Una guerra fredda 2.0?

Il Presidente americano George Bush senior insieme al leader sovietico Mikhail Gorbaciov (Foto: Getty images / Fotobank)

Il Presidente americano George Bush senior insieme al leader sovietico Mikhail Gorbaciov (Foto: Getty images / Fotobank)

Gli esperti russi mettono in guardia sulla possibilità di un ritorno all’ostilità globale

Venticinque anni fa il leader sovietico Mikhail Gorbaciov e quello americano George Bush Sr si incontrarono a Malta per sancire la fine della Guerra fredda. Oggi, un quarto di secolo più tardi, politici ed esperti russi temono che il mondo potrebbe presto scivolare, di nuovo, in un conflitto simile. E i moniti si susseguono a ritmo sempre più serrato“Non sono pronto per dire se stiamo assistendo a una riedizione della Guerra fredda, né so quanto durerà questo periodo”, ha affermato il vice ministro degli Esteri nonché osservatore della politica Usa Sergei Ryabkov durante un dibattito parlamentare della Duma statale sul tema: “Russia-U.S.: crisi passeggera o nuova Guerra fredda?”.

 
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“Ci vorranno però molti anni per superare la situazione che si è venuta a creare in seguito alle sanzioni americane”, ha aggiunto Ryabkov, secondo il quale “i rapporti avevano iniziato a incrinarsi ben prima dell’Ucraina, e non certo per colpa della Russia”, poiché “allontanare i Paesi del Cis dalla Russia è sempre stata una priorità della politica estera statunitense”. “Dietro all’obiettivo dichiarato di obbligarci a cambiare la nostra posizione riguardo all’Ucraina”, ha affermato, “si nasconde la volontà di creare in Russia le condizioni socio-economiche propizie a un cambio di regime”. Le parole di Ryabkov, che probabilmente, da diplomatico, ricorre a giri di parole per evitare di pronunciare il termine “guerra fredda” - che presenta dei connotati rischiosi, sembrano indicare che anche Mosca considera l’attuale politica anti-russa adottata dagli Usa molto aggressiva. Questa volta però la situazione dal punto di vista militare è cambiata.

Esperti militari ed analisti politici sono d’accordo

“La guerra fredda tra Russia Usa non è mai finita”, ha dichiarato durante un incontro del gruppo di esperti Analysis il generale dell’esercito Yury Baluevsky, ex capo di stato maggiore delle forze armate russe. “La guerra fredda c’è stata, c’è e ci sarà. L’unica cosa che è cambiata sono le modalità, che oggi sono più sofisticate”, ha aggiunto l’esperto militare, le cui dichiarazioni sembrano annunciare un conflitto militare tra le due potenze mondiali.

“Le forze armate Usa e Nato sono solitamente d’accordo sulla necessità di concentrarsi contro la Russi. Domani e in futuro se la prenderanno con la Cia. Non vedono altri nemici. È possibile che si giunga a un conflitto armato con la Russia? Purtroppo, a parer mio, sì. Potrebbe essere possibile se si determinassero alcune situazioni”, ha aggiungo Baluevsky. Quelle condizioni, spiega, includono “una profonda crisi nell’economia russa, l’indebolimento della verticale del potere, il diffondersi all’interno della società del sentimento antigovernativo e di altri movimenti dissidenti, il continuo declino delle capacità militari delle forze armate e soprattutto venir meno del loro obiettivo generale, oltre che una perdita del controllo da parte delle potenze nucleari”.

Gli analisti politici esprimono delle opinioni altrettanto pessimistiche

Stando a Sergei Rogov, direttore dell’Istituto per gli Studi su Usa e Canada presso l’Accademia russa delle scienze, negli ultimi trent’anni i rapporti tra Occidente e Russia non sono mai stati tesi come oggi. “Si è determinata una situazione che potrebbe dar luogo a una guerra fredda. Per il momento ci troviamo in una pace fredda”, ha dichiarato Rogov a una riunione dei vertici dell’Accademia russa delle Scienze. “Tuttavia, la Guerra fredda non potrà ripetersi: non si tratta di uno scontro tra due sistemi, non c’è una fazione socialista, e non c’è nemmeno un bipolarismo”, ha aggiunto.

I politici e le autorità si preparano al conflitto

I deputati della Duma statale hanno meno dubbi riguardo all’attuale situazione. “Per quanto dispiaccia notarlo, siamo entrati in una guerra fredda”, ha dichiarato il primo vicepresidente del comitato della Duna statale per gli Affari internazionali Leonid Kalashnikov. Secondo Kalashnikov la guerra fredda del ventesimo secolo nasceva da uno irreconciliabile scontro ideologico tra Usa e Unione Sovietica. Questa volta invece l’ideologia non c’entra: il problema attuale nasce da dissidi geopolitici, da una valutazione contraddittoria del ruolo che gli Usa rivestono sulla scena mondiale e dall’impegno degli Usa verso il liberalismo e della Russia verso il conservativismo - non tanto in termini economici quanto in termini di famiglia e religione. “Il mondo è meno stabile di quanto non fosse durante la Guerra fredda”, ha detto Kalashnikov.

Le previsioni del ministro degli Esteri russo non sono di alcuna consolazione. La risoluzione recentemente approvata dalla Camera degli Usa riguardo alla Russia “solleva dei motivi di preoccupazione” ha detto il vice ministro degli Esteri Ryabkov. “Non posso escludere nulla. La questione potrebbe addirittura complicarsi. Faremo tutto il possibile per stabilizzare i rapporti con gli Usa e per trovare una base ragionevole e durevole su cui fondarli. Purtroppo però la risoluzione approvata dalla Camera degli Usa lascia pensare che negli Usa si respiri un clima completamente diverso”, ha concluso Ryabkov.

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