Perché Mosca è chiamata la Terza Roma?

29 marzo 2017 Oleg Egorov, RBTH
Il primo a definirla così, all'inizio del Cinquecento, fu il monaco ortodosso Filofej in una sua lettera indirizzata al Gran Principe di Mosca con la quale lo esortava a combattere l’eresia

Disegno di Varvara GrankovaDisegno di Varvara Grankova

In Russia Mosca viene chiamata in molteplici modi, esistono vari appellativi e nomignoli per designare la capitale. Alcuni sono epiteti che denotano rispetto come “pervoprestolnaja” (la vetusta) che indica come fu proprio Mosca a essere la prima capitale del giovane Stato russo, mentre “zlatoglavaja” (coronata d’oro) allude alle cupole dorate delle chiese moscovite. Viene chiamata anche con l’epiteto scherzoso di “nerezinovaja” (non espandibile) per alludere quanto sia difficile trovare nell’immensa Mosca un posto in cui vivere e anche con quello di “grande villaggio”. Ma uno dei più ricorrentI  è quello di “Terza Roma”. Da dove deriva?

Erede di Roma e Costantinopoli

Il primo a chiamare Mosca la Terza Roma fu il monaco ortodosso Filofej che scrisse tra il 1523 e il 1524 una lettera al Gran Principe di Mosca in cui lo esortava a combattere l’eresia. A detta del monaco, il Principato di Mosca restava l’utimo baluardo della vera fede. “Tutti i regni cristiani sono giunti alla loro fine e si sono fusi nell’unico regno del nostro sovrano”, scriveva Filofej in una delle sue lettere. “Due Rome sono cadute, ma la terza resiste e non ve ne sarà una quarta”.

La Prima Roma nell’accezione usata da Filofej è la vera Roma, la capitale dell’Impero romano, che aveva unito sotto il suo dominio decine di popoli. Nel IV secolo il cristianesimo stava progressivamente diventando la religione dominante nell’impero un tempo pagano e Roma diventò la capitale del mondo cristiano. La sua erede fu Costantinopoli, la città più importante dell’impero di Bisanzio, dove, dopo il primo grande scisma verificatosi nel 1054 all’interno del cristianesimo che separò la Chiesa cattolica da quella ortodossa, si radicò l’ortodossia. Nella visione ortodossa la Roma cattolica era caduta perché preda dell’eresia e la vera capitale del mondo cristiano divenne la “Seconda Roma”, Costantinopoli.

Come osserva la storica Svetlana Lure, nel X secolo in seguito alla conversione al cristianesimo della Rus i russi riconobbero l’autorità dell’imperatore di Bisanzio quale protettore di tutti i cristiani, ma dopo qualche secolo crollò anche la “Seconda Roma”: nel 1453 l’impero ottomano conquistò Costantinopoli indebolita dalle crisi politiche interne e la ribattezzò con il nome di Istanbul. La principale capitale dell’ortodossia divenne così Mosca che tra il XV e il XVI secolo aveva unificato una congerie di territori sparsi intorno a sé.

Un’idea dimenticata

Come scrive lo storico americano Marshall Poe, autore del saggio “Moscow, the Third Rome: the origins and transformations of a Pivotal moment”, l’idea della Terza Roma viene spesso usata in Occidente per spiegare la politica estera prima sovietica e poi russa quasi che alla sua base vi fosse un progetto espansionista di creazione di un impero simile a quello di Roma. Lo stesso Poe ritiene questa visione poco fondata: “Questo [l’idea della Terza Roma] non spiega nulla delle tendenze che si sono affermate in prospettiva nella politica estera russa e nella psicologia nazionale russa” .

A detta dello storico, il significato di questa concezione è stato enfatizzato. Infatti, dopo essere stata enunciata dal monaco Filofej alla fine del XVI secolo, nei tre secoli successivi l’idea della “Terza Roma” venne efficacemente rimossa. Lo stato russo si è espanso non grazie ai sogni di chi aveva governato l’impero ortodosso, ma per una serie di fattori più oggettivi: la lotta per le risorse, lo sbocco ai mari.

L’idea di Filofej venne ripresa per la prima volta nella seconda metà del XIX secolo durante il regno dell’imperatore Alessandro II quando la lettera del monaco venne pubblicata con una massiccia tiratura. La concezione di Mosca come “Terza Roma” fu impugnata dal movimento russo panslavista che auspicava un’unione di tutti i popoli slavi sotto l’egida dell’Impero russo. Ma dopo la rivoluzione del 1917 e l’avvento al potere dei comunisti le idee panslaviste si dissolsero.

La città sui sette colli

Oltre allo status di capitale dell’impero nella fase medievale, poco accomuna Mosca a Roma: l’architettura presente nella capitale della Russia è completamente diversa e il clima è assai più rigido. Uno dei pochi punti di contatto tra Mosca e Roma è l’ubicazione su sette colline.

Lo storico Aleksandr Frolov, esperto di Mosca, spiega, tuttavia, che la definizione di città sui sette colli non corrisponde a verità. A detta di Froilov, nelle cronache vengono menzionate delle piccole alture che è ben difficile definire colli. L’unico vero colle è il Borovitskij su cui si trova tuttora il Cremlino di Mosca. Gli altri, secondo lo storico, sarebbero solo una bella leggenda. “Il frutto dell’immaginazione di alcuni romantici a cui stava molto a cuore definire Mosca come la ‘Terza Roma’”, conclude.

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