Cuore di cane... randagio

In Russia si sente la necessità di sensibilizzare la popolazione contro l'abbandono dei cani (Foto: AP)

In Russia si sente la necessità di sensibilizzare la popolazione contro l'abbandono dei cani (Foto: AP)

Mentre gli animali abbandonati si moltiplicano lungo le strade Mosca, le autorità locali hanno stanziato quasi 80mila dollari per risolvere un problema che ogni anno causa centinaia di aggressioni e maltrattamenti

Il problema del randagismo a Mosca è sotto gli occhi di tutti. Lo si vede camminando per le strade, agli ingressi delle metropolitane e vicino a qualche fast food. Una questione che torna alla ribalta dopo l’ultimo atto di violenza perpetrato ai danni di un gruppo di cani, trovati morti per avvelenamento in un quartiere a Ovest di Mosca. E mentre le autorità indagano nel tentativo di risalire ai responsabili, il problema del randagismo torna a farsi pressante. Tra chi condanna simili atti di violenza e punta il dito contro la noncuranza delle autorità.


A battersi da anni per i diritti degli animali, è Daria Taraskina, presidente del Bim, il Fondo Protezione Animali. “Ci sono forse dei sospetti? Chi risponderà davanti alla legge?”, tuona Daria, che ha dedicato tutta la sua vita agli amici a quattro zampe: dal 1986 gestisce infatti un rifugio, e per oltre dieci anni ha finanziato di tasca propria un centro per la sterilizzazione, promuovendo sconti e promozioni per chi volesse far sterilizzare il proprio cucciolo.

“Per risolvere il problema del randagismo – spiega -, si potrebbe far sterilizzare i cani senza padrone. Ma la situazione difficilmente cambierebbe, visto che ogni giorno ne appaiono di nuovi”. Secondo l’attivista, infatti, il problema viene alimentato dal fatto che molti cani si ritrovano a vivere per strada dopo essere stati abbandonati dai propri padroni. La volontaria sostiene quindi che, l’unico modo per porre fine all’annosa questione, sarebbe convincere i moscoviti a far sterilizzare i propri animali domestici. Dando così modo alla città di “digerire” nel frattempo la grossa quantità di randagi.


“È molto importate fare opera di sensibilizzazione”, ha affermato, sottolineando la necessità di studiare al contempo una legge che difenda gli animali dal maltrattamento.


Nel frattempo, le autorità moscovite hanno stanziato più di due milioni e mezzo di rubli (circa 80mila dollari) per gli animali randagi e per tenere sotto controllo la loro riproduzione.


Sono state ben 16.600 le persone che, solo nel 2008, hanno subito aggressioni da parte di cani randagi nella capitale russa. Un problema che affonda sicuramente le radici nella noncuranza da parte dell’amministrazione locale, che evidentemente sottovaluta la questione. Da lì in poi, è iniziata la soppressione degli animali.


La legge relativa alla difesa degli animali, che prende in considerazione anche il problema dei randagi, oltre ad essere molto imprecisa, si è arenata in Parlamento nel 2010.


Per adesso la legge prevede pene, fino a un massimo di due anni di carcere, per atti di sadismo nei confronti degli animali o per maltrattamento di questi ultimi davanti a un minore. Casi che, ovviamente, sono il più delle volte difficili da dimostrare.

L'articolo originale è stato pubblicato su Ria Novosti

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