Voronenkov, lo strano caso del politico russo ucciso a Kiev

24 marzo 2017 Oleg Egorov, RBTH
Chi era l'ex deputato della Duma freddato nel centro della capitale ucraina? Chi si potrebbe celare dietro l'omicidio? I retroscena di un assassinio che potrebbe causare nuove tensioni tra i due Paesi

Denis Voronenkov insieme alla moglie Maria Maksakova, in una foto scattata durante le riprese del film "Nemtsov" di Vladimir Kara-Murza a Kiev, in Ucraina, febbraio 2017. Fonte: ReutersDenis Voronenkov insieme alla moglie Maria Maksakova, in una foto scattata durante le riprese del film "Nemtsov" di Vladimir Kara-Murza a Kiev, in Ucraina, febbraio 2017. Fonte: Reuters

Stava passando davanti all’hotel “Premier palace”, nel centro di Kiev, in Ucraina, quando qualcuno ha sparato contro di lui otto colpi d’arma da fuoco. È morto così il 23 marzo l’ex deputato della Duma russa Denis Voronenkov. A detta dei testimoni, l’aggressore, un ragazzo di 29 anni, già ricercato dalle forze dell’ordine, avrebbe agito da solo e sarebbe morto a seguito delle ferite riportate dai colpi inflitti dalla guardia del corpo di Voronenkov, che ha risposto al fuoco.

Chi era Voronenkov

Voronenkov ha rivestito l’incarico di deputato al Parlamento russo dal 2011 al 2016, ma nel 2014 la Commissione d’inchiesta aveva esortato la Duma di privarlo dell’immunità parlamentare: il deputato era infatti stato accusato di frode. Nell’autunno 2016 Voronenkov ha lasciato la Russia e, insieme alla moglie, Maria Maksakova, anche lei ex deputata della Duma, si è trasferito in Ucraina. Nel frattempo la Russia aveva emesso contro di lui un mandato di cattura internazionale, arrestandolo in contumacia.

Convinto che le accuse di Mosca al suo indirizzo avessero un carattere politico e dipendessero dalle testimonianze che aveva reso alla Procura generale dell’Ucraina in merito al caso di alto tradimento dell’ex presidente Viktor Yanukovich, Voronenkov in più di un’occasione si era pronunciato contro la Federazione. Aveva inoltre criticato Mosca per la questione della Crimea nonostante nel 2014, come deputato della Duma, avesse votato a favore di questa risoluzione.

Le reazioni all’omicidio

Subito dopo l’uccisione di Voronenkov le autorità ucraine hanno lanciato accuse contro la Russia, a loro dire possibile responsabile dell’episodio. Il Presidente Petro Poroshenko ha definito l’accaduto un “atto di terrorismo” e ha visto nell’omicidio la “firma evidente dei servizi segreti russi”. Il procuratore generale Yurij Lutsenko ha rilevato che Voronenkov aveva reso preziose testimonianze sul caso Yanukovich e che la Russia ha voluto inscenare "un'esecuzione esemplare" del testimone.

La moglie della vittima, Maria Maksakova, poco dopo l’omicidio. Kiev, Ucraina, 23 marzo 2017. Fonte: ReutersLa moglie della vittima, Maria Maksakova, poco dopo l’omicidio. Kiev, Ucraina, 23 marzo 2017. Fonte: Reuters

Accusa ovviamente respinta da politici e funzionari russi. Il portavoce del Presidente, Dmitrij Peskov, ha definito assurde le dichiarazioni ucraine sull’eventualità di una pista russa nell’omicidio, sottolineando che la parte ucraina non è riuscita a garantire la sicurezza di Voronenkov. “L’uccisione di un uomo è sempre una tragedia”, ha osservato Peskov.

Peskov ha anche espresso la speranza che l’Ucraina possa fare piena luce sulle circostanze del crimine. Tuttavia, Marija Zakharova, rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo, ha dichiarato che le affrettate accuse lanciate all’indirizzo della Russia dimostrano che "l’inchiesta non può essere né imparziale, né obiettiva". Zakharova ha quindi espresso il proprio cordoglio ai parenti e agli amici di Voronenkov.

Le ipotesi

Le autorità ucraine insistono sulla versione che nell’uccisione di Voronenkov sia coinvolta la Russia. Un ex deputato della Duma, l’esule politico Ilja Ponomarev (Ponomarev vive a Kiev e Voronenkov si stava recando a un appuntamento con lui quando è stato ucciso, ndr) concorda con loro. "Voronenkov era estremamente pericoloso per gli uomini dei servizi segreti russi", ha scritto Ponomarev su Facebook.

Aleksej Mukhin, direttore del Centro russo d’informazione politica, ritiene che questo punto di vista sia discutibile: i servizi segreti russi non avevano bisogno di Voronenkov. "Orma era un soggetto inflazionato, aveva già criticato ripetutamente la Russia, reso tutte le testimonianze e concesso tutte le interviste possibili", ha dichiarato Mukhin a Rbth. Secondo il politologo, l’uccisione del politico esule nel centro di Kiev, una città di tre milioni di abitanti, ha subito gettato dei sospetti sulla Russia, non ultimo quello di aver fatto comodo ai servizi segreti.

Lo stesso Mukhin ritiene che l’assassinio avrebbe potuto essere stato organizzato dai servizi segreti ucraini per accusare il Cremlino. Dello stesso avviso sono anche alcuni politici russi: Evgenij Revenko, tra gli altri, deputato di "Russia Unita", il partito al governo, ha dichiarato che "si ha a che fare con una provocazione cinica e crudele dei servizi segreti ucraini".

Il luogo dell’omicidio. Kiev, Ucraina, 23 marzo 2017. Fonte: ZUMA Press/Global Look PressIl luogo dell’omicidio. Kiev, Ucraina, 23 marzo 2017. Fonte: ZUMA Press/Global Look Press

Le ombre dietro l’omicidio

Un’altra interpretazione dell’accaduto ricollega l’uccisione di Voronenkov ai suoi affari e agli interessi economici. Così il vicepresidente della Commisione difesa e sicurezza del Consiglio federale, Frants Klintsevich, menziona i legami di Voronenkov con il mondo degli affari illegali. "Ha maneggiato grandi quantità di denaro ‘sporco’ e questo è sempre pericoloso", ha detto Klintsevich, così come riporta l’agenzia Ria novosti.

Dello stesso avviso è Ruslan Milchenko, direttore del Centro di informazione federale Analisi e Sicurezza. "Voronenkov era coinvolto in affari criminali: si occupava di ‘riciclaggio’ ed era responsabile di attacchi raider. In Russia c’erano parecchi pezzi grossi che potevano avercela con lui".

Le conseguenze

Chiunque sia il responsabile dell’omicido di Voronenkov, i politologi sono concordi nel ritenere che questa uccisione avrebbe provocato (e ha già provocato) un inasprimento delle relazioni tra Russia e Ucraina. "Ci attende un’altra intensa, benché breve, guerra d’informazione. L’Ucraina accuserà la Russia, la Russia si giustificherà e lancerà a sua volta altre accuse", ha detto Aleksej Mukhin.

"Né la Russia, né l’Ucraina dimostrano di volere una de-escalation nelle tensioni", sostiene Mikhail Vinogradov, presidente della Fondazione "Peterburgskaja politikaA". Secondo Vinogradov, l’uccisione di Voronenkov diventerà un tema sul quale i due Paesi continueranno a lanciarsi reciprocamente delle accuse, cosa che impedirà di ristabilire normali relazioni.

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