I Vecchi Credenti al servizio dei soldati delle forze speciali

3 agosto 2016 Nikolaj Shevchenko, RBTH
Orientarsi nella taiga, procacciarsi cibo e difendersi dagli orsi: per cinque giorni la comunità religiosa ha affiancato gli uomini in divisa per un eccezionale corso di preparazione, finalizzato a sopravvivere nelle zone disabitate delle montagne più profonde
Russian Armed Forces
Soldati durante una fase di addestramento. Fonte: Said Tsarnaev/RIA Novosti

La comunità dei Vecchi Credenti al servizio dei soldati russi. Il 27 luglio scorso in Siberia è stato portato a termine un insolito e interessante esperimento: un gruppo di soldati delle forze speciali russe, guidato dai membri di una comunità locale di Vecchi Credenti, ha realizzato una spedizione di 100 chilometri in mezzo alla natura più selvaggia.

Gli ultimi cinque giorni di questo corso di preparazione, durato in totale un mese, si son svolti in una zona particolarmente impervia lungo il fiume Malij Enisej, nella Repubblica di Tuva, una lontana regione ai confini con la Mongolia.

I Vecchi Credenti siberiani, che vivono isolati e rinnegano molti aspetti della vita moderna, hanno trasmesso ai soldati le proprie abilità di orientamento nelle zone disabitate delle montagne più profonde, insegnando ai soldati come procurarsi cibo nella taiga.

Tuttavia le tradizioni dei Vecchi Credenti non facilitano il compito di procacciare cibo: “È vietato cacciare prede con zampe, come orsi e lepri, mentre è consentito cacciare animali con zoccoli. Si possono mangiare uccelli della foresta, pesci, bacche e frutti secchi”, ha spiegato l’ufficio stampa del Distretto militare centrale. Ogni componente della spedizione è stato dotato di cinque cartucce per difendersi dall’eventualità di incrociare un orso. Ma durante la spedizione non è stato fatto nessun “incontro strano”.

La collaborazione sperimentale tra i militari e il gruppo di religiosi è stata particolarmente utile per rafforzare le abilità di sopravvivenza in questo luogo. “Durante l’addestramento ci siamo resi conto che i nostri istruttori non hanno esperienza sufficiente per sopravvivere nelle zone di taiga di alta montagna – ha spiegato il comandante delle truppe del Distretto militare centrale, il generale colonnello Vladimir Zarudnitskij, così come riporta la Tass -. Per questo, per migliorare la preparazione degli istruttori, abbiamo deciso di lavorare con i Vecchi Credenti”.

Positivo il risultato della collaborazione, anche se dal Distretto militare centrale hanno fatto sapere che non è ancora stato deciso se tale formazione entrerà a far parte del programma standard di preparazione dei soldati.

La vita dei Vecchi Credenti

I Vecchi Credenti siberiani vivono isolati e ormai da tre secoli conservano inalterati costumi e tradizioni dei propri antenati. In queste comunità i visitatori vengono accolti bene, anche se non vengono invitati a entrare nelle case dei locali.

Gli uomini portano la barba e le donne si coprono il capo con un velo. I matrimoni avvengono tra i membri delle famiglie di Vecchi Credenti. Questa comunità rispetta in maniera meticolosa il digiuno e seleziona rigidamente il cibo e le bevande: bere tè o caffè è considerato un peccato. Proibiti anche alcol e fumo.

Da poco tempo hanno adottato l’utilizzo di telefoni cellulari e sono in pochi a possedere internet. Sicuramente nella zona vicina al fiume Malij Enisej vivono famiglie molto chiuse che non accettano visitatori e che continuano a rifiutare l’utilizzo della tecnologia e degli oggetti più moderni.

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