Così i russi riuscivano a prevedere il tempo

20 marzo 2017 Daria Krylova, RBTH
Caldo e gelo, uragani e piogge: fin dall’antichità in questo Paese si poteva intuire il cambiare delle stagioni grazie all’aiuto fornito da piante, uccelli e altri animali

In molti villaggi disseminati nell’immenso territorio della Russia anche oggi non esistono antenne per la ricezione televisiva, né radio. Come fanno allora i russi che vivono in quelle zone a stabilire che tempo farà e a proteggere se stessi e i campi dal gelo o dalla calura? Attraverso segnali già presenti nella mitologia slava antica e nel folklore.

Tramandati oralmente, tali segnali fungono ancora oggi da “barometri” e “termometri” non solo per gli abitanti delle campagne, ma anche per quelli delle città. Eccone alcuni che aiutano i russi a difendersi dai fenomeni naturali.

Segnali invernali

Il villaggio di Bobrovka coperto dalla neve. Fonte: Aleksej Malgavko/RIA NovostiIl villaggio di Bobrovka coperto dalla neve. Fonte: Aleksej Malgavko/RIA Novosti

Un gatto che dorme acciambellato, col naso coperto dalla zampa; un corvo che nasconde il becco sotto l’ala; dei passeri che si nascondono sotto un mucchio di ramoscelli e le grida dei ciuffolotti sono tutti segnali che preannunciano l’arrivo del freddo.

La spiegazione è semplice: i corvi e i passeri vanno in cerca di un posto caldo dove ripararsi dal freddo, mentre il ciuffolotto, che è un un uccello invernale, anticipa il freddo e si rallegra dell’arrivo della “sua” stagione.

Tra i segnali invernali ve ne sono anche alcuni che indicano che sta per sopraggiungere il disgelo o che la primavera è in arrivo. Per esempio, il cielo che si tinge all’improvviso d’azzurro sopra il bosco o il crepuscolo serale che si spegne rapidamente.

Il fumo che fuoriesce dal camino dritto come un fuso preannuncia il bel tempo; mentre il suo fluire disordinato in varie direzioni può predire, al contrario, l’arrivo di una tempesta.

Segnali primaverili

Un uccellino si nutre di bacche su un ramo. Fonte: Vladimir Smirnov/TASSUn uccellino si nutre di bacche su un ramo. Fonte: Vladimir Smirnov/TASS

Il lungo inverno russo imponeva e impone tuttora di cercare dovunque segnali di disgelo: quando si sentirà finalmente aria di primavera?

Nei tempi antichi si riteneva che se la neve a nord si scioglie, le allodole compaiono e il gatto si mette a dormire sul pavimento il bel tempo è vicino e durerà a lungo.

Ma se volano i fringuelli, a sud la neve si scioglie e scorre molta acqua, allora, purtroppo, tornerà il freddo.

Segnali estivi

Una rana in uno stagno vicino a Yalta, in Crimea. Fonte: Konstantin Chalabov/RIA NovostiUna rana in uno stagno vicino a Yalta, in Crimea. Fonte: Konstantin Chalabov/RIA Novosti

L’estate in Russia è breve e in molte regioni arida. Se non c’è acqua, non ci saranno neppure i raccolti, perciò durante l’estate la gente scrutava con attenzione se i fiori si chiudevano, se le rane gracidavano nello stagno, i granchi strisciavano fino a riva e il tuono rombava senza fermarsi. Tutti questi segnali preannunciavano l’arrivo della pioggia.

Un’altra minaccia per gli antichi slavi era costituita dai geli improvvisi. Per questo si osservavano il volo degli uccelli, delle api e il sole. Se gli uccelli gridavano o volavano bassi, se passavano sciami di api o se intorno al sole si scorgevano degli anelli sarebbe sopraggiunto il freddo.

Segnali autunnali

Donna con ombrello a Novosibirsk. Fonte: Aleksandr Kryazhev/RIA NovostiDonna con ombrello a Novosibirsk. Fonte: Aleksandr Kryazhev/RIA Novosti

Sorbo, funghi, noci, anatre, lepri e scoiattoli sono segni distintivi dell’autunno.

Se il sorbo fiorisce in ritardo, l’autunno sarà lungo. Una fioritura di questa pianta preannuncia un inverno freddo, mentre se le foglie del sorbo appassiscono e restano attaccate ai rami fino all’inverno, il gelo sarà intenso.

Se c’è una grande abbondanza di noci, ma i funghi sono pochi, meglio aspettarsi molta neve e freddi intensi.  

Le anatre che nuotano sul fiume anche sotto la pioggia gelida sono un ottimo segnale e stanno a indicare che presto il freddo finirà. Se la pelliccia delle lepri diventa bianca o lo scoiattolo costruisce la sua tana in alto meglio prepararsi a un inverno gelido.

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