Un mare di rubli ma poche idee

Nel 2011 in Russia è comparso un nuovo tipo di fondi di venture capital, con i quali si punta a finanziare la formazione di startupper. Eppure mancano i progetti
Foto: Getty Images/Fotobank
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“Un ufficio confortevole non lontano dal centro di Mosca con moderni MacBook argentati e iPad nuovi di zecca, e 150 mila dollari per la realizzazione di un prototipo. Ma il nostro asso nella manica sono i nostri consulenti-Farm, i migliori investitori e imprenditori del mercato”. Così il fondo di capital venture Farminers cerca di attirare nuovi autori di idee imprenditoriali nella propria accademia di startuppers. Fondato da Igor Macanjuk, uno dei veterani del mercato russo di giochi online, nonché, in passato, uno dei maggiori azionisti di Mail.ru Group, assieme ad Alena Vladimirskaja, direttrice dell’agenzia di recruiting Pruffi, il fondo offre ai candidati un ufficio ben equipaggiato e 150 mila dollari per stipendi ed eventuali altre attrezzature.

In cambio, gli imprenditori devono presentare a Farminers progetti interessanti, proprio nell’ambito dei servizi online destinati al mercato di massa (shopping online e giochi), settori che garantiscono, in soli tre-sei mesi, un elevato potenziale di sviluppo. Delle 1.500 richieste pervenute nel novembre 2011, la società ha selezionato i primi 15 progetti che intende lanciare, in sei mesi, sul mercato.

Nel giro di un solo anno, stando alle parole del Direttore Generale di Farminers, Maksim Matvejko, l’accademia sarà in grado di assimilare 35-36 progetti. I candidati fortunati svilupperanno i propri prodotti sotto la guida e la consulenza giornaliera dei project manager ed esperti Farminers; in cambio dei suoi servizi, il fondo riceverà, una quota del 40 per cento del capitale di ciascuna impresa seguita. L’obiettivo è vendere dopo sei mesi tutto il portafoglio di progetti ad altri investitori strategici.  

Fino ad ora gli investimenti in imprese nelle fasi iniziali di venture capital (seed financing, venture financing, e pre revenue) sono stati minimi: secondo i dati dell’associazione russa per gli investimenti di venture capital, nel 2010, sono stati pari a 151 mila dollari (il 6 per cento del volume totale di investimenti diretti). Di questi, per le fasi di seed e venture financing sono state destinate solo briciole, 19,5 milioni di dollari, per un totale di 29 operazioni.

Ciò nonostante, a partire dalla seconda metà del 2010, nel Paese, sono sorte contemporaneamente una serie di piccole iniziative di venture capital, simili a Farminers, che si fanno chiamare incubatori aziendali, acceleratori di prestazioni aziendali o fabbriche di progetti.  Alcuni esempi sono Fast Lane Ventures, Glavstart, Bricolage, Texdrive, Yandex.Fabrika e altri. Tutti sono alla ricerca di startuppers promettenti con l’obiettivo di avviarli e seguirli nell’attività imprenditoriale, finché quest’ultima non diventi matura sul mercato degli investimenti. Tuttavia, alcuni fondi sono stati destinati per forza anche alla formazione di imprese che, oltre all’idea, non avevano nulla. “Nel Paese sono pochissime le imprese in fasi avanzate di sviluppo, adatte agli investimenti, pertanto si deve sviluppare quello che si ha”, dichiara il direttore generale del Centro per l’innovazione tecnologica Digital October, Dmitri Repin. 

Il desiderio è più forte delle difficoltà, persino le idee non collaudate non costituiscono nessun ostacolo. “Le idee con le quali gli autori si sono presentati, all’inizio, non hanno nulla a che vedere con ciò su cui hanno lavorato alla fine. La scommessa va fatta sul team, sia che ce la faccia o no”, dichiara Arkadij Moreinis, fondatore del fondo Glavstart, che al momento vanta nel proprio portafoglio 13 imprese, ciascuna delle quali ha ricevuto da Glavstart 100 mila dollari in cambio di una quota del 40 per cento.

I vari fondi si differenziano tra di loro solo per alcuni dettagli. Ad esempio, Fast Lane Ventures elabora autonomamente i propri progetti e cerca poi startuppers a cui affidarli (il negozio online di scarpe Sapato.ru è considerato l’esempio più riuscito).

TexDrive, dall'autunno 2011, conduce due volte all’anno programmi trimestrali di sviluppo accelerato, durante i quali circa 70 mentori russi e 30 stranieri avvieranno giovani innovatori nei settori di marketing, management ed economia.  “In questo periodo le imprese riescono a fare quello che da sole raggiungerebbero dopo 9-12 mesi”, dichiara un partner di TexDrive, Andrej Kessel. Nel novembre 2011, il fondo-acceleratore ha scelto, tra più di un centinaio di richieste, 10 startuppers, ognuno dei quali ha ricevuto da TexDrive, subito all’inizio del progetto, 25 mila dollari e ne riceverà altri 125 mila al suo termine, in cambio del 10 per cento del capitale dell’impresa. Dopodiché TexDrive ha promesso ai suoi “allievi” investimenti per 1 milione di dollari da parte di business angels americani.

Davanti a questa simbiosi investitori-mentori e startuppers, gli imprenditori devono essere disposti a condividere la proprietà intellettuale. In Farminers, per esempio, la proprietà intellettuale sarà registrata presso una determinata società che possiede sia il fondo (40 per cento) che l’autore startup (60 per cento).

Quasi tutti i fondi di venture capital privati sono limitati a una stretta cerchia di settori attualmente “di moda”: Internet, software, servizi di telefonia mobile, cloud computing. Settori più semplici in termini di expertise, a cui si unisce il fatto che i risultati si possono raggiungere in tempi brevi.

Ne consegue che alle società innovative, operanti nei settori della medicina, biologia e di altri settori “fuori moda”, rimane solo una fonte: i fondi dello Stato, che vengono erogati agli startuppers tramite quattro strutture: il fondo di seed investment della Russian Venture Company; il fondo a sostegno delle piccole imprese operanti nella sfera tecnico-scientifica (Fondo Bortnik); il fondo a sostegno degli investimenti di venture capital nelle piccole imprese operanti nella sfera tecnico-scientifica della città di Mosca e, infine, il Fondo Skolkovo.

L’attività d’investimento di quest’ultimo è stata una sorpresa del 2011. Il fondo ha già stanziato finanziamenti per un totale di 5,8 miliardi di rubli a 70 società di investimenti. È una somma record per un solo fondo, nella storia degli investimenti di venture capital della Russia. Tuttavia per ricevere le ambite sovvenzioni, l’impresa deve prima riuscire a essere ammessa tra i beneficiari del Skolkovo. Non è facile: è necessario compilare una pila di documenti e avere nel team uno specialista straniero o un investitore, così come un ricercatore o un insegnante di istruzione superiore.  

Pavel Nikonov, senior manager del fondo Abrt, sostiene che gli startuppers hanno più possibilità di essere ammessi nel programma annuale di investimenti “Start” del Fondo Bortnik. I vantaggi del programma: sovvenzioni a titolo gratuito per 6 milioni di rubli nel corso di 3 anni ed elevate percentuali di approvazione dei progetti (20 per cento, mentre i fondi di venture capital selezionano solo l’1 per cento delle richieste degli internet-startuppers). Così nel 2010, di 515 progetti, 107 hanno ricevuto le sovvenzioni.

A Mosca la via per ottenere finanziamenti a titolo gratuito è ancora più semplice. Come ha dichiarato il direttore del Fondo per la promozione degli investimenti di venture capital, Alexei Kostrov, nel 2011 la sua struttura ha erogato 270 milioni di rubli in sovvenzioni a più di 50 società di investimenti. La percentuale di approvazione delle richieste è molto alta, superiore al 90 per cento. Inoltre, il fondo ha inviato gratuitamente 100 persone a svolgere un tirocinio a Cambridge.

In breve, si cerca qualcuno a cui affidare le operazioni di start-up, offrendogli dei soldi e formandolo. Non ci sono molti di questi posti, anche se aumentano di anno in anno.

Pubblicato per la prima volta su Kommersant.ru

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