I social network al servizio della politica

14 luglio 2014 Marina Obrazkova, RBTH
Sta per nascere “Il portale del Parlamento”, una rete sociale on line dove i deputati potranno condividere le proprie idee, ascoltare nuove proposte e avviare un dialogo con i cittadini
Oltre ai deputati, al sito potranno iscriversi anche esperti di diversi settori, come avvocati, studiosi di politica ed economisti (Foto: Itar Tass)
Oltre ai deputati, al sito potranno iscriversi anche esperti di diversi settori, come avvocati, studiosi di politica ed economisti (Foto: Itar Tass)

Si chiamerà "Il portale del Parlamento": un social network pensato per i deputati e i politici, dove verranno scambiate opinioni, fatte proposte e avanzate critiche. La messa a punto del portale è affidata a un gruppo di lavoro, che potrà essere contattato attraverso l’indirizzo del portale: portal.parlament.gov.ru (attualmente inaccessibile). Oltre ai deputati, al sito potranno iscriversi e prendere parte esperti di diversi settori, come avvocati, studiosi di politica ed economisti. I visitatori “comuni” potranno invece accedere al sito per conoscere le iniziative dei legislatori o divulgare e approfondire ulteriormente i temi in esso contenuti.

 
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Una nuova modalità di attività legislativa

Secondo i fondatori del sito, i deputati del Parlamento hanno bisogno del nuovo social network per poter discutere di temi di interesse comune. In qualità di direttore del gruppo di lavoro per il Parlamento elettronico Igor Lebedev, vice portavoce della Duma statale, ha dichiarato a Izvestiya che la Russia conta 245.000 deputati federali di vario livello, che comunicano tra loro in maniera frammentaria. Nelle intenzioni di Lebedev il nuovo network fornirà “uno strumento per individuare possibili soluzioni a problemi seri. La nuova piattaforma non solo ci permette di organizzare in tempo reale una discussione per ognuna delle iniziative dei singoli deputati, ma consente ad ogni deputato di farsi conoscere anche nelle regioni più remote della Russia”.

Il sito è in grado di bloccare gli account fittizi che spesso infestano i social media. Prima di ricevere un account, ogni legislatore dovrà presentare le proprie credenziali al team dei moderatori tramite l’invio di una copia scannerizzata di un documento che ne certifichi l’identità. I fondatori del portale ritengono che la nuova piattaforma permetterà di intavolare un dialogo con i deputati regionali e ascoltare le loro proposte. I deputati federali, dal canto loro, godono già di una sufficiente copertura mediatica che consente loro di far conoscere le proprie opinioni. Grazie a questa nuova modalità di interazione, i deputati della Duma statale si augurano di ricevere il sostegno dei legislatori regionali riguardo alle iniziative più rilevanti ed urgenti.

L’iniziativa, stando ai legislatori reginali, è molto pratica. La Duma regionale di Mosca si sta già preparando a introdurre il nuovo social network. Alexander Dvoinikh, uno dei suoi deputati, nonché membro del Comitato per le infrastrutture ai trasporti, ha sottolineato l’importanza dello scambio di opinioni a livello professionale.

 
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Trasparenza del processo legislativo

Dopo aver preso parte ad alcune discussioni relative all’iniziativa “Parlamento elettronico”, l’esperto di mezzi comunicazione Anton Korobkov-Zemlyanskiy ha dichiarato a RBTH che il progetto offre una funzione diversa rispetto alla maggior parte dei social media. “I deputati potranno interagire senza nessuna piattaforma specifica. Grazie alla semplicità del format potranno scambiarsi informazioni riguardo al proprio lavoro. Il portale”, ha aggiunto l’esperto, “non comprenderà giochi o foto delle vacanze”.

Stando a Korobkov-Zemlyanskiy, l’idea di tale iniziativa è nata diversi anni fa, quando la Duma statale aveva proposto di creare una risorsa basata sul social network VKontakte, già esistente. Alla fine invece si è deciso di utilizzare una piattaforma nuova, capace di offrire diverse funzioni e ulteriori livelli di protezione. I network professionali di questo tipo, fa notare Korobkov-Zemlyanskiy, non sono rari e si dimostrano assai efficaci. “Gli iscritti persone possono facilmente condividere le informazioni degli esperti”, ha detto l’esperto. “Attualmente per il Consiglio Federale non esiste nulla del genere. L’iniziativa “Governo aperto” è nata per colmare questa lacuna. Il proposito di queste piattaforme sociali è quello di rendere più trasparente l’operato del governo. Una piattaforme di questo tipo infatti consente a chiunque lo desideri di osservare i progressi compiuti dalla legislatura.

Il portale sarà in contatto con i cittadini russi comuni anche attraverso VKontakte e Facebook, contribuendo così a far conoscere al pubblico le proposte di legge e permettendo ai deputati di discutere con i propri costituenti di temi rilevanti”. Secondo Margarita Zobnina, direttrice della ricerca per il Fondo di sviluppo dell’iniziativa internet, l’utilità del social network sarà determinata dalla sua realizzazione.

“La maggior parte dei deputati già usa Facebook e VKontakte, che permettono di creare gruppi aperti o chiusi e intavolare discussioni. Queste funzioni potrebbero sovrapporsi a quelle offerte dal nuovo social network”, ha spiegato. Tuttavia, anche se così fosse il social network dedicato ai deputati dovrebbe aumentare la trasparenza delle decisioni e spiegarne la logica. Si tratta di un aspetto importante, se si considera che molto spesso la popolazione non comprende le leggi, ha aggiunto Zobnina. Secondo la funzionaria, i social network creati per delle aziende private contribuiscono a migliorarne la comunicazione interna e a risolvere efficacemente i problemi e inducono al tempo stesso un maggior numero di dipendenti di diverso livello a prendere parte al processo decisionale. “Sono tutti aspetti che potrebbero dimostrarsi utili per gli organi governativi”, ha aggiunto. Secondo le stime della stampa, l’iniziativa è costata ai contribuenti tra i cinque e i sei milioni di dollari. Un costo che Korobkov-Zemlyanskiy giudica tre volte superiore al necessario.

I contenuti di questo articolo sono stati tratti in parte da Izvestiya

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