La Fiat se ne va in Russia passando dalla Serbia

29 marzo 2013 Egor Popov, Kommersant
Le tasse doganali per l’importazione delle auto potranno così essere azzerate
La Fiat in Russia vende 9.000 auto e vorrebbe fabbricarne a Mosca 120.000 all’anno (Foto: Itar-Tass)
La Fiat in Russia vende 9.000 auto e vorrebbe fabbricarne a Mosca 120.000 all’anno (Foto: Itar-Tass)

La Fiat sta cercando di modificare la sua posizione nel mercato automobilistico russo attraverso l’importazione esentasse delle vetture dalla Serbia. I rappresentanti di Belgrado hanno proposto al ministro del Commercio e dell’Industria della Federazione di eliminare i dazi doganali nell’ambito dell’accordo di libero scambio.

La Fiat ha infatti promesso alla Serbia di produrre nel Paese 330.000 macchine all’anno, nel momento in cui le vendite in Europa stanno rapidamente crollando. In Russia la casa automobilistica italiana vende 9.000 auto e dà la sua parola a Mosca di fabbricarne 120.000 all’anno. Così il progetto non parte. La Serbia però è pronta a battersi per la Fiat e potrebbe patteggiare la revoca dei dazi con la vendita del complesso industriale metallurgico “Zelezara Smederevo” alla “Uralvagonzavod”.

In Russia è arrivata in Russia una delegazione di funzionari serbi per intavolare le trattative con il ministro dell’Industria e del Commercio Denis Manturov, come riferito dalle fonti di Kommersant informate della visita in programma. Secondo le informazioni ricevute la delegazione è composta dal vicepremier e ministro del Commercio della Serbia, Rasim Ljajic, dal vicepresidente del parlamento serbo Nenad Popovic e dal presidente della Camera di Commercio della Serbia, Milosh Bugarin. “Si parlerà di permettere l’importazione di nuovi veicoli leggeri dalla Serbia all’interno del regime di libero scambio, cioè senza sottoporli a imposte (del 25 per cento riferisce Kommersant)”, racconta una delle fonti del giornale.

Egli assicura che i funzionari serbi offrono l’azzeramento delle tasse doganali in prima battuta negli interessi del gruppo italiano, al quale appartiene il pacchetto di maggioranza della più importante fabbrica automobilistica della Serbia, nella città di Kragujevac. Il Ministero dell’Industria e del Commercio ha infatti confermato a Kommersant che Manturov ha in programma un incontro con Rasim Ljajic, benché non ne abbiano svelato l’ordine del giorno.

La Russia ha firmato l’accordo di libero scambio con la Serbia nel 2000. Secondo il trattato la Russia non può riscuotere le tasse doganali dalle merci il cui Paese d’origine è la Serbia. Il documento però prevede delle eccezioni, ovvero le merci che “sono esenti dal regime di libero scambio”.

In tale lista rientrano le automobili leggere e gli autocarri. L’elenco può essere rivisto, l’ultima versione era stata approvata nel 2011 dal Servizio Federale Doganale. La rappresentanza commerciale russa in Serbia ha confermato a Kommersant che da parte serba “c’è la volontà di rifornire il mercato automobilistico russo senza l’imposizione di tasse doganali”.

“L’annullamento dei dazi è di estremo interesse per la Fiat in cerca di un nuovo sbocco di mercato, dati gli impegni presi nei confronti del governo serbo per garantire determinati volumi produttivi in cambio di agevolazioni doganali, ma al momento le vendite delle automobili nel Paese e in Europa stanno complessivamente scendendo”, racconta la fonte giornalistica al corrente dei fatti.

Secondo i dati di Bloomerang, nel 2012 le vendite di nuove automobili in Serbia sono diminuite del 25 per cento rispetto al 2011, per un totale di 23.900 pezzi. Le vendite in Europa nel 2012 sono precipitate al 7,8 per cento – 12,53 milioni di auto – rivelando il peggiore risultato degli ultimi 17 anni (a febbraio 2013 il calo era stato del 10,2 per cento). In questo contesto le vendite della Fiat in Europa nel 2012 sono calate del 16 per cento, mentre a febbraio 2013 del 15,8 per cento per un totale di 54.800 automobili.

Alla Fiat appartiene il pacchetto di maggioranza della più importante fabbrica automobilistica della Serbia – la Fiat Automobili Srbija – che prima si chiamava “Zastava Automobilii”. La fabbrica era stata messa in vendita dal governo serbo nel 2007. La transazione con il gruppo italiano si è conclusa nel 2009; Serbia e Fiat hanno creato una joint venture di cui all’azienda italiana appartiene il 67 per cento.

La Fiat si è impegnata con la Serbia a non ridurre i posti di lavoro e a portare il volume produttivo a 330.000 automobili all’anno. Attualmente lo stabilimento produce i modelli Fiat 500L e Punto. Le unità produttive ammontano a 200.000 all’anno, ma i veri volumi di produzione non sono stati resi noti.

La Fiat ha progetti di crescita ambiziosi in Russia. Dopo la rottura con Sollers dell’estate del 2011, la società automobilistica ha siglato un accordo con il Ministero russo dell’Economia sull’assemblaggio industriale secondo le regole precedenti, ma si è assunta ulteriori impegni per aumentare la produzione fino a 120.000 automobili all’anno e costruire una fabbrica di motori. In definitiva nell’ambito di tale accordo la Fiat ha deciso di produrre in Russia la Jeep.

In aggiunta il gruppo italiano ha il progetto di avviare l’assemblaggio di veicoli commerciali leggeri (LCV); a tale scopo una delle possibili piazze affidabili presa in esame è la moscovita Zil. Secondo le fonti del giornale la produzione di modelli leggeri della Fiat potrebbe essere avviata sulle unità produttive della fabbrica circassa “Derways”. Per ora comunque le vendite della Fiat in Russia sono in calo; secondo i dati dell’Association of European Businesses, nel 2012 si sono ridotte del 69 per cento (8.600 automobili).

Le fonti del Kommersant a conoscenza dei fatti aggiungono che la delegazione serba ha intenzione di discutere con il ministro dell’Industria e del Commercio anche la situazione venutasi a creare intorno alla vendita della fabbrica metallurgica Zelezara Smederevo, per cui la società pubblica Uralvagonzavod (Uvz) aveva mostrato un certo interesse.

La gara d’appalto per la vendita dello stabilimento era stata annunciata già nel 2012, ma non si era giunti ad alcuna conclusione. Alla testata giornalistica è stato riferito che la Uralvagonzavod era interessata a ottenere la fabbrica “per una somma simbolica” in cambio di investimenti futuri. La parte serba però progettava di vendere l’impianto per ricevere contanti. In definitiva le trattative tra la Uralvagonzavod e la Serbia in merito alla Zelezara Smederevo sono a un punto fermo.

Le fonti di Kommersant affermano che “la delegazione serba tenterà di prendere accordi con la parte russa per trovare un  compromesso, tenendo conto che non ci sono altri pretendenti per concludere l’affare”. Uno degli interpellati da Kommersant ipotizza che come opzione intermedia “alla Russia potrebbe venir offerto l’azzeramento delle tassi doganali sulle vetture in cambio del passaggio della Uralvagonzavod per una somma simbolica”.

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