Irina Slutskaya, il mito di Carolina Kostner

La pattinatrice russa, ai vertici dal 1994 al 2005 tra medaglie olimpiche, mondiali ed europee, che ha sconfitto anche la malattia ed è tornata a vincere, è oggi ambasciatrice di Sochi 2014 e punta sull'italiana
La pattinatrice Irina Slutskaya, la prima atleta russa ad aggiudicarsi un titolo europeo (Foto: Itar-Tass)
La pattinatrice Irina Slutskaya, la prima atleta russa ad aggiudicarsi un titolo europeo (Foto: Itar-Tass)

Classe, successi, longevità. L’Italia non ha ancora smesso di celebrare l’ultima impresa di Carolina Kostner, medaglia d’argento ai mondiali di pattinaggio a London, Canada, alle spalle dell’imbattibile Yu-Na Kim. Un esempio, l’atleta di Bolzano. Cinque podi iridati, 11 partecipazioni messe in fila. Una carriera decennale. Come quella di Irina Slutskaya. Il mito del pattinaggio russo, fonte d’ispirazione per la carriera della Kostner, ai vertici assoluti dal 1994 al 2005, sino ai 26 anni.

Tra successi, cadute, malattia, rinascita. Quaranta medaglie d’oro, 21 d’argento, 18 di bronzo. Prima atleta russa ad aggiudicarsi un titolo europeo – sette in totale in bacheca – e un argento olimpico. E un bronzo alle Olimpiadi invernali di Torino 2006 con due allori ai Mondiali 2002 e 2005.

Insomma, un fenomeno, espressione della straordinaria scuola russa, che si divide da sempre il trono mondiale con Usa e Asia. Velocità, trottole complesse e una grande qualità naturale nei salti. Ha inventato la trottola in posizione Biellmann con cambio di piede ed è stata la prima atleta a eseguire la combinazione di salti triplo Lutz – triplo Loop, circa 13 anni fa.

Ai Giochi torinesi aveva sulle spalle le ansie di un intero Paese che temeva di perdere la sua leadership tecnica nella specialità. E che era stato in pena due anni prima per una malattia, la vasculite – danneggiamento delle pareti dei vasi sanguigni - che diversi specialisti non erano riusciti a diagnosticarle. Poi, le cure, la sofferenza. E il ritorno alle gare, con il titolo europeo e poi mondiale.

Come accade solo ai fuoriclasse. Il bronzo di Torino è stato il suo ultimo grande risultato. Anche se le aspettative, sue e del Paese russo, erano tutte per la medaglia più pregiata. Dopo le Olimpiadi italiane, la Slutskaya annunciava la fine della sua carriera agonistica e nel 2007 diventava madre.

Ora, dopo un breve cameo da cantante, si dedica alla carriera televisiva: per due anni ha presentato in Russia lo show televisivo di pattinaggio “Stars on Ice” con l’icona maschile russa del pattinaggio, Evgeny Plushenko. E si è messa alla prova come attrice nella serie televisiva “Hot Ice”, che narra della vita degli atleti di pattinaggio su ghiaccio.

Ora è ambasciatrice delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014. La sua favorita per la medaglia d’oro? Carolina Kostner, naturalmente. “Leggera, elegante, potrebbe essere la regina di Sochi”, ha detto la Slutskaya in un’intervista. Investitura da campionessa.

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