Made in Italy, passione senza fine

10 febbraio 2014 Chiara Merico, Russia Oggi
Oltre il 27% degli acquisti compiuti da stranieri in Italia sono targati Russia. Con una spesa media di 650 euro
Mano al portafoglio: russi e cinesi i clienti più affezionati al Made in Italy (Foto: Alamy / Legion Media)
Mano al portafoglio: russi e cinesi i clienti più affezionati al Made in Italy (Foto: Alamy / Legion Media)

Lo shopping internazionale in Italia parla russo e cinese. Secondo i dati della società di consulenza specializzata Global Blue, i consumatori dei due Paesi hanno realizzato nel 2013 quasi la metà (il 48%) degli acquisti tax free effettuati in tutta Italia. I campioni dello shopping sono proprio i visitatori russi, che hanno realizzato il 27% del totale degli acquisti, con una spesa media di 649 euro, mentre i cinesi (che hanno acquistato prodotti in Italia per il 21% del totale) hanno registrato una crescita degli acquisti più sostenuta (+20% rispetto al 2012) e hanno speso in media 914 euro. Russia e Cina vincono per distacco: al terzo posto ci sono gli americani, che rappresentano  il 6% del mercato tax free, con una media di 825 euro, e al quarto i giapponesi, che si fermano al 5%, con un calo del 25% rispetto al 2012. 

Made in Italy e Russia:
binomio vincente

Gli acquirenti stranieri preferiscono fare compere nelle grandi città: in testa alla classifica degli acquisti tax free c’è Milano, con il 35% del totale degli acquisti e uno scontrino medio di 960 euro, il più ricco. Nel capoluogo lombardo i turisti russi hanno realizzato il 29% degli acquisti, e i cinesi il 22%. A Roma è stato effettuato il 19% degli acquisti, con una spesa media di 723 euro: anche nella capitale i cittadini della Federazione sono i top spender con il 29% del totale, seguiti dai cinesi con il 19%.  "I risultati del 2013 – ha dichiarato Stefano Rizzi, country manager di Global Blue Italia – confermano la dinamicità di questo mercato,e ci attendiamo un andamento positivo anche per il 2014". I turisti amano molto anche gli outlet: "Se negozi e boutique continuano a essere la loro scelta principale, gli outlet continuano a crescere a doppia cifra con un +34% rispetto al 2012, segno che è fondamentale riuscire a sfruttare adeguatamente tutti i canali di vendita", ha aggiunto Rizzi.

I gioielli di lusso Made in Italy
si impongono a Mosca

"Il dato sugli acquisti dei consumatori russi è sicuramente interessante", dice a Russia Oggi il direttore generale di Federmodaitalia Confcommercio, Massimo Torti. "Per i nostri negozi è un grosso successo, che possiamo attribuire alla grande qualità dei prodotti made in Italy e anche, specialmente in questo periodo, alle forti percentuali di sconto: ad esempio, nella settimana tra Capodanno e l’Epifania i turisti russi hanno approfittato molto dei saldi". I cittadini della Federazione si confermano tra i migliori clienti dei negozi che vendono abiti italiani. "Come si evince anche dai dati Global Blue, i russi sono top spender: e vista la crisi del mercato interno, nei nostri negozi abbiamo notato un incremento della clientela straniera in generale fino al 70% del totale. Molti di questi clienti sono russi", ha aggiunto Torti. 

Il made in Italy, dice il direttore generale di Federmodaitalia, "secondo una ricerca di KPMG è il terzo marchio più conosciuto al mondo, dopo Visa e Coca-Cola". Per venire incontro alla clientela russa e rendere l’offerta dei prodotti made in Italy ancora più attrattiva, Federmodaitalia ha dato il via a una serie di iniziative. "La prima è un piccolo dizionario tascabile he abbiamo chiamato “Lo slang della moda”, con una serie di parole ed espressioni in varie lingue, tra cui anche il russo, che proporremo ai titolari dei nostri negozi per facilitare la comunicazione con i clienti - ha spiegato Torti -. I titolari potranno anche regalare il dizionario ai clienti, per avvicinarli ancora di più alla nostra cultura". In più, "anche in vista di Expo 2015, un evento che speriamo porti ancora più turisti stranieri a fare acquisti in Italia, abbiamo avviato una serie di corsi di formazione per gli addetti, per prepararli ad approcciare la clientela estera con l’atteggiamento giusto", ha dichiarato il manager. "Non è detto che ciò che va bene per il cliente italiano vada altrettanto bene per quello russo – ha spiegato Torti -. Per questo, vogliamo adeguare la qualità del nostro servizio al livello di una clientela, come quella russa, che ha dimostrato di apprezzare la qualità dei nostri prodotti". 

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