L’inverno russo nella letteratura

Le campane della trojka che corre e lo scricchiolio dei passi: ecco come Pushkin, Tolstoj e Pasternak hanno cantato la neve e il gelo

Sergej Vinogradov. Una strada di Mosca, 1922. Fonte: Getty imagesSergej Vinogradov. Una strada di Mosca, 1922. Fonte: Getty images

Ogni stagione ha ispirato scrittori e poeti in diverso modo. Ma l'inverno ha sempre sortito un effetto particolare: il silenzio squillante, il bagliore della neve, le campane della trojka che corre, il crepitio delle pale e lo scricchiolio dei passi: quasi ogni grande classico russo ha raccontato questa poesia.

La particolarità del carattere russo si manifesta con l'amore per l’inverno: sognante, meditabondo, distaccato, presente da qualche parte "al di là", in una sorta di dormiveglia fiabesco. Allo stesso tempo, la prontezza costante a combattere la natura che lo circonda - tormente, bufere di neve, freddo feroce - ha temprato il carattere nazionale russo, rendendolo più forte e più salubre.

Naturalmente, l'inverno è anche il tempo dei racconti di Natale e delle storie magiche. Ecco come Pushkin, Tolstoj e Pasternak hanno cantato la neve e il gelo

Aleksander Pushkin, il racconto "La Tempesta di neve" dalla raccolta “I racconti di Belkin”

Una tempesta di neve interviene nei destini dei protagonisti de "La tempesta di neve" di Pushkin per cambiare le loro vite. La protagonista non riesce a sposare il suo promesso sposo, bloccato da una bufera alla vigilia delle nozze e incapace di trovare la strada per la chiesa.

Una trojka in inverno, 1888. Nikolaj SverchkovUna trojka in inverno, 1888. Nikolaj Sverchkov

Nikolaj Gogol, il racconto "La notte prima di Natale" dalla raccolta “Veglie alla fattoria presso Dikanka”

Ricorrendo all'aiuto degli spiriti maligni, il protagonista riesce a conquistare il cuore della sua inavvicinabile amata.

Una illustrazione per il racconto "La notte prima di Natale" di Gogol. Fonte: Dmitrij Chernov/TASS Una illustrazione per il racconto "La notte prima di Natale" di Gogol. Fonte: Dmitrij Chernov/TASS

Anton Chekhov, la storia "Vanka"

In un'altra storia ambientata alla vigilia di Natale, un orfano di nove anni scrive una lettera al nonno che vive in un villaggio, in cui gli chiede di prenderlo e portarlo via da Mosca, dove viene maltrattato. Ma il ragazzo dimentica di scrivere l'indirizzo sulla busta, indicando solo "al villaggio del nonno..."

Isaak Brodskij, “Inverno” (1922)Isaak Brodskij, “Inverno” (1922)

Ivan Turgenev, il romanzo “Padri e figli”

Il maestro delle descrizioni dei paesaggi, Turgenev, non ha potuto evitare di rappresentare anche la bellezza dell'inverno russo.

Lev Tolstoj, il romanzo “Anna Karenina”

La natura infuriata in Tolstoj ammonisce l’uomo sulle sue imminenti difficoltà, palesando il suo stato interiore e predeterminando il suo destino. Così, alla sua prima discolpa con Vronskij, Anna si ritrova in una terribile bufera di neve.

Una illustrazione di Zahar Pichugin per il romanzo "Anna Karenina". Fonte: Shutterstock/Legion MediaUna illustrazione di Zahar Pichugin per il romanzo "Anna Karenina". Fonte: Shutterstock/Legion Media

Aleksej Tolstoj, la novella “L’infanzia di Nikita”

Un ragazzo di nome Nikita ricorda quando una volta viveva in un villaggio. La novella descrive i freddi e sereni giochi dell'infanzia.

Boris Pasternak, il romanzo “Il dottor Zhivago”

Il severo freddo invernale di Pasternak è in contrasto con il calore delle relazioni umane, rappresentato dalla luce del fuoco e delle candele che trapela dalle finestre. Questa luce ci lenisce e ci dà la speranza che dopo l'inverno arriverà sicuramente la primavera.

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