Le 8 donne russe più influenti del Paese

8 marzo 2017 Oleg Egorov
Dall’amministrazione alla moda, dall’arte alla politica, ecco chi sono le signore più conosciute e importanti della Russia

 

Valentina Matvienko, speaker del Consiglio della Federazione

Quella di speaker della Camera alta del Parlamento russo (Consiglio della Federazione) è la terza carica più importante dello Stato dopo quella del Presidente e del primo ministro. Il percorso intrapreso da Valentina Matvienko prima di ricoprire questo ruolo è stato lungo: negli anni '70-'80 ha lavorato nel Partito comunista di Leningrado, dopo la dissoluzione dell’Urss è stata nominata ambasciatrice a Malta e in Grecia, mentre negli anni 2000 è rientrata a San Pietroburgo ormai per occupare il posto di governatrice.

Dopo aver abbandonato la carica di governatrice, nel 2011 la Matvienko è diventata presidente del Consiglio della Federazione. Appoggia incondizionatamente la politica di Vladimir Putin, critica le sanzioni occidentali (da quando lei è in carica la Russia non è più membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa) e si dichiara a favore di un’estensione dei poteri alle regioni. La Matvienko si è espressa più a volte anche per un potenziamento del ruolo delle donne nella politica e in febbraio ha dichiarato con ironia che “i politici uomini con il loro stile rude non sono stati in grado di governare il mondo”.

Elena Isinbaeva, due volte campionessa olimpica di salto con l’asta

Nel 2016 Elena Isinbaeva, la più celebre campionessa di atletica leggera russa, detentrice di 28 record mondiali, ha chiuso tristemente la sua carriera. La Federazione internazionale di atletica leggera (Iaaf) non ha ammesso la Isinbaeva e altre atlete russe ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro a causa dello scandalo del doping, sebbene la Isinbaeva non fosse stata scoperta a fare uso di sostanze proibite.

“Non mi hanno permesso di abbandonare con onore lo sport” aveva dichiarato la Isinbaeva che però non è rimasta inattiva: nell’agosto 2016 è stata scelta come membro della Commissione atleti del Cio, dove ha promesso  che non consentirà in futuro altri atti ingiusti nei confronti della Russia. La Isinbaeva è membro del Comitato olimpico russo e anche responsabile della commissione di controllo dell’Agenzia antidoping russa. In tono scherzoso ha alluso  a una sua eventuale partecipazione alle Olimpiadi di Tokio del 2020.

Zelfira Tregulova, direttrice della Galleria Tretjakov

Zelfira Tregulova è una dei manager russi più esperti tra quelli che operano in ambito culturale. Prima di diventare direttrice della Galleria Tretjakov nel 2015, la Tregulova aveva collaborato con altri prestigiosi musei del paese come il Centro espositivo di Stato “Rosizo” e i Musei del Cremlino e ancora in precedenza aveva curato mostre di arte russa negli Stati Uniti, in Germania e in Italia.

Sotto la sua direzione l’indice di gradimento della Galleria Tretjakov ha registrato un’impennata. Per la prima volta dopo lungo tempo le mostre allestite dal museo sono diventate dei grandi eventi culturali. La mostra su Valentin Serov ha avuto una presenza quotidiana di 4800 visitatori, mentre i biglietti per la mostra sui capolavori del Vaticano sono andati a ruba nell’arco di 15 minuti. Secondo i colleghi  “Grazie alla gestione della Tregulova la Tretjakov sta ora vivendo un nuovo rinascimento”. 

Elvira Nabiullina, presidente della Banca centrale di Russia

L’ex ministra per lo Sviluppo economico, Elvira Nabiullina, è arrivata alla Banca centrale di Russia nel 2013, prima dell’esplosione della grave crisi economica, quando l’inflazione in Russia è balzata dal 6 all’11%. Per contrastare la crisi la Nabiullina ha introdotto una rigida politica mirata a contenere l’inflazione a prezzo dell’aumento del tasso d’interesse della Banca centrale e della chiusura di oltre 300 istituti bancari russi.

Le misure introdotte dalla Nabiullina, insieme alla stabilizzazione dei prezzi petroliferi, hanno consentito di rafforzare il rublo: nel 2016 l’inflazione è scesa al 5,4%, vale a dire al suo minimo storico. La direttrice della Banca centrale confida che nel 2017 l’economia del paese si avvii verso un trend di crescita. Benché una parte degli analisti ritenga che il rublo sia stato pericolosamente sopravvalutato, il giornale economico Global Finance ha molto apprezzato i progressi ottenuti dalla Nabiullina, che le hanno fatto guadagnare nel 2016 l’ottavo posto nella classifica dei migliori direttori delle banche mondiali.

Marija Zakharova, rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri

Nel 2015 la diplomatica e sinologa Marija Zakharova è diventata la prima donna a capo del Dipartimento dell’informazione e della stampa del Ministero degli Affari Esteri russo. La Zakharova, una delle figure più influenti della diplomazia russa, settimanalmente coordina un briefing dove spiega la posizione di Mosca nell’agenda internazionale e s’intrattiene con la stampa.

Prima di diventare la rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri, la Zakharova aveva espresso la necessità di un’interazione più informale e assidua tra il dicastero e il mondo esterno. Dei briefing dà notizia con i suoi post su Facebook dove talvolta stigmatizza con ironia i giudizi dei detrattori della Russia. La rappresentante del Ministero degli Affari Esteri si discosta notevolmente dalla classica immagine del diplomatico di scuola sovietica, chiuso e riservato: può lanciarsi in un ballo popolare russo al summit dell’Asean (Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico) o incitare  i presenti a intonare una canzone a favore di Bashar Assad in Eurovisione.

Chulpan Khamatova, attrice e cofondatrice di una fondazione di beneficenza

Quando nel maggio 2016 la società di ricerche demoscopiche YouGov ha intervistato i russi su quali fossero le loro star femminili preferite al secondo posto è risultata Chulpan Khamatova, subito dopo Angelina Jolie.  Nella sua carriera ventennale la Khamatova ha girato circa 50 film e serial televisivi, e da quel che racconta, recita mensilmente in 20 spettacoli, ma in Russia non è amata solo per il suo talento d’attrice.

Nel 2006 la Khamatova ha fondato, insieme a un’altra collega, Dina Korzun, una delle prime fondazioni di beneficenza russe, “Podari zhizn” (Dona la vita).  Tutto ha avuto inizio da uno dei tanti concerti benefici a cui ha presenziato, organizzato per raccogliere 200 mila dollari destinati all’acquisto di attrezzature per un ospedale oncologico per l’infanzia. Alla fine le due attrici hanno preso molto sul serio la loro missione benefica. Nei suoi 10 anni di attività “Podari zhizn” ha aiutato 30 mila bambini affetti da tumore e da altre gravi patologie. “Seguo i medici e le persone in cui credo” ha detto la Khamatova parlando del suo lavoro alla fondazione.

Diana Vishneva, prima ballerina del Teatro Marinskij

“La mia vita fuori dal teatro era sostanzialmente fatta solo di esercizi” ricorda Diana Vishneva quando racconta del suo lavoro in Occidente. La Vishneva è una delle più infaticabili danzatrici del mondo. Nella sua intervista racconta che prova 6 ore tutti i giorni, mentre i suoi colleghi si limitano a 1-2 ore.

L’incredibile tenacia della Vishneva, unita al suo prodigioso talento, l’hanno resa celebre come una tra le migliori ballerine del mondo. Si esibisce sui più prestigiosi palcoscenici internazionali da quello del Teatro Alla Scala al Convent Garden. La Vishneva non teme le novità: interpreta il repertorio classico, ma anche le coreografie contemporanee, e presenta periodicamente dei progetti sperimentali e d’avanguardia. Dal 2013 organizza il festival “Context. Diana Vishneva” a cui partecipano giovani danzatori e coreografi russi e stranieri. Dopo 20 anni di carriera la Vishneva continua a essere una delle più importanti stelle del balletto russo.

Uljana Sergeenko, stilista dell’alta moda

Gli stilisti russi si possono dividere in due categorie: quelli che si orientano su un pubblico interno, e sono poco famosi all’estero, e quelli, che al contrario, danno lustro all’immagine della Russia in Occidente, ma non riscuotono successo nel paese. Uljana Sergeenko, creatrice del marchio Uljana Sergeenko (lanciato nel 2013), appartiene a questa seconda categoria: i suoi modelli haut couture è più facile vederli alle sfilate della Settimana della moda di Parigi che sulle passerelle russe.

Malgrado ciò, la Sergeenko dichiara: “Il nostro è un brand assolutamente russo anche se la nostra vetrina è a Parigi”. Nel creare le sue collezioni si ispira alla cultura russa e all’esperienza delle donne sovietiche, che senza case di moda e couture, si confezionavano gli abiti da sole con i materiali che avevano a disposizione. Certo, le mise di Uljana Sergeenko sono molto più care e prestigiose e vengono indossate da Lady Gaga, Rihanna e Beyoncé, ma le loro radici sono russe. 

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