della città Lucia Bellinello / Rbth

Uno scorcio della città

Uno scorcio della città Lucia Bellinello / Rbth

Uno scorcio della città

 
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Attività all’aria aperta 

Noncuranti delle rigide condizioni climatiche, gli abitanti di Norilsk sono grandi amanti della pesca in qualsiasi stagione dell’anno. Ecco che allora, passando per questa città, ci si può spingere fuori dal centro abitato e partecipare a qualche battuta di caccia o di pesca insieme agli appassionati del posto. E visto che la città è circondata dalle montagne, lo sci può essere una valida alternativa: con temperature così basse, i mesi ideali per questo tipo di attività sono aprile e maggio. 

La città in cifre:

  • 170.000 gli abitanti di Norilsk
  • 9 mesi la durata dell’inverno
  • -64°C la temperatura più bassa registrata nel gennaio 2014
  • 11 tonnellate di neve per abitante cadono in media ogni inverno
In estate è possibile realizzare anche delle escursioni nei vicini laghi Lama, Glubokoe e Pyasino; durante il periodo invernale è invece consigliato avventurarsi solo in compagnia di una guida del posto. 

Oltre Norilsk, nella penisola del Taymir

A nord della città si schiude la penisola del Taymir. Una penisola che, chiusa tra i fiumi Lena ed Enisej, si affaccia sul Mar Glaciale Artico e conserva, nella natura selvaggia dei luoghi, tradizioni che si credono perdute e usanze dai più dimenticate. In questo territorio perlopiù disabitato, grande come i Paesi Bassi, la Francia e l’Inghilterra messi insieme, vivono ancora oggi antiche popolazioni indigene che fanno della natura il metronomo per scandire i ritmi delle propria vita. L’agenzia Putorana Tour organizza viaggi in questi remoti luoghi con guide locali, assicurando anche agli stranieri il rilascio del permesso di ingresso alla città di Norilsk.

Norilsk è facilmente raggiungibile in aereo da Mosca, San Pietroburgo e Krasnoyarsk, mentre nel periodo estivo si può risalire lo Enisej in nave. Nel caso in cui si stia progettando un viaggio verso questi luoghi, sarà utile prenotarlo con largo anticipo, visto che l'aeroporto della città resterà parzialmente chiuso per lavori di ristrutturazione per i prossimi due anni, e i voli saranno considerevolmente ridotti.

Fonte: Lyudmila Petukhova / RbthFonte: Lyudmila Petukhova / Rbth

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