Lomonosov, il Leonardo da Vinci russo

21 novembre 2016 Oleg Egorov, RBTH
Il 19 novembre la Russia ha ricordato la nascita del grande scienziato, fondatore dell'Università di Mosca, nato esattamente 305 anni fa

Statua di Lomonosov. Fonte: Lori / Legion-MediaStatua di Lomonosov. Fonte: Lori / Legion-Media

È stato definito un “uomo universale”. E per questo è stato spesso paragonato a Leonardo da Vinci per l’arte, l’estro e gli infiniti interessi che hanno sempre caratterizzato la sua natura. Perfezionò la tecnologia per la produzione del vetro, sviluppò teorie di fisica e chimica, studiò astronomia e geografia, scriveva libri sulla grammatica, opere storiche, odi e traduzioni poetiche, creava mosaici. E sviluppò il progetto per la creazione dell'Università di Mosca (1755) che porta oggi il suo nome ed è considerata una delle migliori università del Paese.

Nato nel 1711 nella regione di Arkhangelsk (Russia settentrionale, a quasi mille chilometri a nord di Mosca) nella famiglia di un ricco coltivatore che da generazioni si occupava di pesca, Mikhail Lomonosov sin dall’infanzia studiò con piacere, documentandosi su testi scientifici.

Piano piano però la vita di campagna si fece per lui insostenibile, anche per via dei litigi con la matrigna e della volontà del padre di farlo sposare contro la sua volontà.

Il ritratto di Mikhail Lomonosov, 1757. Fonte: Christian-Albert Wortmann e Etienne Fessard / archivio Il ritratto di Mikhail Lomonosov, 1757. Fonte: Christian-Albert Wortmann e Etienne Fessard / archivio

La fuga verso la scienza

Nel 1730 scappò con un convoglio di pesce a Mosca, dove entrò all'Accademia slavo-greco-latina. Qui i figli di contadini non venivano accettati, così Lomonosov si presentò come "figlio di un nobile".

All'Accademia risultò facile credere che il giovane, ben capace di leggere, scrivere e far di conto, fosse un nobile. Il rango di nobile Lomonosov lo ricevette nel 1745, insieme a quello di professore di chimica.

La sua formazione continuò a lungo: studiò a Mosca, Kiev e San Pietroburgo, a Marburg e a Freiberg. Si occupò di molteplici discipline, dalla filosofia alla metallurgia. In tutte le sue attività successive, lo scienziato mantenne sempre questa varietà, occupandosi di tante cose allo stesso tempo.

L’anticipazione dei tempi

Il professore di geologia Vasilij Dokuchaev, nel 1901, ovvero 136 anni dopo la morte di Lomonosov, dopo essersi occupato a fondo dei lavori dello scienziato, constatò con stupore che "Lomonosov da tempo aveva affermato nei suoi scritti la teoria che io, molti anni dopo, ho difeso nella mia tesi di dottorato, presentandola più ampiamente".

Ci sono altri esempi di come Lomonosov abbia anticipato i tempi. Nel 1761 per esempio scoprì per primo l'esistenza dell'atmosfera su Venere, osservandola attraverso un telescopio. Ancora prima, nel 1754, secondo i documenti dell’Accademia delle Scienze, sviluppò il modello operativo di un proto-elicottero, un velivolo a decollo verticale e due eliche. La Teoria cinetica e corpuscolare della materia elaborata da Lomonosov anticipò di molto le rappresentazioni degli atomi che si verificò oltre un centinaio di anni più tardi, così come delle particelle sferiche rotanti.

Un carattere severo

Tuttavia, stando ai ricordi dei contemporanei, non era un pacato scienziato "da poltrona". Nel suo articolo su Lomonosov, Grigorij Prutskov, professore associato dell'Università statale di Mosca, dice che durante il lavoro presso l'Accademia delle Scienze, Lomonosov “lottava” furiosamente contro il predominio dei tedeschi.

Tra i pochi russi presenti a quel tempo all’Accademia, Lomonosov accusava i colleghi tedeschi di corruzione e incompetenza. Secondo la testimonianza di un contemporaneo, una volta nel 1743, "sotto l'influenza dei fumi del vino", Lomonosov fece irruzione nel dipartimento di geografia, rimproverò i colleghi di non sapere il latino più semplice e imprecò contro qualcuno facendo "segni osceni con le dita".

Lomonosov non si asteneva dal mostrare il suo carattere brusco anche nelle controversie con il suo potente protettore, Ivan Shuvalov, un favorito dell'imperatrice Elisabetta I. Una volta Shuvalov nel pieno di una lite con lo scienziato esclamò: "Ti caccerò dall’Accademia!". Lomonosov con orgoglio rispose: "No! Impossibile allontanare da me l'Accademia".

L'Università Statale Lomonosov di Mosca. Fonte: Nikolas Titkov/flickr.comL'Università Statale Lomonosov di Mosca. Fonte: Nikolas Titkov/flickr.com

L’ammirazione di Pushkin

A Lomonosov non mancavano i nemici, anche nell’alta società. Contrapposto a lui era il poeta e drammaturgo Aleksandr Sumarokov, considerato uno degli artisti più di talento del tempo. Il loro rapporto era talmente cattivo che Sumarokov commentò così la morte di Lomonosov per polmonite nel 1765: "Si è placato, l’imbecille, ora non farà più baccano".

In maniera ben diversa parlava di Lomonosov un altro grande poeta, Aleksandr Pushkin, nato già dopo la morte dello scienziato. "Lomonosov era un grande uomo – scriveva Pushkin –. Tra Pietro I e Caterina II, fu il solo autentico promotore dell'istruzione. Egli creò la prima università, o meglio, egli stesso fu la nostra prima università".

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