La rinascita di Vyatskoe, il villaggio più bello della Russia

28 novembre 2016 Anastasia Semenovich, RBTH
Considerata la patria del cetriolo, questa piccola località a 300 chilometri da Mosca è rinata grazie agli investimenti di un piccolo imprenditore. E oggi è diventata meta di numerosi turisti
Vyatskoe
Vista sul villaggio di Vyatskoe. Fonte: Lori/Legion-Media

Alle porte di Vyatskoe (a 300 km da Mosca) il bus incrocia una montagna di recipienti e botti. Sul sedile posteriore qualcuno spiega che Vyatskoe è “la capitale russa del cetriolo" e la botte è il simbolo della produttività del cetriolo locale. Tuttavia, la somiglianza con un comune villaggio della profonda campagna russa si limita ai cetrioli. Il paese si distingue per la sua pianificazione tipicamente urbana: in centro troviamo grossi edifici in pietra tipici della città, senza intervalli tra loro, con stucchi in un fantasioso stile barocco. Difficile da credere, ma quasi la metà (54 su 114) degli edifici di Vyatskoe sono monumenti riconosciuti, dove si trovano dieci musei, un hotel su tre edifici, un ristorante, un cinema e un palcoscenico estivo. Spesso i villaggi russi hanno a malapena una strada asfaltata, figuriamoci musei e ristoranti.

La chiusura delle fattorie collettive

Ma fino a poco tempo fa a Vyatskoe non era tutto così bello. Negli anni 1990, la fattoria collettiva locale, che forniva posti di lavoro ai residenti, è stata chiusa. Vyatskoe è gradualmente caduta in rovina e la gente locale ha cominciato ad andarsene verso località più fortunate della regione. Nina Maltseva, una residente del posto ha detto a Rbth di ricordare i tempi sovietici, quando qui esisteva una fattoria da milioni, c’era la scuola e molta vita. Negli anni Novanta, secondo la donna, "tutto è precipitato". L'agricoltura è stata abbandonata e le scuole chiuse.

I cambiamenti sono iniziati nel 2006, quando è arrivato in paese un uomo d'affari, Oleg Zharov, e sua moglie Larissa Kovalenko. Essendo alla ricerca di una dacia, hanno acquistato e restaurato la “casa coi leoni” ridotta in rovina da un incendio, un edificio a due piani con mascheroni di leone. Poi si sono interessati alla storia di Vyatskoe e nel 2008 hanno inaugurato il Museo dello spirito d’iniziativa russo e si sono occupati del restauro del centro storico. Hanno comprato appezzamenti e costruito nuove case, decorate con mattonelle di Yaroslavl. Nel 2012, Zharov ha ricevuto un premio statale per la sua ristrutturazione del paesino, immediatamente speso nel restauro della chiesa locale.

La residente Svetlana, impiegata al museo "Casa del contadino commerciante Gorokhov", dice che all’inizio Zharov era visto come un tipo eccentrico. "In centro crescevano le ortiche, non pensavamo che il villaggio si potesse ripristinare. Alla fine siamo tutti molto grati. Ora qua è tutto ben organizzato".

Il palazzo che ospita il teatro, il cinema e il museo della città Lori/Legion-Media

Il palazzo che ospita il teatro, il cinema e il museo della città

La fonte battesimale della Cappella della città Oleg Smyslov/RIA Novosti

La fonte battesimale della Cappella della città

L’interno della casa del Mercante Contadino Gorokhov nel centro di Vyatskoe Oleg Smyslov/RIA Novosti

L’interno della casa del Mercante Contadino Gorokhov nel centro di Vyatskoe

Un angolo di pace e relax  Oleg Smyslov/RIA Novosti

Un angolo di pace e relax 

 
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La sorgente curativa

Al posto della fattoria collettiva, ora è il paese come centro storico-culturale l’“attività caratterizzante” di Vyatskoe. Adesso in questo villaggio di circa mille abitanti arrivano ogni anno 100mila turisti. Alla sola festa dell’Epifania accorrono dalle 3 alle 5mila persone. Come da tradizione, in questo giorno i fedeli in Russia si immergono nell’acqua di un lago o fiume attraverso un foro nel ghiaccio, simbolo della fonte battesimale. L'anno scorso sono state coinvolte le forze dell’ordine per regolare l'enorme flusso di visitatori che volevano immergersi in una sorgente di acque curative, altra cosa per cui è nota Vyatskoe. La fonte è all’interno di un antico edificio di mattoni rossi di una fucina, è molto accogliente, con una stufa in maiolica e delle icone.

Larissa Kovalenko racconta che la particolare mentalità locale è in gran parte dovuta alla storia del paese. Qui, per esempio, non c’è mai stata la servitù della gleba e la maggior parte dei contadini si occupava anche di commercio e artigianato. "Circa il 30% delle modanature di San Pietroburgo sono fatte a mano dagli artigiani di Vyatskoe”, affermano con orgoglio al museo locale. Dei famosi cetrioli di Vyatskoe, invece, si riforniva tutto il nord-ovest dell'impero. La tradizione del commercio del cetriolo si è mantenuta anche in periodo sovietico, tanto da permettere a una famiglia di comprarsi un’auto con i soldi guadagnati.

La chiesa locale 

Uno dei periodi più difficili della storia del paese è stata l’instaurazione del regime sovietico, quando cominciò la collettivizzazione dei ricchi poderi e la distruzione delle chiese. I residenti di Vyatskoe sono riusciti a difendere la Chiesa della Resurrezione del XVIII secolo e la Chiesa del Vecchio Credente in onore della Madre di Dio. La Chiesa della Resurrezione è stata ora rinnovata e dotata delle più moderne apparecchiature elettroniche. Qui il campanaro non serve, perché si possono controllare le campane mediante un’applicazione su smartphone. Vale la pena salire sul campanile soprattutto sul far della sera, quando si accendono le luci notturne sugli edifici storici e le pareti dei vecchi palazzi della stazione dei pompieri, dell'hotel locale e del ristorante vengono modellate dall’illuminazione laterale. Vyatskoe al crepuscolo diventa qualcosa di più di un elegante e bel villaggio. Sembra diventare un panorama su quanto di meglio esiste in Russia.

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