Export, Napoli guida la ripresa

16 marzo 2017 Nicola Sellitti, RBTH
Dopo la contrazione causata dalla svalutazione del rublo e dalle sanzioni, ora l'attesa inversione di tendenza: nel 2016 la Campania ha segnato un +1,5% nelle esportazioni verso la Russia, a fronte del -5,3% del dato nazionale. Promossa Napoli, con un export pari al +39,4% negli ultimi due mesi. Bene soprattutto il tessile e i trasporti
Napoli
Napoli dall'alto. Fonte: Nicola / Flickr

L’inversione di tendenza tanto attesa forse è arrivata. Da due mesi il filo diretto tra Napoli e Mosca ha ripreso a rinsaldarsi dopo il periodo buio dovuto alla svalutazione del rublo, alle sanzioni e alla crisi energetica. È la capitale del Mezzogiorno a tracciare la strada verso la Russia: export, +39,4%, import, +43,4% negli ultimi due mesi. I dati che sono stati presentati al terzo seminario italo-russo promosso dall’associazione Conoscere Eurasia dicono che i rapporti economici tra la Campania e la Federazione Russa hanno ricominciato a salire. In prima fila c’è il tessile campano, ma anche agroalimentare, moda, turismo, il settore dell’innovazione, con tante start up pronte al decollo per la Russia. Sono queste infatti le “password” indicate da tutti gli addetti ai lavori per la crescita del volume d’affari tra i due Paesi.

“I segnali ora sono positivi – ha spiegato l’ambasciatore russo in Italia Sergej Razov –, è il momento di accelerare. In Europa non c’è un Paese così coinvolto nel consolidare le relazioni economiche con noi come l’Italia. Dopo il Forum dello scorso anno a San Pietroburgo e altre iniziative importanti, stiamo lavorando alla visita in Russia del ministro degli Esteri Angelino Alfano e del Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella”. L’ambasciatore russo si è anche soffermato sul peso negativo delle sanzioni “che hanno prodotto danni per 3-5 miliardi di euro”, con gli interscambi passati da 11 a 6 miliardi di euro. La strada per il rilancio, secondo Razov, sarebbe da invididuare “nella localizzazione delle aziende italiane sul mercato russo, conveniente per i costi della forza lavoro e delle materie prime”.

Nel corso del seminario, ospitato dalla Banca di Napoli, sono state indicate le cifre che delineano la prima fase della rinascita economica sull’asse Napoli-Mosca: fra queste, il boom segnato tra dicembre e gennaio scorsi dall’export di tessile e abbigliamento (+26%); bene anche i metalli, mentre perde colpi l’alimentare (-4,8%).

A livello generale è la Campania ad aver rialzato la testa prima di altre regioni italiane nei rapporti commerciali con la Federazione Russa, con l’export a +1,5% nel 2016 (-5,3%, il dato nazionale). Ed è soprattutto Napoli  (+10,7%) a procedere forte grazie alle impennate di tessile/abbigliamento (+27,9%) e mezzi di trasporto (+12,4), rappresentando una quota di mercato pari al 62,5% delle esportazioni in Russia dell’intera regione.

Tra le voci negative, le importazioni, al -42%, soprattutto per effetto della sensibile contrazione della domanda di prodotti in metallo. Per il presidente dell’associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, “nel 2016 Napoli e tutto il Meridione hanno anticipato l’inversione di tendenza che ci aspettiamo dall’export italiano verso la Russia nel 2017, con una crescita del 9%. Segnali che fanno sperare, ma c’è la consapevolezza che il Sud possa e debba ancora compiere, anche attraverso l’innovazione, il salto di qualità nell’interscambio commerciale con Mosca e nel turismo”.

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