L'Unione doganale non ripeta gli errori dell'Ue

21 giugno 2013 Artem Zagorodnov, Russia Oggi
Il monito arriva da Erik Berglöf della Bers, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, e dai partecipanti al 17mo Forum Economico internazionale di San Pietroburgo
Viktor Khristenko, presidente del Collegio della Commissione Economica Eurasiatica, a sinistra, e Kairat Kelimbetov, vice primo ministro del Kazakhstan, al Forum Economico internazionale di San Pietroburgo (Foto: Igor Russak / RIA Novosti)
Viktor Khristenko, presidente del Collegio della Commissione Economica Eurasiatica, a sinistra, e Kairat Kelimbetov, vice primo ministro del Kazakhstan, al Forum Economico internazionale di San Pietroburgo (Foto: Igor Russak / RIA Novosti)

Il plauso all’Unione doganale di Bielorussia, Kazakhstan e Russia è arrivato da autorità russe e occidentali nel corso di un gruppo di lavoro sull’integrazione economica al Forum Economico internazionale di San Pietroburgo.

“Nel 2012 la crescita commerciale nell’ambito dell’Unione doganale è stata considerevolmente maggiore rispetto alla crescita nel resto del mondo, - ha affermato Tatiana Valovaya, ministro dell'Integrazione e Macroeconomia per la Cee, la Commissione Economica Euroasiatica (Integration and Macroeconomics of the Eurasian Economic Commission, EEC).  - Se l’anno scorso la nostra crescita complessiva nel commercio estero ha raggiunto il 3 per cento, la crescita nell’Unione doganale ha superato il 9 per cento. La crescita annuale nel commercio di beni manufatti all’interno dell’Unione doganale è passata dal 18 per cento al momento della sua istituzione, tre anni fa, all’attuale 23 per cento”.

Viktor Khristenko, presidente del Collegio della Commissione Economica Eurasiatica, ha così proseguito: “La Bers, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, ha definito l’Unione doganale il progetto di integrazione economica di maggior successo nell’ex territorio sovietico”.

In ogni caso, Erik Berglöf della Bers ha invitato alla prudenza: “Ci sono conseguenze economiche e politiche reali nello spazio economico euroasiatico. Tra i fattori positivi vi sono la creazione di scambi commerciali e la mobilità della forza lavoro. Tra gli aspetti negativi ci sono scambi commerciali meno efficienti con i partner non competitivi e una distribuzione poco uniforme dei benefici (effetto differenziale). Chiaramente, fino a questo momento a beneficiare maggiormente dell’Unione doganale è stata  la Russia rispetto ai suoi partner. Come abbiamo potuto imparare dal caso dell’Ue, se ci si integra prima del dovuto, ci possono essere contraccolpi. Quindi occorre prestare grande attenzione, concentrarsi sul miglioramento delle istituzioni comuni e moderare l’effetto differenziale”.

Khristenko ha subito ribattuto che “l’idea dell’Unione doganale era stata avanzata dal presidente kazako Nursultan Nazarbayev già nel 1994. Ma soltanto negli ultimi tre anni abbiamo fatto passi avanti concreti”.

Il vice primo ministro russo Igor Shuvalov ha sottolineato la natura economica del progetto: “In tutti e tre i Paesi ci sono persone, per lo più delle vecchie generazioni, che hanno cari ricordi dell’Urss e amano pensare all’Unione doganale come a una forza politica nel mondo. In tutta onestà, io dico che l’unione delle istituzioni politiche non rientra nell’agenda di questa organizzazione”.

“L’Ue è cauta nell’integrazione economica con l’Unione doganale perché ritiene che abbiano valori diversi - ha aggiunto Alexander Rahr, consulente senior a Wintershall. - Gli Usa hanno offerto all’Ue una zona di libero commercio per 15 anni, ma l’Europa ha reagito positivamente solo molto di recente. Nel frattempo restano tiepidi nei confronti di una zona di libero commercio con l’Unione doganale, malgrado questa opzione sia per loro più vantaggiosa”.

L’Unione doganale di Russia, Bielorussia e Kazakhstan risale al 1° gennaio 2010 e fu creata nell’ambito del tentativo mirante a dar vita a un unico spazio economico Ue-euroasiatico entro il 2015. Nel luglio 2011 le barriere doganali tra i tre Paesi furono rimosse e questo portò a una crescita esponenziale degli scambi commerciali.

Altri Paesi hanno manifestato l’intenzione di entrare a farne parte, e tra essi Armenia, Kirghizistan, Tagikistan, Ucraina e Vietnam. L’ex segretario di stato americano Hillary Clinton accusava l'Unione doganale di costituire il  tentativo da parte della Russia di riprendere il controllo del territorio post-sovietico.

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