"Vi racconto la vita di noi sciamani"

18 gennaio 2017 Ilya Eliseev, RBTH
Rituali, credenze e tradizioni di queste misteriose figure che ancora oggi in Khakassia, nella Siberia meridionale, si presentano come intermediari tra il mondo degli uomini e quello degli spiriti

Uno sciamano durante un rituale. Fonte: Aleksandr Kolbasov / TassUno sciamano durante un rituale. Fonte: Aleksandr Kolbasov / Tass

Lo sciamano è un intermediario tra il mondo degli uomini e il mondo degli spiriti. I khakassi credono che ogni essere vivente abbia un'anima. Nella loro visione del mondo, le montagne, i fiumi, le steppe e il cielo partecipano alla vita di una persona accanto alle divinità e agli spiriti degli antenati.

Il dono dello sciamanesimo è ereditario: secondo le leggende locali, gli antenati scelgono uno dei loro discendenti e lo istruiscono. Chi ha il coraggio di disobbedire viene severamente punito con la malattia, la sfortuna e una morte dolorosa: gli spiriti non tollerano alcuna defezione.

Lo sciamano che parla con la Morte

Akh Aba (Orso polare in lingua khakassa) ha iniziato a praticare riti sciamanici 12 anni fa. All'età di dieci anni si ammalò gravemente e tutta la parte inferiore del suo corpo rimase paralizzata. I medici non furono in grado di determinare la causa della malattia, ma stabilirono che sarebbe morta presto. La ragazza fu curata da un’anziana strega, convinta che la bambina avesse cominciato a soffrire della "malattia dello sciamano". "Ho il sospetto che il mio destino fu deciso in quel momento", ride Akh Aba, raccontando la sua storia.

Akh Aba ha passato 30 anni cercando di sfuggire alla sua vera vocazione. Ma nei suoi sogni, i suoi antenati l’andavano spesso a trovare chiedendole di prendere il sentiero che era stato scelto per lei. Quando lei si rifiutò, loro iniziarono a torturare il suo corpo, qualsiasi lavoro facesse le generava un malanno o altri problemi. Gli spiriti degli antenati che infierivano su di lei le spiegarono che avrebbero continuato così finché non sarebbe diventata uno sciamano. Oggi Akh Aba aiuta le persone: sostiene di guarire i malati, di prevedere il futuro e di guidare le anime dei morti all'altro mondo.

Uno sciamano durante un rituale. Fonte: Aleksandr Kolbasov / TassUno sciamano durante un rituale. Fonte: Aleksandr Kolbasov / Tass

Ogni sciamano ha la sua "specializzazione", ognuno è più o meno abile nello svolgere certi riti. Durante i suoi rituali, Akh Aba fa un patto con la morte per far sì che non abbia la meglio su chi sembrava destinato a morire. I rituali che esegue sono considerati tra i più pericolosi e difficili, perché la morte a volte non richiede solo la carne e il sangue di animali appena macellati, ma anche anni di vita dello sciamano.

Secondo la maggior parte delle mitologie dei popoli indigeni siberiani, l'universo è diviso in tre parti: il mondo superiore, quello di mezzo e il mondo inferiore. Il primo è abitato dalle divinità, la seconda dalle persone e la terza dalle anime dei morti. Gli spiriti, chiamati tyosi in lingua khakassa, vivono in ogni mondo e sono la fonte del potere di uno sciamano

Lo sciamanesimo è presente in tutto il territorio della Russia, dalla Karelia al Bajkal. Di tanto in tanto, le storie dei popoli indigeni che si sono stanziati in questo territorio parlano di sciamani che possono comunicare con il mondo degli spiriti. In Siberia, lo sciamanesimo è ben sviluppato negli insediamenti, villaggi e città di Buriatia, Altaj, Tuva e Khakassia.

Il mangiatore di anime

Lo shamano Bek è morto per la prima volta nel 2012. Il suo cuore si è quasi fermato ed entrò in una trance molto profonda. Mentre il suo corpo rimase nel mondo di mezzo, la sua anima viaggiò, comunicando con gli antenati e gli spiriti protettori, ricevendo istruzioni e studiando la struttura dell'Universo.

Proprio allora Bek apprese che avrebbe fatto spesso questi viaggi, aiutando così le altre persone. Da allora Bek acquisì l'abilità di "viaggiare nel mondo dei morti", una capacità ritenuta estremamente pericolosa, perché lo sciamano potrebbe non riuscire a ritornare dall’aldilà. In media, egli "muore" qualche decina di volte all'anno.

A volte Bek è posseduto dallo spirito chiamato Khuu Pas, il “mangiatore di anime”. Questo spirito maligno e crudele aiuta lo sciamano, ma chiede in cambio un pesante pedaggio. Tuttavia, quando a Bek viene chiesto di intervenire su un caso di grave malattia, non può curare il paziente senza l’aiuto del “mangiatore di anime”.

Secondo gli sciamani, gli spiriti non possono essere visti come benigni o maligni. Ogni creatura può fare del male o del bene, la cosa più importante è trovare con loro un accordo. Normalmente, gli spiriti vengono placati con dei sacrifici: latte, vodka, dolci e carne di animali macellati durante specifici rituali

Anche i valori morali tra sciamani variano: dicono di poter curare, ma possono anche maledire, a seconda dell’obiettivo. L'unica cosa che non possono fare è rifiutarsi di aiutare le persone. Gli sciamani che lo fanno vengono puniti dai loro spiriti, che sottraggono loro la salute, i poteri e la sanità mentale.

Uno sciamano durante un rituale. Fonte: Aleksandr Kolbasov / TassUno sciamano durante un rituale. Fonte: Aleksandr Kolbasov / Tass

Il percorso verso l'eternità

Altyn Ay (Luna dorata in lingua khakassa) ha seguito le orme del suo prozio. Egli era un grande sciamano, e pochi anni dopo la sua morte, apparve alla sua pronipote. Sotto la sua guida, Altyn Ay fece i primi passi lungo il proprio percorso di sciamano: sia in sogno che nella veglia, iniziò a vedere il mondo degli spiriti. In Khakassia divenne discepola di Bek, ma poi continuò a imparare da Akh Aba. Attualmente si trova in viaggio per luoghi sacri e santuari tribali, ma quando la neve si scioglierà, riprenderà in mano il tamburo dello sciamano.

Altyn Ay dice di temere il proprio destino, perché una persona diventa sciamano per sempre; neanche la morte porta liberazione. Nell'aldilà, lo spirito di uno sciamano troverà un posto permanente nell’altare del proprio clan e offrirà guida e aiuto ai suoi discendenti.

La maggior parte degli sciamani sono soli. Gli spiriti spesso impediscono loro di mettere su famiglia o di occuparsi di qualsiasi altra cosa al di fuori dei rituali sacri. Gli sciamani sono spesso in lotta tra loro perché i loro spiriti sono in contrasto, e gli sciamani cercano di scoprire chi è il più forte. Tali conflitti impediscono relazioni a lungo termine e strette amicizie

La gente comune generalmente non riesce a comprendere gli sciamani. Essi vivono al confine tra due mondi e hanno una propria visione di entrambi.

Uno sciamano durante un rituale. Fonte: Aleksandr Kolbasov / TassUno sciamano durante un rituale. Fonte: Aleksandr Kolbasov / Tass

Al confine tra due mondi

Nessuno degli sciamani che ha condiviso la propria storia con noi ha scelto questo come proprio destino. Erano persone normali, riluttanti verso il cambiamento, ma alla fine hanno accettato la loro vera vocazione.

Gli sciamani sono sinceri sulle loro credenze e un sacco di persone hanno bisogno del loro aiuto: in centinaia si riuniscono per assistere ai loro riti in Khakassia. Per esempio, Chyl Pazyl, il capodanno khakasso che si celebra alla fine di marzo, riunisce quasi tutta la popolazione indigena della Repubblica. Le credenze antiche esistono nella Russia moderna o adattandosi alla realtà contemporanea o trascurandola completamente.

Gli sciamani non cercano pubblicità e spesso nascondono il proprio vero nome, certi che questo li protegga dagli intrighi dei loro nemici e dagli spiriti maligni

Anche mentre parlano tra loro, preferiscono usare pseudonimi. Molti sciamani non amano essere fotografati perché hanno paura dei funzionari statali o di una eccessiva attenzione del pubblico.

Disclaimer per le fotografie: nel rispetto delle loro credenze, i personaggi della storia non sono stati fotografati. Nella foto sono rappresentati altri sciamani siberiani.

Nel rispetto delle loro credenze, i personaggi della storia non sono stati fotografati. Nelle foto sono rappresentati altri sciamani siberiani.

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